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I tribuni

Un comizio con queste caratteristiche oltre che momento d’informazione diviene momento di attrazione.
Nell’immediato dopoguerra gli italiani assistono al succedersi giorno dopo giorno dei partiti e degli oratori; era un avvenimento nuovo e altamente spettacolare che faceva leva sulla contrapposizione tra comunismo e anticomunismo.
I leader di quell’epoca erano tutti abili oratori; quest’abilità garantisce platee gremite, il discorso è un elemento essenziale ed è appreso mediante una lunga pratica sul campo; il leader a quell’epoca dimostrava di essere tale proprio nelle piazze.
Ad esempio il linguaggio di Togliatti era popolare e allo stesso tempo puro italiano, ogni parola esprimeva esattamente ciò che voleva esprimere e “sollecitava” il cuore e la mente di chi lo ascoltava.
Differente era lo stile di De Gasperi il cui segreto era la sua immediatezza umana, aveva uno stile scarno, ma rude ugualmente efficace.
La scuola oratoria a quel tempo si divideva tra chi coinvolge emotivamente la piazza e i grandi ragionatori che seducono con le loro argomentazioni. Due strade alternative di origine antica.
Barthes infatti scrive che già nell’antichità convincere richiedeva un apparato logico o pseudo-logico chiamato Probatio (campo delle prove) che avveniva attraverso il ragionamenti; mentre al contrario commuovere voleva dire pensare il messaggio probatorio secondo la sua destinazione.
Anche nei comizi dei primi anni del dopoguerra la politica cerca di convincere o commuovere gli elettori.
di Anna Carla Russo
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