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"Notturno in blu e oro: il vecchio ponte di Battersea" (James Whistler) 1872-75

Quest'opera appartiene al lungo ciclo delle cosiddette opere di passaggio, dei notturni in "blu e oro" o "blu e argento".
Il soggetto dell'opera è molto semplice, un grandissimo pilastro che sorregge il ponte, mentre in basso a destra si vede una piccola figurina dalla schiena leggermente inclinata. La composizione è semplice in sè, ed è in equilibrio tra lo spazio a destra e a sinistra, il tutto legato grazie alla "colonna"centrale.
La linea dell'orizzonte è a circa un terzo dell'intera composizione ed è costituita dalle case, mentre nell'opera di Monet, "impression soleil levant" la linea di demarcazione è segnata dalle gru e ciminiere. In questo paesaggio le forme si disfano e si dilatano, la precisione naturalistica si annulla in decorazione, dove la simmetria di pieni e vuoti rimanda alla stampe giapponesi. Non vi è nessun effetto luminoso naturale, ve n'è uno artificiale comunicato dalle luci delle abitazioni, come piccoli tocchi d'oro, dalla concentrazione di puntini in alto e dalle rifrangenze sull'acqua.
Quest'ultima occupa un terzo dell'opera ed è composta di due tonalità una azzurro chiaro ed una azzurro-verde scuro, il cielo è azzurro chiaro. A sinistra acqua e case sembrano costituire un tutt'uno, mentre a destra le case rappresentano un ostacolo tra fiume e cielo, il pilastro è molto scuro, quasi nero. Questo gioco di colori (tra l'altro molto freddi) ha una continuità quasi sonora, in cui spiccano delle note isolate ed intense le quali sembrano celebrare l'uomo e l'universo. Il colore non dipende da sensazioni visive, ma nasce dalla parola poetica, è come il senso di sconfinato azzurro o argento che suscita in noi il poeta attraverso le parole d'una poesia. Le pennellate sono impercepibili, mentre i contorni sono precisi in alcune parti, meno in altre. Forte è la vena malinconica e di tristezza che attraversa tutta l'opera.
di Elisa Giovinazzo
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