Corporeità e Apprendimento

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Scienze della Formazione

Autore: Anna Di Palma Contatta »

Composta da 94 pagine.

 

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Anteprima della Tesi di Anna Di Palma

Anteprima della tesi: Corporeità e Apprendimento, Pagina 8
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9 oggetto lo sento attraverso l‟esplorazione del mio corpo, quando tocco il mio corpo mi sento esplorante ed esplorato”. Il corpo porta con sé una valenza conoscitiva: anche nei gesti quotidiani, come guidare l‟auto, uno scooter, la bici, non è sufficiente rappresentarsi mentalmente i movimenti da compiere, ma occorre un sapere motorio che ha origine dalla correlazione tra il corpo e il mezzo che guido piuttosto che l‟oggetto che afferro. Tutti gli oggetti che appartengono al nostro mondo prima di essere qualcosa per la nostra mente sono qualcosa per il nostro corpo. Il corpo, quindi, considerato nella sua unità è ciò che garantisce l‟esistenza nel mondo e non può essere riconducibile né alla sola coscienza, né al solo organismo: “…proprio perché l‟Io non si distingue dal corpo, e dalla persona che il corpo dischiude, non posso dire che lo sguardo vede qualcosa per me o che il braccio si protende per afferrare qualcosa per me. Sono io infatti, questo sguardo che ispeziona, così come sono io questo braccio che afferra, in quanto io sono davanti al mondo, non davanti al mio corpo” (Galimberti, 2002). Il corpo non si rapporta alle cose distanziandole, in quanto è proprio la nozione di presenza ad esprimere quell‟originaria correlazione tra il corpo e il mondo. E‟ quell‟intelletto ‛incorporato‟ che abita il tempo e lo spazio dei corpi che interviene nel mondo non come „io penso‟, bensì come „io spingo‟, „io trascino‟ „io sollevo‟ le cose del mondo. Le stesse emozioni espresse dal corpo non sono il riflesso di uno stato interno, quanto l‟immediata espressione della situazione che il corpo vive nel mondo. Il dualismo tra mente e corpo si supera se il corpo non viene inteso come una macchina che risponde automaticamente a degli stimoli ma come un ente che dà senso, significato al mondo attraverso gesti concreti che riguardano le attività quotidiane. Qualsiasi esperienza, è inevitabilmente connessa con il corpo (Arciero, 2005). L‟Io è corporizzato (Giddens, 1997) in quanto il soggetto percepisce se stesso come essere corporeo totale, il corpo gli permette di distinguere l‟esterno dall‟interno, il dentro dal fuori. Viviamo nella corporeità e il corpo, quale fonte di narrazioni e discorsi, diventa la storia incarnata del soggetto che porta le sue tracce. Lo stesso Husserl nel distinguere Leib come corpo vissuto, il corpo che percepisce, il corpo non costruito, dal Koper, ossia il corpo oggettivo, da misurare, da studiare, evidenzia che è il corpo il luogo dove si può dare un senso all‟esperienza vissuta in