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Stato di natura e leggi secondo Hobbes


I rapporti che si istituiscono tra cittadini devono essere definiti tendendo conto che nello stato di natura non sussistono leggi che regolano l’attività degli individui. Leggi di natura sono le qualità, i modi di essere della natura umana che predispongono gli uomini a costituire e conservare la società. Nello stato di natura non ci sono criteri per stabilire ciò che è giusto e ingiusto dato che l’uomo ha il pieno di diritto di utilizzare i mezzi più idonei a difendere la sua vita. Solo con la costituzione dello stato si possono individuare i criteri con cui distinguere il male e il bene. Questi criteri sono contenuti nelle leggi positive cioè nei comandi che il potere rivolge ai sudditi. La legge di natura si risolve nelle leggi positive.
Nello stato di natura tutti i beni sono comuni onde ciascuno possiede solo ciò di cui si è appropriato e che riesce a conservare con la forza. La proprietà privata ritrova il suo fondamento solo nella legge positiva che dipende dalla volontà del potere sovrano. La proprietà non può essere concepita come un diritto opposto allo stato dato che lo stato può far valere nei confronti del suddito il diritto su tutte le cose.
Le leggi positive sono la misura della libertà dell’individuo.
Il singolo può rifiutarsi al comando del sovrano che gli imponga di attentare alla sua vita o all’integrità del suo corpo a seguito di una giusta condanna.

Tratto da STORIA DELLE DOTTRINE POLITICHE di Filippo Amelotti
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