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Interazioni tra pari


Abbiamo sempre parlato di interazione madre (caregiver)-bambino. Ora vediamo come è stata studiata la relazione tra fratelli e l'amicizia.
Abbiamo dati e ipotesi meno articolate rispetto alle relazioni caregiver-bambino, però vi sono comunque studi che riguardano le relazioni tra pari.
La relazione tra fratelli ha due dimensioni che coesistono:
- Relazione partitetica orizzontale tra pari: sono coinvolti aspetti di empatia, di condivisione, collaborazione nel gioco, ma anche di conflitto
- Relazione verticale, essendovi sempre fratello maggiore e minore --> il fratello maggiore assume il ruolo di guida/modello con aspetti anche genitoriali
-> quindi due livelli: orizzontale (condivisione o conflitto) e verticale
Ovviamente nella relazione tra fratelli è implicata anche la relazione che essi hanno con i genitori.
È la psicoanalisi che si è interrogata su cosa può avvenire nella mente del bambino quando nasce un fratellino. È stato osservato che immediatamente potrebbero emergere sentimenti di gelosia o aggressività verso il fratello. Poi emergono comportamenti regressivi (come ricerca del contatto fisico materno, autoconforto), e possibili fantasie aggressive, a volte comportamenti concreti di aggressività, Però anche genitorializzazione, cioè occuparsi del fratello, negando al contempo aspetti di gelosia.
Più strettamente la psicoanalisi si è occupata di relazioni tra fratelli a livello di analisi --> che conflitti possono avvenire? Rivalità e gelosia per l'amore dei genitori (c'è un figlio preferito? --> sentirsi trascurato rispetto al fratello preferito) / il fratello minore vive continuamente il maggiore come modello e quindi percepisce forte rivalità e competizione molto accesa con il fratello maggiore / fratello maggiore vede il fratello minore come un'intrusione (Lacan). Winnicott ipotizza che possa esserci un vero e proprio odio tra fratelli, che sarebbe accentuato dal clima relazionale tra i genitori (ad esempio se innescano preferenza verso uno dei due oppure se vi è un forte conflitto tra i genitori).
La psicoanalisi si è occupata anche degli aspetti identificatori --> fratelli e sorelle possono vedere nell'altro sia uno specchio di sè stessi sia qualcosa di diverso da cui possono prendere esempio. Quindi la psicoanalisi ha sottolineato molto l'identificazione reciproca che può avvenire tra fratelli ,con rispecchiamento (uno lo specchio dell'altro) sia differenziazione (vedere nell'altro ciò che si vuole raggiungere). Ciò porta quindi anche ad alleanza tra fratelli e possibilità di avere il fratello come partner in alcune situazioni. Ciò potrebbe essere molto accentuato nell'osservazione anche clinica di gemelli --> nei gemelli è molto chiaro l'aspetto di alleanza, e a volte può accadere anche una distribuzione di ruolo (un gemello ha un ruolo più sociale, l'altro più introverso --> quindi come si creasse un sistema in cui vi sono parti dell'uno e dell'altro che agiscono come unità). Il problema dei gemelli è proprio questa relazione particolarmente stretta, tanto che ad un certo punto non vi è solo il problema di separarsi e differenziarsi dai genitori (processo tipico di individuazione durante l'adolescenza) ma anche dal gemello.
Nella relazione tra fratelli vi sono anche aspetti progressivi: avere un fratello può cioè essere una risorsa. Ci si può alleare con il fratello per raggiungere l'autonomia dai genitori, ci può essere complicità/solidarietà, attaccamento reciproco, costituzione di un codice fraterno. Questi sono sicuramente aspetti positivi nella relazione tra fratelli.

Aspetti di rischio nell'avere un fratello:
* Soprattutto nei Gemelli: aspetto eccessivamente fusionale, quindi difficoltà a separarsi
* Delega genitoriale al fratello maggiore nella cura del fratello minore --> situazione di role reversing in cui il fratello maggiore deve assumere un ruolo genitoriale verso il minore. Quindi il fratello maggiore non ha la possibilità di vivere se stesso come bambino con i suoi bisogni, dato che deve occuparsi dei fratelli minori. Ciò succede spesso nelle famiglie problematiche, che non riescono a svolgere il loro ruolo di genitori.
[Questa era la visione psicodinamica]

Grazie alla presenza di un fratello si possono sviluppare diverse abilità sociali:
- Empatia
- Decentramento
- Comportamenti prosociali
- Gioco simbolico
- Linguaggio emotivo
- Competenze cognitive di mentalizzazione dell'altro

Nella relazione dei fratelli con i genitori si parla spesso di ambiente condiviso, cioè i fratelli vivono nello stesso ambiente familiare. Però per ciascun fratello vi è una parte di ambiente non condiviso, dato che la relazione del fratello con la mamma ha elementi di differenza rispetto a quella del fratello con la mamma (avendo aspetti temperamentali diversi). Quindi accanto ad aspetti ambientali similari, vi sono anche delle differenze, che fanno sì che i fratelli (anche i gemelli) hanno una storia loro. In studi di interazione della madre con gemelli si vede proprio come la madre interagisce in modi diversi con loro, in base anche al modo in cui si rappresenta i due gemelli.

Gli aspetti conflittuali tra fratelli sono spesso scatenati dal clima familiare negativo, dal clima conflittuale e dalla presenza di favoritismi verso un figlio --> ciò crea problemi non solo nella relazione con il genitore ma anche nella relazione orizzontale tra fratelli. Molto spesso quindi i conflitti che si osservano tra fratelli derivano dal conflitto genitoriale.

Prospettiva sistemica
La famiglia viene vista come sistema. È stata data molta importanza al sottosistema che si viene a creare tra i fratelli, che permette un sodalizio intragenerazionale --> permette una maggiore capacità di autonomia rispetto alla coppia genitoriale, e costituisce un fattore protettivo rispetto a condizioni di rischio nella famiglia (ad esempio separazione dei genitori o malattie di membri della famiglia).
di Mariasole Genovesi
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