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Il modello di sicurezza sociale tra riforme e evoluzioni legislative

Che l'assetto giuridico-amministrativo del sistema italiano di sicurezza sociale versi attualmente in una situazione di sostanziale precarietà è circostanza difficilmente contestabile.
Il fatto è che la recente riforma in chiave federalista del titolo V della parte seconda della Costituzione è vicenda suscettibile di incidere, anche in profondità, sul modello di sicurezza sociale, quale lo abbiamo fino ad oggi conosciuto e praticato.
Non può sfuggire che i principi che caratterizzano il modello italiano di welfare si radicano alla parte prima della Costituzione, la quale, come è noto, non è stata toccata dalla recente riforma.
Ne consegue che, per poter addivenire ad una adeguata valutazione di dette prospettive evolutive e delle possibili incidenze sul sistema nel suo complesso, si richiede, comunque, la previa individuazione dei criteri di coordinamento e raccordo tra quanto di "vecchio" e quanto di "nuovo" presenta l'attuale versione del testo costituzionale.
La parte riformata di quel testo, pur riferendosi all'organizzazione e al riparto delle competenze legislative ed amministrative tra i vari livelli di governo, in realtà comprende anche disposizioni che sottendono "principi" e che, dunque, sono suscettibili di assumere riflessi più generali.
Intendo riferirmi soprattutto al principio di sussidiarietà, nella sua duplice manifestazione "verticale" e "orizzontale", e alla garanzia statale dei livelli essenziali delle prestazioni concernenti i diritti civili e sociali.
Un terzo, pregiudiziale aspetto, che concorre a rendere sfuggente l'oggetto di considerazione è che anche il "vecchio" risulta meritevole di essere reinterpretato.
Sottoporre la rinnovata analisi critica le modalità di attuazione del sistema di welfare è un'esigenza difficilmente contestabile, anche al di là di quanto possa essere indetto dalla riforma costituzionale.
Il quadro delineato dalla legislazione ordinaria, nel suo complesso, risulta stimolante e ricco di suggestioni, quanto potenzialità e prospettive di riformulazione o rimodulazione dell'attuale sistema di welfare.
Si può affermare altrettanto a proposito delle innovazioni introdotte dalla recente riforma costituzionale?
di Stefano Civitelli
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