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La tutela penale della sicurezza del lavoro: I soggetti responsabili e la delega di funzioni

Informazioni tesi

  Autore: Michele Arganini
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2003-04
  Università: Università degli Studi di Roma Tor Vergata
  Facoltà: Giurisprudenza
  Corso: Giurisprudenza
  Relatore: Enzo Musco
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 248

L’indagine svolta nel presente lavoro mira ad individuare i soggetti che, all’interno di una organizzazione lavorativa, siano chiamati a rispondere penalmente della violazione di precetti di carattere prevenzionistico e del verificarsi di un infortunio lesivo o letale.
Nel primo Capitolo si presenta una panoramica dei diversi provvedimenti legislativi che nell’ordinamento italiano sono intervenuti a formare il sistema di tutela della sicurezza del lavoro, partendo dalla norma di carattere generale contenuta nell’art. 2087 del c.c., passando per la normativa di carattere tecnico degli anni Cinquanta, fino ad arrivare ai recenti decreti di derivazione comunitaria. In questa analisi particolare attenzione viene posta alle cause di inefficacia del sistema e agli sforzi, più o meno decisi, compiuti per rimuoverle.
Nel secondo Capitolo si analizzano gli strumenti di carattere penale apprestati dall’ordinamento a tutela della sicurezza e della dignità umana rispetto ai pericoli derivanti dall’esercizio dell’iniziativa economica (art. 41 Cost.). Anche qui il tema portante è quello della carenza di efficacia del sistema: dopo un esame delle due fattispecie delittuose previste dal codice penale, nella quale si pongono in luce le cause della loro quasi sistematica disapplicazione, l’analisi si concentra sul vasto (quanto inefficace) insieme di fattispecie contravvenzionali (derivante dalla incriminazione delle condotte imposte dalle norme della legislazione speciale in materia di sicurezza del lavoro) e sui tentativi legislativi di potenziarne l’efficacia attraverso interventi diretti, da un lato, a ribadire la serietà e la consistenza dell’intervento penale (aumento delle pene pecuniarie e previsione della pena dell’arresto), da l’altro, ad incentivare forme di adempimento tardivo (meccanismi premiali di estinzione dell’illecito).
Il terzo ed ultimo Capitolo, riguarda la ripartizione di compiti e di responsabilità penali in materia di sicurezza del lavoro, tema centrale della tesi. Tale capitolo è strutturato in tre parti: nella prima si affrontano, solo in via introduttiva, le problematiche relative all’individuazione dei soggetti responsabili nella più ampia materia del diritto penale dell’impresa; nella seconda si passa ad analizzare lo specifico ambito della disciplina in materia di sicurezza del lavoro, che si viene a caratterizzare per una previsione di più soggetti trai quali risulta ripartito, già a livello normativo, il dovere di sicurezza; infine, nella terza ed ultima parte, si espongono le principali posizioni dottrinali e giurisprudenziali sul tema della delega di funzioni sia in generale sia con specifico riferimento all’ambito della normativa antinfortunistica.

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3 INTRODUZIONE Il tema dei soggetti responsabili, qui trattato con specifico riferimento alla materia della tutela penale della sicurezza del lavoro, è assai ampio e coinvolge tutte le discipline penali aventi ad oggetto, sotto diversi profili, lo svolgimento dell’attività facente capo ad un ente o ad un’impresa. Le problematiche che emergono dallo sviluppo di tale questione sono da ricollegare principalmente alla difficoltà di adattare i modelli di imputazione del diritto penale tradizionale alla complessità di tale fenomeno, che si caratterizza per la plurisoggettività dei processi decisionali e per la forte componente informale dei momenti che determinano il grado di decentramento in una struttura organizzativa. Inoltre, il quadro è reso ulteriormente complicato dal fatto che in tali discipline il legislatore ha fatto ricorso alla tutela penale secondo “modelli in cui la disposizione sanzionatoria accede a precetti costruiti per finalità e secondo tecniche proprie del diritto del lavoro”, lasciando così sullo sfondo la questione, centrale nel diritto penale, della “personalizzazione” degli obblighi e delle responsabilità 1 : ne risulta un sistema sanzionatorio in cui il destinatario dei numerosi obblighi di condotta penalmente sanzionati viene prevalentemente individuato, dalle fattispecie penali, mediante un’esplicita indicazione di una qualifica formale (datore di lavoro o imprenditore), tratta dal diritto extrapenale. Tali questioni vanno disposte su due diversi piani di indagine da tenere logicamente distinti, anche se concretamente tale distinzione può non risultare agevole: infatti, nei casi in cui il soggetto datore di lavoro o imprenditore sia una persona giuridica, sarà necessario, innanzi tutto, individuare una persona 1 Cfr. PULITANÒ D., Posizioni di garanzia e criteri di imputazione personale nel diritto penale del lavoro, in Riv. Giur. Lav. Prev. Soc., 1982, IV, 3, 187.

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