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L'economia nella Russia zarista – Theda Skocpol

Dopo le riforme susseguite alla guerra di Crimea, la più importante iniziativa dello Stato in Russia fu un considerevole sforzo per stimolare dall’alto l’industrializzazione. Durante gli anni sessanta e sessanta, la Russia si aprì al commercio e agli investimenti esteri; progredì la costruzione di ferrovie per gli sforzi di imprenditori privati, stranieri e nazionali. Nel frattempo però la produttività agricola ristagnava e aumentò l’indebitamento estero della Russia insieme con la necessità di importare. La guerra e i preparativi militari assorbirono sempre più le entrate governative; nello stesso tempo le risorse dei contadini gravati di tasse venivano spremute al massimo, provocando nel 1891 diffuse carestie. Era dunque palese che lo Stato russo richiedeva una strategia differente.

Tale strategia fu adottata negli anni novanta, ad opera del ministro delle Finanze, Sergei Witte, il quale credeva fermamente che la forza politica di una grande potenza chiamata ad assolvere grandi compiti storici nel mondo dipendesse direttamente da una solida potenza industriale. Witte propose dunque un grandioso programma governativo per promuovere l’industrializzazione della nazionale. Il sistema politico, realizzato pienamente durante la sua permanenza al ministero delle Finanze tra il 1892 e il 1903, comportò pesanti spese governative per la costruzione e la messa in opera delle ferrovie; alte tariffe protettive per le industrie russe; crescenti esportazioni; una circolazione monetaria stabile e incoraggiamenti agli investimenti esteri.

In termini assoluti, quest’avventura riportò brillanti successi. Durante gli anni novanta, l’incremento industriale registrò una media dell’8% all’anno; le linee ferroviarie aumentarono del 40% tra il 1892 e il 1902. Le industrie pesanti si moltiplicarono e furono dotate di impianti giganteschi, anche l’industria leggera registrò un’espansione. Insomma, tutte queste misure fornirono una piattaforma partendo dalla quale tra 1906 il 1913, quando lo Stato sull’onda della guerra russo-giapponese del 1904-1905 si trovava in condizioni di debolezza che non gli consentivano di prende iniziative in fatto di investimenti, potè verificarsi un rapido sviluppo industriale.

di Domenico Valenza
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