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Competenza ed efficacia comunicativa nell'ambito del problem solving

La competenza e l’efficacia comunicativa sono legate a molteplici variabili: stili comunicativi propri di ciascuno, uso di strumenti linguistici, ricchezza di vocabolario, ricchezza del proprio repertorio non verbale, capacità di registrare messaggi verbali e non verbali e di interpretarli correttamente, decentramento rispetto al ruolo e della situazione in cui avviene lo scambio, risorse cognitive, affettive, comportamentali.

Fra i molteplici fattori che possono essere considerati nell’analisi della competenza comunicativa consideriamo la presentazione di sé, la capacità di esprimere i sentimenti e le emozioni, la capacità di ascolto, la chiarezza nell’espressione.

1. Presentazione di sé. Nell’interazione è impossibile non presentarsi all’interlocutore. Fattori strettamente legati ad essa sono l’immagine di sé e la fiducia in sé stessi. Ciò che ognuno pensa di sé stesso e il valore che si attribuisce influenzano le relazioni con gli altri. Nondimeno, la mancanza di fiducia in sé stessi comporta in molti casi difficoltà a conversare con gli altri, ad accettare i punti di vista degli altri, a esprimere i propri torti.

2. Espressione, regolazione e controllo delle emozioni. La condizione di fornire informazioni su di sé può essere ostacolata dalla modalità con cui il soggetto regola il proprio coinvolgimento emozionale rispetto alla situazione. La regolazione delle emozioni è, infatti, strettamente legata alla capacità che ciascuno ha di riconoscere, accettare e padroneggiare le proprie emozioni.

3. Capacità di ascolto. Si tende spesso a identificare la comunicazione con la fase della trasmissione verbale e non del messaggio, con una tendenza a trascurare l’ascolto. In realtà, senza ascolto non vi è comunicazione e la capacità di ascolto, intesa come processo che integra elementi fisici emozionali e cognitivi è una abilità fondamentale nella comunicazione. In merito ad essa, si propone di distinguere una sub-competenza per la comprensione letterale delle idee e delle informazioni trasmesse e una sub-competenza per una comprensione critica.

In un’ottica diversa, in cui l’ascolto viene inteso come cooperazione attiva all’atto comunicativo, l’attenzione di chi ascolta deve essere finalizzata nella ricerca di informazioni e significati, è necessario restare centrati su colui che sta interagendo, resistere alla tentazione di formulare mentalmente risposte da dare all’altro sulla base di una prima impressione, riformulare con le proprie parole i contenuti e i sentimenti espressi dall’altro e verificarne la soddisfazione.

4. Chiarezza di espressione. Si fa riferimento al livello di competenza nello scambio di informazioni. Molte persone incontrano difficoltà a esprimere anche ciò che vogliono intenzionalmente trasmettere. E’ il caso di quando si pensa che gli altri debbano capire automaticamente ciò che si vuol dire ed è uno degli ostacoli maggiori della comunicazione. In questo caso, un ascoltatore competente deve chiedere dei supplementi di informazione.

Va tuttavia precisato che nelle situazioni in cui esiste una asimmetria di potere fra i due interlocutori, ad esempio insegnante-allievo, non è sempre possibile per chi è nella posizione down chiedere informazioni aggiuntive.
di Domenico Valenza
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