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Il sistema di emission trading in Europa (EU-ETS): analisi dei prezzi e delle dinamiche delle quote di emissione

Informazioni tesi

  Autore: Massimo Landi De Cecco
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2009-10
  Università: Università degli Studi di Milano
  Facoltà: Agraria
  Corso: Scienze e Tecnologie Agrarie
  Relatore: Massimo Peri
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 98

A partire dalla Conferenza delle Nazioni Unite sull'Ambiente Umano svoltasi a Stoccolma nel 1972, si svolgono successivamente una serie di conferenze fra cui la più importante è quella di Kyoto del 1997 dove si approva il protocollo della convenzione quadro sui cambiamenti climatici. Come noto, l’obbiettivo primario del Protocollo è quello di ridurre le emissioni di gas serra mediamente del 5,2% rispetto a quelle dell’anno 1990 entro la fine del quinquennio 2008-2012.Per facilitare il raggiungimento dell’obiettivo del Protocollo, nel 2001 (Marrakech) vengono posti in essere tre strumenti d’azione: Clean Development Mechanism(CDM), Joint Implementation(JI) ed Emission Trading(ET). Tali strumenti permettono di ottemperare agli impegni assunti utilizzando approcci diversi rispetto alla forzata riduzione delle emissioni.La Comunità Europea da subito è la prima sostenitrice della possibilità di ridurre le emissioni di gas serra e nel 2005, per conformarsi ai limiti di emissione stabiliti dal Protocollo di Kyoto, introduce il sistema European Union Emission Trading System (EU-ETS).L’EU-ETS è uno degli strumenti delle politiche ambientali europee e basa il suo funzionamento su un sistema di tipo cap-and-trade. In particolare lo schema stabilisce un mercato di diritti di emissione(di CO2), forzando le imprese ad emettere meno anidride carbonica della quota loro assegnata tramite National Allocation Plan(NAP) o a comprare i diritti di emissione(EUA) dal mercato.Il mercato é progettato per operare in due fasi distinte: la prima della durata di 3 anni (2005-2007) e la seconda di 5 anni (2008-2012), corrispondente al periodo di riferimento per gli obblighi presi durante il Protocollo di Kyoto.Scopo del presente lavoro di tesi è quindi quello di indagare le dinamiche delle quotazioni dei diritti di emissione, ricercando in particolare gli elementi principali che ne governano le quotazioni.Tramite una ricerca sulle principali riviste scientifiche di riferimento degli ultimi anni, il lavoro effettua dapprima un’opera di sistematizzazione della bibliografia esistente, quindi cataloga i risultati in base a due principali aree tematiche: analisi dei fondamentali; ricerche econometriche basate sulle serie storiche delle quotazioni.Con riferimento al primo aspetto vengono valutati diversi studi (si ricordano in particolare: Mansanet-Bataller et al., 2007; Alberola et al., 2008; Chevallier, 2009) che mettono in evidenza la possibilità di utilizzo di una vasta scelta di variabili quali elementi influenti sulle quotazione delle EUA. Le variabili principali che risultano sono: i prezzi dei prodotti energetici, i fattori climatici e i fattori di rischio macroeconomici.Il secondo filone bibliografico di riferimento si focalizza sull’analisi delle serie storiche dei prezzi.Tale approccio, che riesce a superare una serie di problematiche difficilmente analizzabili tramite l’analisi dei fondamentali, studia le relazioni di lungo periodo fra variabili per comprenderne il comportamento.La letteratura di riferimento analizzata (Benz e Trück, 2009; Paolella e Taschini, 2008; Daskalakis et al., 2009, …) raffronta le dinamiche dei prezzi delle EUA con variabili diverse quali ad esempio il prezzo del petrolio, del carbone, degli indici di borsa, delle variabili politiche, ecc. In tali analisi sono indagati diversi elementi quali ad esempio gli effetti di causalità (chi influenza cosa), la presenza di effetti soglia (presenza/assenza di relazioni di lungo periodo solo oltre certi scostamenti), la volatilità (quale espressione dell’attività speculativa).Dall’analisi dei principali aspetti emersi dai due filoni di ricerca, si può tracciare un primo quadro utile a capire se il sistema di scambio di emissioni è utilizzato come prodotto finanziario per operare attività speculative o se, invece, riesce a finalizzare i propri obiettivi prioritari contribuendo a ridurre il quantitativo di CO2 immessa in atmosfera.Il successo dell’approccio cap and trade nel perseguimento dei propri risultati trova conferma dal fatto che alcuni Paesi membri hanno ridotto le loro emissioni. La validità dell’approccio seguito viene ulteriormente riconfermata dal Parlamento Europeo, il quale ha appunto deciso di approvare la revisione del sistema EU-ETS per il terzo periodo di commercializzazione(2013-2020).Nel secondo periodo l’attenzione alle EUA e ai suoi derivati da parte degli agenti finanziari e delle imprese interessate al controllo delle emissioni di CO2 aumenta rispetto al periodo precedente. In particolare la letteratura esaminata mette in risalto come nel secondo periodo di commercializzazione la crisi finanziaria induce gli agenti ad utilizzare i permessi di emissione non solo a scopo ambientale ma anche, e sempre più, per attività speculative. Le quotazioni delle EUA sembrano pertanto essere governate da una base legata all’andamento dei fondamentali e alle scelte politiche cui si sovrappongono fluttuazioni giornaliere legate a logiche finanziarie.

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- 1 - Cap.1 Introduzione Alcuni gas presenti nell’aria detti “gas serra” hanno la capacità di assorbire il calore di quella quota di raggi solari che, una volta “rimbalzati”, si disperderebbero nello spazio. Questo permette alla superficie terrestre di mantenere una temperatura di circa 30°C, superiore ai -18°C che si avrebbero senza l’effetto serra di questi gas. Fig.1.1 - i gas serra Vengono raggruppati nei gas serra l’anidride carbonica (CO 2 ), i clorofluorocarburi (CFC), il metano (CH 4 ), gli ossidi di azoto (N x O), l’ozono (O 3 ), il vapore acqueo (H 2 O) e l’esafluoruro di zolfo (SF 6 ) :  L’anidride carbonica: è la causa principale dell’aumento rapido dell’effetto serra. La quantità di C sulla Terra non è illimitata, ma attraverso il suo ciclo essa può subire vari mutamenti di stato e passare nell' aria o nella biosfera o negli oceani. Le piante assorbono la CO 2 dall’atmosfera e tramite la fotosintesi riescono a fissarla in composti energetici e nei tessuti per poi rilasciarla con la respirazione e, dopo la morte, durante la decomposizione. In determinate condizioni i resti fossilizzati di piante e animali nel I raggi del Sole attraversano l’atmosfera e riscaldano la superficie della Terra 1 2 Dalla superficie terrestre, il calore si irradia nell’atmosfera sotto forma di radiazioni infrarosse Circa il 30% della radiazione infrarossa si perde nello spazio 3 In condizioni naturali circa il 70% della radiazione infrarossa è assorbita dai gas serra presenti in atmosfera. Tali gas agiscono come pannelli di vetro in una serra intrappolando il calore e riflettendolo nuovamente sulla Terra 4 Quando aumenta la concentrazione dei gas serra in atmosfera cresce la quantità di calore intrappolato e riflesso. Gli Oceani si riscaldano e liberano più vapor acqueo che incrementa l’effetto serra 5

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