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Il ruolo del Terzo Settore nel sistema integrato dei servizi sociali

Informazioni tesi

Autore: Luca Malocu
Tipo: Laurea liv.I
Anno: 2010-11
Università: Università degli Studi di Pisa
Facoltà: Scienze Politiche
Corso: Scienze del servizio sociale
Relatore: AndreaSalvini
Lingua: Italiano
Num. pagine: 46

Negli ultimi decenni i sistemi di welfare dei paesi occidentali sono stati sottoposti a forti tensioni per cui si è rivelata necessaria una loro ristrutturazione sulla base di quello che oggi viene definito welfare mix, ossia un sistema in cui i servizi sociali sono garantiti non solo da istituzioni pubbliche, ma anche da organizzazioni del privato sociale e del privato for profit. Tali dinamiche sono la conseguenza di fenomeni importanti che caratterizzano la nostra epoca. In tale contesto assume un ruolo rilevante, nel garantire ai cittadini un sistema integrato di interventi e di servizi sociali il cosiddetto Terzo Settore. Il presente lavoro si compone di tre capitoli. Il primo inquadra l'argomento in termini generali, essendo dedicato a far emergere i principali fenomeni che caratterizzano il sistema di welfare contemporaneo, l'esigenza di coinvolgere le risorse rappresentate dal Terzo Settore nell'offrire sistemi di risposte adeguati e la necessità che tali risposte siano erogate da un sistema che faccia dell'integrazione il proprio principio ispirativo. Il secondo è volto a delineare il quadro normativo di riferimento per ciò che attiene il rapporto tra programmazione-organizzazione-gestione dei servizi ed organizzazioni del Terzo Settore. Il terzo capitolo approfondisce gli altri aspetti significativi del ruolo del Terzo Settore ed analizza la definizione del Terzo Settore, le modalità di partecipazione al sistema dei servizi sul territorio, gli ambiti operativi nei quali svolge la propria attività ed il ruolo in termini relazionali che le organizzazioni del Terzo Settore possono e devono rivestire. Un ultimo paragrafo è dedicato ad un esempio di integrazione tra servizi sanitari e sociali (la legge regionale toscana 66/2008). Dall'analisi è emerso come il Terzo Settore sia un "mondo" complesso ed eterogeneo che può essere analizzato da molteplici punti di vista (giuridico, economico, sociologico, organizzativo...) e come sia, tuttavia, possibile rintracciare alcuni principi chiave che caratterizzano tali organizzazioni (assenza di scopo di lucro, non redistribuzione degli utili, finalità sociale, presenza di volontari, ethos egualitario e partecipativo). Analizzando il caso italiano, si può rilevare come, sulla base di principi cardine del nostro ordinamento (democraticità, eguaglianza, universalismo-contribuzione legata alla capacità contributiva, sussidiarietà verticale ed orizzontale, pluralismo organizzatorio, partecipazione, adeguatezza, territorialità), gli organismi di Terzo Settore siano soggetti attivi del sistema di welfare, svolgendo un duplice ruolo. Da un lato sono attori della programmazione partecipata: in quanto tali esprimono la loro capacità di intercettare le domande sociali di un territorio e di "pensare" le risposte da offrire. Dall'altro essi sono erogatori di prestazioni e servizi alla persona, tramite le procedure di autorizzazione ed accreditamento. Una governance pubblica attenta deve valorizzare questa risorsa, promuoverne lo sviluppo ed evitare che la ricerca dell'efficienza e della qualità (indispensabili) si traducano in nuova burocrazia e snaturamento (verso il mercato). Questa è una sfida politica ed organizzativa dalla quale le istituzioni pubbliche non si potranno sottrarre se vorranno (doverosamente) perseguire la tutela dei diritti di cittadinanza (costituzionalmente garantiti) e l'inclusione sociale.

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2 Introduzione Negli ultimi decenni i sistemi di welfare dei paesi occidentali sono stati sottoposti a forti tensioni per cui si è rivelata necessaria una loro ristrutturazione sulla base di quello che oggi viene definito welfare mix, ossia un sistema in cui i servizi sociali sono garantiti non solo da istituzioni pubbliche, ma anche da organizzazioni del privato sociale e del privato for profit. Tali dinamiche riguardano anche il nostro Paese e sono la conseguenza di fenomeni importanti che caratterizzano la nostra epoca. Tra questi, giocano certamente un ruolo determinante la necessita' di un contenimento e di una razionalizzazione della spesa pubblica (privatizzazione, esternalizzazione) e l'invecchiamento della popolazione (unitamente ad i progressi in campo medico e farmacologico) per cui l'integrazione dei servizi socio-sanitari e socio-assistenziali diventano una esigenza forte nel fornire risposte appropriate ai bisogni e nel perseguire la tutela dei diritti costituzionalmente garantiti. In tale contesto assume un ruolo rilevante, nel garantire ai cittadini un sistema integrato di interventi e di servizi sociali, cosi' come viene definito dalla legge quadro in materia (Legge 328/2000), il cosiddetto Terzo Settore, formato da organizzazioni di varia natura, essendo caratterizzato da una certa eterogeneita'. La mia analisi si pone l'obiettivo di ripercorrere, alla luce della letteratura sull'argomento, le caratteristiche piu' significative di questo "mondo". Iniziando dall'analisi delle dinamiche e dei mutamenti che coinvolgono il sistema dei servizi sociali e delineando il quadro normativo di riferimento in materia (per quanto riguarda le normative di livello regionale faro' riferimento a quelle della Regione Toscana), intendo presentare come le organizzazioni del Terzo Settore contribuiscono alla costruzione e all'offerta della rete dei servizi sociali sul territorio. Intendo prendere in considerazione la natura degli organismi che compongono il Terzo Settore, le attivita' che essi svolgono e le tipologie di servizi in cui operano, nonchè le modalita' attraverso le quali concorrono a realizzare la rete dei servizi sociali (procedure di autorizzazione e di accreditamento).

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