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Processo di codificazione: breve excursus

1804: codice napoleonico
1865: codice civile e nel Regno d’Italia
1882: codice di commercio nel Regno d’Italia
Il regime fascista unì poi il codice civile e il codice di commercio → commercializzazione del diritto
Giurisdizione = potere di dettare norme e fare giustizia

Il paese europeo più evoluto alla fine del 700 era la Francia. Era una monarchia assoluta. Al nord il diritto era costituito dalle consuetudini, al sud era quello romano. A questo va aggiunto che il re e il parlamento di nobili facevano le leggi. Nelle grandi piazze commerciali c’erano i tribunali commerciali; il diritto commerciale valeva per i commercianti.
Il problema era trovare la regola da applicare al caso concreto. La vita di una persona era determinata dal proprio “status”, la mobilità sociale era minima, inoltre il primogenito era diverso dagli altri figli, i figli maschi erano diversi dalle figlie femmine → a seconda dello status e del territorio veniva applicata una giurisdizione diversa → particolarismo giuridico 

L’idea del diritto era di cambiare questo mondo caratterizzato dalle differenze e stabilire una legge unica, oggettiva, razionale, non manipolabile, che valesse per tutti; inoltre le persone dovevano essere tutti uguali davanti alla legge.
Dopo la rivoluzione Napoleone fa questa legge → nasce il CODICE NAPOLEONICO (diritto privato moderno)
- Uguaglianza dei soggetti di fronte alla legge
- Scelte volontarie ed individuali al centro del sistema, non lo “status” → libertà contrattuale
- Proprietà di un solo soggetto e quindi abbattimento dei vincoli feudali → unità della proprietà
Il codice civile italiano nasce dalla traduzione del codice napoleonico.
di Fabio Merenda
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