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Il riordino dei Servizi Cartografici Nazionali. Situazione, tecnologie, prospettive ed opportunità.

Informazioni tesi

  Autore: Dimitri Dello Buono
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2006-07
  Università: Università IUAV di Venezia
  Facoltà: Architettura
  Corso: Urbanistica e scienze della pianificazione territoriale e ambientale
  Relatore: Luigi Di Prinzio
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 84

In Italia il settore cartografico è regolamentato da una vecchia legge degli anni 60.
Gli Istituti e gli Enti Cartografici non assolvono più al compito di coordinare e di garantire sia al settore pubblico che al settore privato lo scambio e l'aggiornamento dei dati di cartografici che oggi si sono spostati nel nuovo mondo dell'Osservazione della Terra.
La tecnologia cresce a livelli esponenziali ma l'organizzazione delle istituzioni nazionali e locali è orfana di un concreto riordino del settore cartografico e gli enti, operando in proprio, hanno enormi spese e scarso coordinamento con un conseguente scarso livello sia di efficienza che di efficacia.
Uno studio approfondito sia della situazione nazionale che delle norme comunitarie ipotizza vari modelli di riferimento per il concretizzarsi di una riforma che deve essere effettuata per colmare il GAP che l'Italia subisce nei confronti dei partner europei.

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Tesi di Laurea : “ Il riordino dei Servizi Cartografici Nazionali. Situazione, Tecnologie, Prospettive ed Opportunità ” Dimitri Dello Buono - Matr. 259389 Venezia 10 Ottobre 2007 Pagina 3 di 85 Introduzione (Prof. Vincenzo Cuomo) La tesi intende affrontare il problema del riordino degli enti coinvolti a livello istituzionale nella produzione di cartografia, da un lato focalizzando tale problema in relazione al quadro europeo, dall’altro analizzandolo anche alla luce delle più recenti evoluzioni tecnologiche. Infatti proprio l’evoluzione tecnologica modifica nella sostanza la questione del problema. Nell’ultimo decennio si sono di fatto aperte nuove frontiere legate a due fattori concomitanti che possiamo così sintetizzare: • il miglioramento della capacità osservativa (da aereo ma soprattutto da satellite) permette di misurare grandezze (e quindi di modellare processi) che fino a ieri erano al di là della nostra capacità osservativa e ciò si traduce contemporaneamente in un enorme aumento dei dati da trattare per estrarre le informazioni d’interesse; • il miglioramento delle capacità informatiche che non solo permette sia di modellizzare in tempo reale processi che in tempi ancora recenti dovevano essere processati on-line, ma anche di gestire contemporaneamente grandi moli di dati su supporti eterogenei Di conseguenza cresce enormemente la qualità dei servizi che è possibile erogare in settori di grande rilevanza come la protezione civile, l’ambiente, la security, la difesa. Tali servizi tipicamente richiedono la capacità d’integrare tra loro grandi moli di dati spesso derivanti da vari programmi. Vi è quindi in Europa una forte co-operazione nella realizzazione di tali servizi, come testimoniato dal Programma Global Monitoring of Environment and Security (GMES) e contestualmente una forte competizione tra le imprese europee per l’erogazione sui mercati non solo europei e internazionali. La mole di dati che vengono oggi acquisiti e che sono necessari per erogare servizi di elevata qualità è tanto elevata da rendere impensabile che essi possono esser concentrati presso un unico detentore: le opportunità offerte dalle tecnologie connesse con l’interoperabilità dei dati spingono a definire architetture modulari e scalabili. I costi già sostenuti fino ad oggi impongono l’esigenza di una full exploitation dei dati, che a sua volta comporta lo sharing dei dati e il riuso. Di conseguenza cresce l’attenzione verso la definizione di standard che rendano possibile l’interoperabilità. La direttiva europea INSPIRE è figlia di questo insieme di esigenze. In generale si compie in questi anni una svolta in cui dalla logica del possesso dei dati si passa alla logica della loro condivisione. Questo passaggio trova un riscontro in sede europea sia a livello normativo (la direttiva INSPIRE) sia a livello industriale (il programma GMES). Il problema del riordino va quindi ad iscriversi in un contesto che vincola l’Italia non solo in relazione al rispetto delle direttive europee, a anche direttamente sul terreno della competitività del sistema paese.

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ambiente
cartografia
commissione europea
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earth observation
earth system science
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