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Il secondo pilastro pensionistico: difficoltà di comparazione in un'ottica cross-country

Informazioni tesi

  Autore: Laura Castagna
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 1999-00
  Università: Università Commerciale Luigi Bocconi di Milano
  Facoltà: Economia
  Corso: Discipline Economiche e Sociali
  Relatore: Roberto Artoni
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 201

Per molti decenni un'evoluzione demografica favorevole ed una crescita percentuale della forza lavoro rispetto al totale della popolazione hanno creato, nella maggior parte dei Paesi industrializzati, un clima fertile allo sviluppo di sistemi pensionistici pubblici principalmente di tipo pay-as-you-go (PAYG). Il trend favorevole del rapporto fra popolazione attiva e pensionata però, inizierà ad invertire la propria tendenza nei prossimi cinque-dieci anni, ponendo notevolmente sotto pressione tali sistemi e sottolineando la necessità di profonde riforme strutturali in ambito pensionistico. Il secondo e il terzo pilastro pensionistico rappresentano le alternative al ruolo dello stato, con modalità differenti: piani aziendali o industriali nel primo caso, assicurazioni individuali nel secondo. Molto numerose sono dunque le comparazioni cross-country in tali ambiti, condotte con l'intento di individuare modelli da imitare o anche soltanto di confrontare i risultati conseguiti da sistemi differenti. La varietà delle caratteristiche dei piani in questione e la mancanza di un set riconosciuto di elementi fondamentali costituiscono, però, un enorme ostacolo al successo di tali paragoni. Il presente elaborato si focalizza sul secondo pilastro pensionistico ed ha un duplice obiettivo: cercherà, in primo luogo, di individuare le problematiche principali connesse alla comparazione cross-country; in secondo luogo prenderà in considerazione gli obiettivi e i progressi già in atto in ambito OCSE al fine di ovviare ai suddetti problemi. L'analisi si soffermerà in particolare sulla situazione di Finlandia, Giappone, Olanda, Regno Unito, Spagna e Svezia.

Il Capitolo I ha la funzione di introduzione teorica all'argomento.

Dopo aver illustrato le motivazioni che hanno portato a prendere in esame i sei contesti sopra citati, il Capitolo II è quasi interamente dedicato alla presentazione delle specifiche caratteristiche del secondo pilastro pensionistico in tali paesi. Il paragrafo finale prende invece in considerazione il ''caso Italia'', con l'obiettivo di fornire una rapida collocazione del sistema italiano rispetto alle categorie illustrate nel Capitolo I. In conclusione sarà presentata una tabella riassuntiva delle caratteristiche principali dei piani occupazionali in esame.

Il Capitolo III rileva i principali ostacoli alla comparazione e i limiti che attualmente si incontrano nei confronti sulla rilevanza che il secondo pilastro pensionistico assume nei vari paesi. Inizialmente sarà illustrata la necessità di operare con dati direttamente confrontabili, spesso carenti a causa di procedure di rilevazione non uniformi. Si dimostrerà, poi, l'inattendibilità della stima della dimensione del secondo pilastro pensionistico basata sul valore delle attività impegnate in fondi occupazionali espresse come percentuale del PIL, proponendo, però, anche due possibili procedure alternative. La parte conclusiva del capitolo si soffermerà sulla composizione di portafoglio dei fondi occupazionali cercando di individuarne i fattori determinanti.

Il Capitolo IV è interamente dedicato alle modalità di trattamento fiscale del secondo pilastro. Si esamineranno gli effetti degli elementi caratterizzanti l'imposizione sui fondi pensione, ma anche di alcuni fattori spesso trascurati poiché considerati non influenti in tale tipo di contesto, dimostrandone, invece, la piena rilevanza. Sarà pertanto analizzato il ruolo dei tetti massimi alla deducibilità delle contribuzioni e della differenziazione dell'aliquota fiscale sulle diverse fasi di costituzione del fondo, soffermandosi inoltre sui possibili fattori che suggeriscono l'adozione di tali misure; ma si dimostrerà anche la profonda influenza che la tassazione societaria esercita indirettamente sull'imposizione effettiva gravante sui fondi. Una valutazione dei costi degli incentivi fiscali sul secondo pilastro ed una proposta di procedura volta a raggiungere in tale ambito risultarti più significativi rispetto a quelli attualmente disponibili costituiscono la parte conclusiva del capitolo.

Le comparazioni effettuate sui sistemi pensionistici in generale, e dunque anche sul secondo pilastro, riguardano nella maggior parte dei casi i dati lordi, cioè prescindono dalle influenze del sistema fiscale nel suo complesso (imposte dirette ed indirette gravanti non solo in modo specifico sui fondi). Il Capitolo V ha lo scopo di dimostrare come un confronto basato, al contrario, su dati netti porti a mutare le conclusioni che emergono da un confronto cross-country con dati lordi.

Il capitolo conclusivo cercherà di verificare, con riferimento al contesto OCSE, l'esistenza di un obiettivo di lungo periodo per la soluzione dei citati problemi ed analizzerà gli sforzi compiuti in tale direzione. Ne emergerà una valutazione sulle possibilità e sui tempi necessari a raggiungere risultati più significativi nell'ambito delle comparazioni cross-country.

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Introduzione 13 INTRODUZIONE Per molti decenni un’evoluzione demografica favorevole ed una crescita percentuale della forza lavoro rispetto al totale della popolazione hanno creato, nella maggior parte dei Paesi industrializzati, un clima fertile allo sviluppo di sistemi pensionistici pubblici principalmente di tipo pay-as-you-go (PAYG), cioè tali per cui le risorse necessarie per il pagamento delle pensioni sono attinte dalle contribuzioni della generazione contemporaneamente attiva, senza costituzione di ampie riserve specifiche. Il trend favorevole del rapporto fra popolazione attiva e pensionata però, inizierà ad invertire la propria tendenza nei prossimi cinque-dieci anni, ponendo notevolmente sotto pressione i sistemi PAYG e sottolineando la necessità di profonde riforme strutturali in ambito pensionistico. In un clima in cui vengono prese in esame le possibili soluzioni per arginare il problema nel breve periodo e per evitarne il perdurare nel lungo periodo, grande attenzione è posta sui sistemi pensionistici privati, generalmente di tipo ‘funded’ 1 , e quindi immuni dal problema demografico, ed in grado, in un’ottica a più breve raggio, di integrare i

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Parole chiave

fondi pensione
pensioni
secondo pilastro della previdenza
trattamento fiscale dei fondi pensione
sistemi pensionistici

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