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Italia e Spagna. Le differenze nel ''fare sistema'' nel turismo: Rutas del Vino e Strade dei Vini e dei Sapori

Informazioni tesi

  Autore: Roberta Lusiardi
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2010-11
  Università: Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano
  Facoltà: Lingue straniere per la comunicazione internazionale
  Corso: gestione delle imprese turistiche
  Relatore: Gianfraco Verrini
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 216

Analizzare le performance turistiche di Italia e Spagna come Sistema-Paese è stato utile per rispondere al seguente quesito: chi più dello Stato, quale ente supremo di governance, dovrebbe conoscere a menadito le capacità del settore turistico, le sue necessità e le sue richieste d’aiuto?
Insieme al chi è molto importante anche il perché: per elaborare dei piani d’azione concreti e scegliere le strategie d’intervento più idonee. Senza dover ricalcare i passi che hanno fatto la fortuna altrui, è comunque necessario analizzare le scelte geniali con cui si è raggiunta questa fortuna: solo così si potrà confezionare un proprio piano strategico vincente. Uno dei motivi alla base delle scelte strategiche fatte (o non fatte) in materia di turismo potrebbe essere l’importanza e il valore che si dà ad esso nel piano di sviluppo nazionale.
Le istituzioni turistiche italiane ad esempio non hanno ancora raggiunto un assetto consono al governo del turismo. Fino al 1953 non esisteva il Ministero del Turismo: nacque cinque anni dopo che la Costituzione aveva lasciato la materia del turismo in mano alle Regioni. Ma il Ministero non aveva un’identità e l’assenza di riconoscimento del suo valore da parte delle Regioni e degli italiani ha condotto alla sua soppressione nel 1993. Il Ministero è riapparso nel 2009 ma tuttora le Regioni non nascondono di mal sopportare il rischio di un centralismo delle politiche turistiche.
Sorte migliore è capitata ad ENIT nonostante nel 2011 abbia rischiato di chiudere i battenti con la “Manovra Salva Italia” del Governo Tecnico Monti. Gli operatori del turismo non erano indignati perché poteva essere soppresso l’ente più importante per la promozione turistica italiana, quanto perché il turismo all’interno della manovra non risulta una priorità. Forse è anche colpa dell’operato insufficiente di ENIT se nella Manovra il turismo non ha l’importanza che merita.
La Spagna invece può vantare un Ministero del Turismo operante fin dal 1931. Nel corso degli anni il Ministero ha assunto conformazioni diverse, ma senza mai escludere la centralità del turismo dalle sue mansioni. L’organizzazione del turismo in Spagna è tuttora articolata in tre livelli istituzionali che collaborano congiuntamente a una visione unitaria: nazionale, regionale e locale.

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6 INTRODUZIONE L’idea di vertere la tesi specialistica su una comparazione tra turismo italiano e spagnolo è nata dopo una vacanza estiva passata a Maiorca nel 2009. Tornati in patria io e i miei compagni di viaggio concordavamo su quanto fosse ben organizzata l’isola, sul buon rapporto qualità-prezzo e sulla possibilità di aver sfruttato tutte le tipologie di vacanze racchiuse in un’unica destinazione: mare, cicloturismo, enogastronomia, sport, escursionismo e turismo culturale. Questa sensazione confermata poi dalle vacanze successive in alcune destinazioni spagnole, ha suscitato in me l’interesse di approfondirne le dinamiche turistico-territoriali. Con rammarico mi sono chiesta come fosse possibile che l’Italia non offrisse tutto ciò, dato che nell’immaginario collettivo l’offerta del Bel Paese è di gran lunga più variegato e di qualità maggiore. Il nostro patrimonio artistico e le nostre tradizioni sono talmente preziosi che sembra impossibile non possano trasformarsi nella nostra value proposition. Per questo la memoria specialistica verterà sul comprendere quali sono gli elementi di distinzione nella pratica turistica che permettono alle destinazioni spagnole di ottenere comunque degli ottimi risultati, nonostante questi anni segnati dalla crisi. Inoltre si proseguirà nell’intento di comprendere quali siano gli elementi che penalizzano e rendono anelastici gli slanci intentati dall’Italia. Nello specifico, si analizzeranno le potenzialità del turismo enogastronomico nei due paesi, nuova frontiera del turismo esperienziale. Il turista richiede una vacanza legata non solo al soddisfacimento dei bisogni ma legata alla personale percezione dell’esperienza, sapendo che una volta terminata, le sensazioni provate rimarranno uniche. La valorizzazione del patrimonio attraverso il cibo pone in risalto un elemento essenziale della tradizione di un popolo: la convivialità e l’amore per la buona tavola. La vera anima di un popolo si mostra anche attraverso il rito del mangiare. Da un punto di vista organizzativo il potenziale del turismo enogastronomico permette di arricchire il valore della vacanza, in particolare per le nuove tendenze di short-break e long-weekend, per le quali il connubio cultura e cibo si sposa alla perfezione.

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