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Guardare, vedere, osservare, rappresentare, per un'etnografia visiva


Per produrre un' etnografia visiva, cioè una descrizione tramite mezzi visivi di un contesto o di un evento antropologicamente significativi, si deve prima costruire attraverso un'attività complessa, un campo di osservazione, e poi da questo, tramite mezzi tecnici, estrarre immagini.

La critica decostruzionista o postmoderna, ha messo in luce la stretta relazione che intercorre tra descrizione e interpretazione. Descrivere non è un'attività neutra, come si tendeva a pensare, ai tempi della separazione gerarchica tra etnografia ed etnologia (o antropologia), ma fortemente connotata in senso autoriale, essendo fondata sulla visione e sull'osservazione, sull'opinione di un soggetto misurante e sulle regole comunicative e le convenzioni retoriche proprie di un medium, per il cui tramite questi esprime la propria idea del mondo.

Il discorso etnografico dunque non è oggettivo, considerando che i cosiddetti dati empirici  della realtà altro non sono che visioni e interpretazioni; ma non è neppure, al contempo, pienamente soggettivo, dipendendo da una pratica d'osservazione e dovendo rispondere alle regole e alle convenzioni, predeterminate e restrittive di un mezzo, in particolare della scrittura, adeguandosi insomma alle regole di un genere letterario.

L' autorialità si costituisce come punto di raccordo tra coscienza soggettiva e leggi della comunicazione e l'interpretazione è il luogo d'incontro e scontro, articolato nel tempo, nello spazio e nelle concrete dinamiche storiche e politiche, tra realtà sensibile e autorialità.

Malgrado alcuni acuti lavori di individuazione della componente visiva nell'attività etnografica ed antropologica, l'analisi decostruzionista ha puntato essenzialmente sulla scrittura, sul mezzo attraverso cui, cioè, in genere, un'etnografia si dispiega e ordina, piuttosto che sull'osservazione, sulla pratica di terreno, cioè attraverso cui si costruisce il dato. Quest'ultima si è eretta a oggetto d'interesse di un settore circoscritto della disciplina, quello appunto antropologico-visuale.
di Marianna Tesoriero
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