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Antitrust e tutela dei consumatori: il confronto con le azioni collettive risarcitorie

Informazioni tesi

  Autore: Silvia Marini
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2010-11
  Università: Università degli Studi di Perugia
  Facoltà: Scienze Politiche
  Corso: Comunicazione d'impresa
  Relatore: Alberto Giulio Cianci
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 149

Nell'attuale società, caratterizzata dallo sviluppo sempre più frenetico del mercato e dal continuo evolversi delle tecnologie, la figura del consumatore e il problema della tutela giuridica dei suoi interessi, hanno acquisito nel tempo un ruolo crescente.
Il consumatore, viene continuamente esposto ad una serie di rischi e danni, e per anni è stato definito “parte contrattualmente debole”.
Ho strutturato il mio elaborato in quattro capitoli.
Nel primo capitolo si esaminano i protagonisti dell’atto del consumo: il consumatore, il professionista, nonché le associazioni dei consumatori.
Queste figure iniziano a rivestire molta importanza, con l’avvenire del consumerismo, i rapporti economici divengono pane quotidiano, prende piede così nel 2005 il Codice del Consumo volto a disciplinare gli atti intercorrenti tra “soggetto debole” e “soggetto forte”, favorendo un maggiore livello di tutela dei consumatori.
Ma quando realmente si inizia a sentire la necessità di una maggiore tutela degli utenti? Come indicato nel secondo capitolo questo bisogno è stato colto verso la metà degli anni ’70 dall’attuale Unione Europea, che contando circa mezzo miliardo di potenziali consumatori, mostra come questi ricoprano un ruolo determinante nella società sia dal punto di vista economico che politico. In Italia la disciplina in materia di consumo arriva con quasi trent’anni di ritardo con la Legge 30 luglio 1998, n. 281 confluita poi nel Codice del Consumo, Legge che con i suoi soli 8 articoli mostrava un cambiamento per quei consumatori che continuano ad imbattersi in pratiche sfavorevoli, ingannevoli, limitative della loro libertà di scelta, nonché tutela, come le clausole vessatorie e le pratiche commerciali scorrette. Con il susseguirsi di questi illeciti iniziano a formarsi innumerevoli possibilità di tutela, a partire dalla risoluzione extragiudiziale, senza il ricorso del giudice, fino ad arrivare ad una risoluzione giudiziale di tipo amministrativo vedi Antitrust, o di fronte al giudice ordinario vedi le Azioni Risarcitorie Collettive.
Il terzo capitolo è infatti dedicato all’istituto dell’Antitrust, come questo nasce e con quale scopo, ma soprattutto come questo possa garantire il benessere del consumatore. Come la più generica tutela del consumatore anche la disciplina Antitrust arriva con estremo ritardo in terra italica, rispetto al suo esordio statunitense nel luglio 1890 con l’approvazione dello Sherman Act. Tra le cause di questa lentezza si possono individuare la difficoltà di adattamento della disciplina alle basi del Civil Law, che contraddistingue il nostro ordinamento. La nostra legislazione antitrust si differenzia anche per la presenza di un'autorità amministrativa "autonoma e indipendente”, la cosiddetta Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, i cui poteri sono orientati principalmente alla salvaguardia del gioco della concorrenza che potrebbe essere intaccata.
Nel quarto capitolo si delinea la giurisdizione e la tutela che scaturiscono dalle Azioni Collettive Risarcitorie, entrate in vigore con circa 70 anni di ritardo rispetto alle Class actions, azioni di classe tipicamente statunitensi ed estremamente differenti, nell’attuazione, dalle azioni collettive. Le Azioni Collettive Risarcitorie nascono grazie alla Legge finanziaria per il 2008, ma entrano in vigore solo nel gennaio 2010, sono quindi delle azioni legali estremamente recenti ed innovative, che consentono la risoluzione di una problematica comune a più soggetti, tramite una sola azione . Questo capitolo è corredato da un caso di studio che intende confrontare i due strumenti di tutela del consumatore, attraverso un’indagine svolta presso le principali associazioni che si occupano di salvaguardare i suoi diritti.
Dal latino “faber est suae quemque fortunae” (ogni uomo è artefice della propria fortuna), può trarsi l’insegnamento secondo cui ogni individuo per poter essere artefice della propria vita, ha bisogno di prendere coscienza dei propri diritti, individuare i propri obiettivi, solo così potrà in piena libertà scegliere se lottare per difenderli o meno.
Da piccoli gesti, nascono delle grandi azioni, individualmente siamo delle risorse, ma agendo collettivamente le forze di ogni singolo non si sommano, si moltiplicano.

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3 INTRODUZIONE Nell'attuale società, caratterizzata dallo sviluppo sempre più frenetico del mercato e dal continuo evolversi delle tecnologie, la figura del consumatore e il problema della tutela giuridica dei suoi interessi, hanno acquisito nel tempo un ruolo crescente. Il consumatore, viene continuamente esposto ad una serie di rischi e danni, e per anni è stato definito “parte contrattualmente debole”. Cosa si intende per “soggetti deboli”? Ognuno di noi lo è, nonostante spesso non ci accorgiamo di esserlo, prima che essere studenti universitari, professori, imprenditori, avvocati, siamo innanzitutto consumatori. Nel momento in cui leggiamo, prendiamo l’autobus, andiamo in palestra, siamo consumatori, in quanto tutte queste singole attività presuppongono l’acquisto e l’utilizzo di un bene o un servizio. Oggigiorno non siamo abituati a soffermarci a lungo a pensare, a ragionare, spesso ci limitiamo ad agire come autentici robot che ripetono inconsapevolmente le stesse identiche azioni nel quotidiano. Tendiamo a tenere costanti quei comportamenti e/o azioni che vediamo andare a buon fine, per la maggior parte dei giorni della nostra vita, agendo in base all’abitudine ed alla consuetudine e senza accorgerci che tutti quei beni standardizzati che ci circondano in ogni attimo della nostra giornata ci attribuiscono ineluttabilmente l’appellativo di “consumatore”. Per questo si parla di parte svantaggiata, ogni giorno mettiamo in atto pratiche da consumatore e spesso nemmeno ce ne rendiamo conto, o nel caso contrario ci troviamo in condizioni di buona fede a dover contrattare termini con una controparte molto più specializzata ed informata di noi, che ha interesse a portare avanti solo il proprio beneficio, il proprio profitto. Da questo assunto nasce il bisogno di garantire una maggiore tutela al soggetto chiamato consumatore, salvaguardarne i diritti diventa uno dei principali compiti affidati al panorama giuridico contemporaneo. Viene

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