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Aspetti clinici in psiconcologia nel modello della Psicologia individuale adleriana. Psicoterapia del tempo breve

Informazioni tesi

  Autore: Pier Luigi Gallucci
  Tipo: Tesi di Specializzazione/Perfezionamento
Specializzazione in Psicoterapia
Anno: 2011
Docente/Relatore: Munno Donato
Istituito da: Scuola S.A.I.G.A. di Torino
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 128

Questa tesi, seguendo il modello bio-psico-sociale così affine alla visione olistica della Psicologia Individuale di Adler, tratta degli aspetti clinici del paziente oncologico, partendo dai disturbi psichici più frequenti in oncologia classificati secondo i criteri della diagnosi nosografica categoriale psichiatrica (disturbi depressivi e dell'adattamento, disturbi d'ansia, disturbi su base organica e della sessualità), secondo i diversi aspetti che compongono la globalità del paziente.
Abbiamo poi approfondito il ruolo, in ambito psiconcologico, della comunicazione tra il medico, l'equipe curante, la famiglia e il paziente poiché ha importanti riflessi non solo sul percorso di malattia del paziente stesso, ma anche inevitabilmente negli interventi psicologici e psicoterapeutici.
Sono analizzate le fasi del processo di reazione psicologica (emotiva, cognitiva e relazionale) e di adattamento al cancro, i meccanismi di difesa e gli stili di coping che caratterizzano il percorso dell'elaborazione della malattia oncologica e del lutto sia nel paziente sia nel suo nucleo familiare.
In conclusione, si esaminano le caratteristiche dell'approccio psicologico e psicoterapeutico in oncologia, valutando, nell'ottica della Psicologia Individuale adleriana, possibilità e limiti degli interventi psicoterapeutici “del tempo breve” nel processo di incoraggiamento nel malato di cancro e in fase terminale. A questo scopo viene riportato un caso clinico tratto dalla mia esperienza svolta nelle cure palliative domiciliari.

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INTRODUZIONE Già nell'Ottocento la scienza medica si era occupata della psicologia del malato di tumore, ma è solo dagli anni '80 del secolo scorso che tale studio si è gradualmente imposto come disciplina autonoma. La necessità di mantenere una visione globale del paziente affetto da patologia organica e di approfondire la conoscenza degli aspetti psicologici della malattia ha comportato una collaborazione tra le discipline mediche, psichiatriche e psicologiche, coinvolgendo per ragioni diverse molte figure che si dedicano al campo dell'oncologia (psicologi e psichiatri, infermieri, volontari, assistenti sociali e spirituali, medici di base, fisioterapisti, chirurghi e oncologi). È indubbio che i paesi anglosassoni abbiano avuto un ruolo guida in questo campo, considerando che i primi centri specificamente dedicati all'assistenza dei malati di tumore sono nati negli Stati Uniti e in Gran Bretagna. I primi esempi di sostegno alla sofferenza psicologica nei pazienti neoplastici sono rappresentati dall'attività svolta a partire dal 1950 dallo psichiatra Arthur Sutherland al Memorial Sloan-Kettering Cancer Center di New York. Circa 10 anni dopo, a Londra, Cicely Saunders struttura un'analoga attività al St. Cristopher Hospice, definendo gli elementi fondamentali del modello di hospice come luogo di trattamento del dolore del paziente in fase terminale di malattia. Da lì l'interesse e gli interventi in psiconcologia si sono moltiplicati sia negli Stati Uniti sia in Europa, in particolare per due motivi. Il primo è dato dall'interesse sempre maggiore verso le problematiche della morte e del morire, come testimonia per esempio, verso la fine degli anni '60, il lavoro della psichiatra svizzera Kubler-Ross che si è occupata dell'analisi delle reazioni psicologiche del paziente terminale. Il secondo deriva dalla maggiore attenzione agli aspetti relativi alla qualità della vita che ha via via assunto un ruolo fondamentale nell'approccio bio-psico-sociale globale al paziente in oncologia. Le patologie tumorali rappresentano ormai la seconda causa di morte nel mondo occidentale: tale incidenza dipende sia dalla riduzione della mortalità per altre cause; sia dal crescente progresso dei metodi di cura che aumentano le possibilità di sopravvivenza 4

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