La neuropatia diabetica dolorosa: aspetti clinici e nuove acquisizioni fisiopatologiche

Tesi di Specializzazione/Perfezionamento

Autore: Cristian Quattrini Contatta »

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Il diabete mellito è causa di varie gravi complicanze croniche di cui una delle più gravi e più misconosciute è rappresentata dalla neuropatia, somatica e/o autonomica.
Circa un terzo di tutti i pazienti diabetici ne sono affetti. Una forma particolare di neuropatia somatica è quella caratterizzata da sintomi dolorosi difficili da descrivere e da trattare. La neuropatia diabetica dolorosa (NDD) fa aumentare la morbidità nei pazienti diabetici.
In questa tesi si descrivono vari esperimenti tesi a comprendere meglio i meccanismi fisiopatologici sottostanti la NDD in un'ottica di possibili sviluppi terapeutici futuri.
In particolare si analizza la disfunzione endoteliale e la capacità di vasocostrizione periferica.
A livello del piede dei pazienti con NDD viene riscontrata la compromissione di vasodilatazione dipendente dall'endotelio associata a segni di compromissione della vasocostrizione.

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3 CAPITOLO 1 DIABETE MELLITO E NEUROPATIA Cenni storici Dopo le pionieristiche osservazioni di sindromi nevralgiche di John Rollo (1797) 1 , Marchal de Calvi (1864) 2 fu il primo a descrivere la neuropatia diabetica (ND) come entità autonoma e a riconoscerne la relazione con il diabete mellito (DM). In seguito, altri noti clinici come Charcot 3 , e Pryce 4 diedero un apporto importante nella comprensione del quadro clinico e della storia naturale di questa sindrome . In epoca più recente, tentativi di sviluppare un trattamento specifico per la ND hanno spinto a una miglior comprensione della sua patogenesi attraverso studi sperimentali su animali, resi artificialmente diabetici e quindi sacrificati al fine di esaminarne le fibre nervose periferiche. Epidemiologia La ND, una delle complicanze più comuni del DM, rappresenta la forma più comune di neuropatia nel mondo occidentale 5 . Da studi clinici e di popolazione 6,7,8,9 emerge che la ND distale interessa circa il 30% di tutta la popolazione diabetica. Ciò significa che in Italia sono riconosciuti affetti più di mezzo milione di individui. I fattori associati più importanti sono l’età, la durata di malattia e lo scarso controllo glico-metabolico 10 . Meno chiaramente associati sono: l’ipercolesterolemia, l’ipertensione arteriosa, la microalbuminuria e l’elevato indice di massa corporea (BMI). La neuropatia diabetica si presenta come una costellazione di forme distinte, a manifestazione clinica variabile. Una classificazione che può essere utile per la gestione del paziente è riportata nella Tabella 1 11 . Una classificazione alternativa, basata sulla storia naturale delle varie sindromi neuropatiche, è riportata nella Tabella 2 12 . È stato anche suggerito di classificare la ND in base alla sua simmetricità o asimmetricità (Tabella 3). Questo metodo è stato proposto inizialmente da Bruyn e Garland 13 e successivamente modificato da Thomas 14 e quindi, ulteriormente, da Low e Suarez 15 .