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Il paziente

L’intelligenza e il grado di istruzione del paziente hanno un’importanza considerevole per la prognosi, poiché in casi di episodi acuti in via di remissione o nello stadio iniziale sembrava che avesse molto valore una discussione  chiarificatrice dei sintomi, soprattutto del contenuto psicotico. Per questo si doveva spesso aiutare il paziente a distogliere almeno temporaneamente il suo interesse dalle fonti personali di eccitazione, per rendergli possibile un generale orientamento e una veduta più chiara della sua confusa situazione.
Di fronte al paziente intelligente, Jung, forniva tutte le conoscenze psicologiche possibili, poiché questo più sa di questo campo tanto meglio evolve la sua prognosi; se egli è munito di conoscenze necessarie può affrontare con la ragione le nuove irruzioni dell’inconscio e assimilare e integrare nella sua coscienza gli strani contenuti dell’inconscio. Quindi, nelle situazioni in cui il paziente ricordava il contenuto della sua psicosi, ne discuteva con il malato per avviare una comprensione.
Tratto da LA SCHIZOFRENIA di Carla Callioni
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