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Raccordi fra i diversi livelli territoriali di governo in Italia

Il primo soggetto con il quale le regioni devono costantemente confrontarsi è lo stato. Le sedi in cui si svolge la concertazione delle politiche in materia di autonomie a livello nazionale, in cui stato e autonomie minori incontrano per definire linee  politiche amministrative e scelte comuni sono le conferenze permanenti, ovvero organismi istituiti nell’ottica di un coordinamento fra i diversi livelli di governo (es conferenza permanente fra stato, regioni e province autonome; la conferenza unificata). Inoltre va detto che il principale strumento di raccordo è la commissione parlamentare per le questioni regionali che ne prevede la consultazione nei casi di scioglimento del consiglio regionale e di rimozione del presidente della giunta. Essa è composta da 20 deputati e 20 senatori nominati d’intesa dai presidenti delle rispettive camere, su designazione dei gruppi, con criteri di rappresentanza proporzionale.
Per l’art 11 della l costituzione 3/2001 i regolamenti della camera e del senato possono prevedere la partecipazione di rappresentanti delle regioni, delle province autonome e degli enti locali, alla commissione parlamentare per le questioni regionali.
La costituzione contiene anche alcune previsioni che possono essere utilizzate come forme di raccordo fra l’attività dello stato e quella delle regioni. Il nuovo testo della costituzione ha esplicitamente riconosciuto il potere estero delle regioni. L’art.117comma5 prevede che le regioni e le province autonome di Trento e Bolzano, provvedano all’attuazione di accordi  internazionali.Da ricordare che il governo è anche titolare del potere sostitutivo nei confronti delle regioni e degli enti locali a fronte di gravi inadempienze.
di Antonio Amato
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