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La compatibilità con la Carta di azioni militari svolte al di fuori degli articoli 42 e seguenti. La procedura prevista dall’art. 106 della Carta.

Va osservato che non potrebbe risultare soddisfacente l’opinione secondo la quale ogni possibilità di intervento militare di carattere coercitivo delle Nazioni Unite sarebbe subordinata in maniera esclusiva alla conclusione degli accordi speciali previsti dell’art. 43 --> in mancanza di tali accordi infatti sarebbe preclusa a priori ogni coercizione armata dell’Organizzazione.
Anche la Corte Internazionale di giustizia nel parere del 1962 relativo a certe spese delle Nazioni Unite ha affermato: un argomento fondato sul fatto che tutte le misure prese per il mantenimento della pace e della sicurezza internazionale dovrebbero essere finanziate mediante degli accordi conclusi in virtù dell’art. 43 sembrerebbe togliere al Consiglio di sicurezza la possibilità di agire secondo un altro articolo della Carta.
Ma dalla Carta non può dedursi che, in mancanza degli accordi speciali contemplati dall’art. 43, sia preclusa ogni possibilità militare in nome dell’Organizzazione. Anzi è vero il contrario, l’art. 106 stabilisce: In attesa che entrino in vigore accordi speciali, previsti dall'articolo 43, tali, secondo il parere del Consiglio di Sicurezza, da rendere ad esso possibile di iniziare l'esercizio delle proprie funzioni a norma dell'articolo 42, gli Stati partecipanti alla Dichiarazione delle Quattro Potenze (USA, URSS, Regno Unito e Cina) del 1943, e la Francia si consulteranno tra loro e, quando lo richiedano le circostanze, con altri Membri delle Nazioni Unite in vista di quell'azione comune necessaria al fine di mantenere la pace e la sicurezza internazionale.
L’art. 106, in via transitoria affida quindi ai 5 Stati membri permanenti del Consiglio di sicurezza il compito di intraprendere un’azione coercitiva per il mantenimento della pace --> nella prassi l’articolo in esame non ha mai trovato applicazione, ma esso ben avrebbe potuto giustificare un intervento militare concordato tra i 5 membri permanenti del Consiglio di sicurezza nella crisi del Golfo.
di Alice Lavinia Oppizzi
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