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Multidimensionalità e sostenibilità del turismo contemporaneo

Informazioni tesi

  Autore: Luca Malocu
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2005-06
  Università: Università degli Studi di Pisa
  Facoltà: Scienze Politiche
  Corso: Scienze sociologiche
  Relatore: Silvano d'Alto
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 71

Dopo un breve excursus storico sulle origini del fenomeno, ho voluto offrire un’analisi del turismo contemporaneo, rivolgendo attenzione, da un lato, alle opportunità di sviluppo che esso offre, dall’altro, ai limiti che esso impone, affinché non si giunga ad uno sfruttamento indiscriminato delle risorse. Oggi il turismo si presenta come un fenomeno estremamente complesso, sia perchè ha investito l’intero pianeta, sia perché le domande turistiche (e le offerte) sono andate progressivamente diversificandosi. Gli interventi che saranno posti in essere in futuro richiederanno certamente una profonda conoscenza delle problematiche in questione ed una progettualità efficace. Ciò richiede l’adeguata comprensione di questa complessità e dunque, a mio avviso, un approccio analitico multidisciplinare. Secondo l’ottica che ho adottato, infatti, solo un tale approccio può consentire l’attenta valutazione delle molteplici componenti in gioco, e soprattutto, delle interrelazioni che tra esse si concretizzano. Il turismo rappresenta una straordinaria opportunità di sviluppo economico, ma è evidente come tale opportunità non sia scevra da rischi, che possono realizzarsi in varie direzioni (ambiente naturale, tessuto sociale e occupazionale, cultura autoctona, ecc…). Dovranno dunque essere utilizzati i contributi offerti da ogni singola disciplina, rigettando un approccio prettamente economicistico. Tutto ciò dovrà creare una mentalità (in imprenditori, amministratori locali e nazionali, popolazioni interessate, addetti del settore, studiosi, ecc…), volta a far sì che, quando si parli di sviluppo, si aggiunga sempre, nella pratica, prima ancora che nelle parole, l’aggettivo sostenibile. Qualsiasi sviluppo infatti non è tale, se non è sostenibile: ciò vale a maggior ragione per il settore turistico, particolarmente delicato sotto questo aspetto. Infatti, l’appetibilità di una località turistica è determinata dalla valorizzazione (e spesso dal recupero) delle risorse di cui un territorio dispone, mentre interventi scellerati, volti al massimo beneficio economico nel minor tempo possibile, possono provocare danni all’ambiente e alle persone e non consentire la riproducibilità della “risorsa turismo” in un futuro non immediato (ciò vale ovunque, non solo per i paesi emergenti nel campo del turismo internazionale, caratterizzati da un tessuto normativo più debole e maggiormente esposti a eventuali operazioni speculative da parte di multinazionali del turismo). Ho analizzato il concetto di turismo sostenibile alla luce del riconoscimento internazionale che ha avuto (si pensi all’attenzione a esso dedicata dall’Organizzazione Mondiale del Turismo). Nel contempo ho sostenuto che, affinché tale concetto non sia una mera dichiarazione di principi, è opportuno fare riferimento, sia in fase di progettazione, sia in fase di realizzazione degli interventi, a strumenti tecnici (Valutazione Impatto Ambientale, Valutazione Impatto Sociale, Valutazione Ambientale Strategica) ed indicatori approntati allo scopo. Quindi, ho presentato due forme di turismo (ecoturismo ed agriturismo) che, se messe in pratica rimanendo fedeli ai criteri che le hanno ispirate, possono svolgere un ruolo di salvaguardia e recupero delle risorse ambientali e naturalistiche. Nelle conclusioni, dopo aver ripreso i concetti di sviluppo e di sostenibilità, ho voluto fare riferimento alla città in cui vivo, Viareggio, dove il turismo, benché non esclusivo, è una attività economica di indubbia rilevanza. Ho voluto sottolineare come il problema della sostenibilità si ponga anche in una località turistica “matura”. Facendo riferimento ad articoli apparsi sulla stampa locale, a dati forniti dalla Provincia di Lucca, nonché alla mia esperienza quotidiana, ho offerto una panoramica su alcuni interventi in atto o in fase di discussione (come la costruzione del nuovo teatro Puccini, la realizzazione di un centro congressi da oltre 2?000 posti, l’adozione di un piano dei rumori, la realizzazione di parcheggi scambiatori per arginare il problema del traffico, ecc…), alcuni dei quali avranno certamente ripercussioni non solo sull’appetibilità turistica della città, e dunque sulla sua economia, ma anche sulla vivibilità della stessa, tanto per i residenti, quanto per i turisti.

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6 1. Excursus storico: origini ed evoluzione del turismo Non è possibile individuare un periodo certo di nascita del turismo, tuttavia è possibile rilevare come molti tratti del turismo, che definiamo moderno, siano presenti nelle pratiche di viaggio, di spostamento e di impiego del tempo libero, adottate dai membri di società molto lontane nel tempo. Il turismo come villeggiatura era pratica molto diffusa per i membri dell’èlite politica, culturale e sociale dell’antica Roma. Due erano le mete principali 1 : la campagna 2 ed il mare. 3 Presso i romani una vera e propria istituzione sociale era l’abitudine di recarsi ai bagni termali 4 , un piacere che era moltiplicato «….dalla bellezza e dal lusso fastoso dei locali, dalla ricchezza degli ornamenti e dalle opere d’arte, ….dalle palestre ginnastiche, ….» 5 . I romani, che avevano appreso l’uso dei bagni termali dai greci, i quali «….erano anche grandi viaggiatori per motivi culturali….» 6 , 1 Ciò corrisponde «…. a due differenti modi di concepire l’ozio, che secondo i latini rappresentava il tempo da dedicare a se stessi per recuperare la tranquillità interiore. » P. Battilani,Vacanze di pochi ,vacanze di tutti ,Il Mulino, Bologna, 2001, p. 52. 2 La vacanza in campagna, trascorsa nelle villae romanae, «….rimanda a una visione pacata di villeggiatura, spesa a metà fra l’ozio, cioè la cura di se’ e il lavoro. Le ville sono attrezzate per ogni tipo di attività fisica e di cura del corpo:….( immancabili le varie vasche per i bagni, mio) ». Ibidem, p. 53. 3 La vacanza al mare «….aveva come scopo non tanto la pace interiore quanto il divertimento sfrenato. Nella seconda metà del primo secolo a.C. la costa campana è il centro mondano di villeggiatura più famoso:….ritrovo di tutta l’aristocrazia romana…..». Ibidem, p. 54. 4 L’uso delle terme accompagnerà la nascita del turismo moderno. 5 C. Stroppa , Il turismo tra costume e progettualità , in C. Stroppa (a cura di ), Mutamento culturale e modelli di turismo, Bulzoni editore, Roma, 2002, p. 37. 6 Ibidem ,p. 19.

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