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"La cattedrale di Rouen" (Claude Monet) 1894

Ciclo composto di circa 30 tele una diversa dall'altra, dipinte tra febbraio e metà aprile 1892-1893, arrivò anche a dipingerne 14 in un giorno, sorprendendosi ogni momento a scoprire cose che prima non aveva notato. 
Egli cerca la luce e come essa modifica la percezione della realtà: la cattedrale a volte sembra smaterializzarsi, altre si concretizza in forme più solide, ma in ogni caso la luce ne modifica le percezioni cromatiche, così che la facciata cambia colore ogni volta, dal rosa al dorato dal marrone a sfumati di blu. Monet in questo periodo di maturità nonostante l'interesse per gli effetti cromatici, dimostra una rinnovata attenzione per in soggetto e contenuto. La cattedrale gotica con la sua monumentalità, la sua magnificenza e il suo valore di luogo sacro conferisce al dipinto un intensità mistica, inedita al paesaggio, la veduta diviene ora simbolo di una realtà interiore.
quest'opera è l'inizio del giorno e la facciata è vista in controluce quindi il raggio penetra in diagonale e progressivamente il giallo va diminuendo e aumentando il blu.
La luce è poca e fredda, penetra e si rifrange in un gioco di riflessi che tendono ad ingigantire la struttura stessa a quale sembra prolungarsi oltre i limiti del quadro stesso, uscendo dal nostro campo visivo così che lo spettatore ha la possibilità di immaginare come essa finisca. Il pittore sembra però d'essersi proposto di rendere l'opera irriconoscibile, immergendola in una bruma crepuscolare, presentando solo la facciata tormentata da scavi e risalti che fanno vibrare l'atmosfera vaporosa e violacea. La tecnica è rapida, fatta di pennellate rapprese, tocchi e virgole. Il bianco, non-colore della luce si ottiene sommando i sette colori dell'iride, l'ombra al contrario non è nera, ma composta dal riflesso del colorerei soggetti e dalla sovrapposizione di tocchi di colore puro che si influenzano reciprocamente. il tessuto è costituito da un ampia gamma blu, azzurri, rosa e gialli molto tenui. dalla
stratificazione dei colori, risulta una molteplicità, cioè uno spessore materiale che favorisce l'atmosfera: la forma, liberata da qualsiasi residuo di linea di contorno e definita dall'incidenza della luce. Il volo delle rondini in alto a sinistra rende il senso di vertiginosa altezza della torre la quale sembra stagliarsi nel cielo mattutino.
Jacques Emil Blanche disse: "egli fa di questa architettura un dramma atmosferico"
di Elisa Giovinazzo
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