Il corpo nel tempo. Aspetti culturali e sociali nei comportamenti giovanili

Laurea liv.I

Facoltà: Scienze della Formazione

Autore: Verena Novello Contatta »

Composta da 51 pagine.

 

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L'osservazione dell'universo giovanile nelle società sviluppate diventa sempre più penetrante, insinuandosi nei tanti labirinti che costituiscono il complesso insieme dei comportamenti. Nella letteratura, ampia e non facilmente catalogabile, tanta è la fioritura che sotto i vari aspetti interroga ed esplora un mondo che si evolve. L'aspetto sul quale cade l'attenzione di alcuni studiosi è il riferimento a una condizione di disagio, volendo con questo termine definire la condizione di precarietà e di incertezza nella quale la maggioranza dei giovani-adulti sono costretti a vivere per lunga parte della loro vita. Poiché i giovani non vivono in un mondo diverso da quello dei loro genitori, opportuno è realizzare una riflessione tesa ad analizzare la società nel suo insieme, sia del passato che del presente. Ma viene spontaneo chiedersi: per denunciare cosa? Per dire che la politica, il mondo familiare e la cultura dei valori nella società contemporanea hanno perso modelli idealtipici di un certo spessore di qualità? Credo che la risposta a quest'ultima domanda possa essere negativa. In questa sede si vuole ricordare che viviamo e componiamo insieme, giovani e adulti, una società che, al di là delle differenze che senza dubbio esistono, rappresenta comunque una solida realtà che funziona anche grazie a forme di comunicazione che descrivono l'esistenza degli stessi valori diversamente vissuti dalle differenti generazioni. Questo approfondimento troverà nel corpo il suo filo conduttore.
Il primo capitolo presenta al lettore una panoramica di quelli che sono i concetti cardine, utili per un'approfondita riflessione del tema centrale e necessari per comprendere qual è il contesto dal quale si evincono le differenti posizioni osservative. Viene dato, inoltre, ampio spazio a quello che è il concetto del corpo nella postmodernità, per dare la possibilità di ampliare gli spazi di riflessione su quelle che sono le implicazioni a livello socio-comportamentale.
Nel secondo capitolo si accende il dibattito sul tema dell'identità, legato sia alla natura che alla cultura, ma soprattutto al corpo, quale mezzo di comunicazione della stessa.
Nell'ultimo capitolo si vuole offrire una chiave di lettura che favorisca la comprensione di quelle che sono le dinamiche relazionali tra i giovani e il loro corpo, all'interno di una società caratterizzata da un aumento costante di strumenti comunicativi, i quali tendono a modificare i tempi e le modalità degli stessi scambi comunicativi. E' un tentativo per far cogliere quanto estremamente difficile sia un confronto tra i giovani che vivono e si formano in contesti sociali e in tempi diversi, e di quanto il cambiamento sia ormai una variabile costante, ma proprio tale difficoltà risulta essere, a mio avviso, la matrice di tale approfondimento.
Spero che questo elaborato risulti interessante sotto diversi punti di vista e che possa aprire la possibilità ad ulteriori confronti e riflessioni, proprio come ha suscitato in me la stessa ricerca.

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3 CAPITOLO I IL CORPO TRA PRESENTE E PASSATO 1.1. I concetti di cultura e società Per conoscere l’Uomo è necessario considerarlo sullo sfondo del regno animale dal quale ha avuto origine, nel contesto della cultura e del linguaggio che gli forniscono il mondo simbolico in cui vive e alla luce dei processi di crescita che portano ad un’integrazione di queste due potenti forze. Oggi sempre piø si parla di società, cultura, modernizzazione, riducendo questi concetti cardine e talvolta cadendo nell’errore di non riconoscerne le peculiarità e specificità, sebbene siano tra di loro estremamente interconnessi ed influenzabili. Il concetto di cultura fu coniato per esprimere sinteticamente l’idea di una gestione del pensiero e del comportamento umano. La prima definizione in senso etnologico, e risalente al 1871, si deve all’antropologo britannico Edward Burnett Tylor: “la cultura è quell’insieme complesso che include le conoscenze, le credenze, l’arte, la morale, il diritto, il costume e qualsiasi altra capacità e abitudine che l’uomo acquisisce come membro di una società” (Tylor, 1871, in Cuche, 2006:20). Tale concetto, così delineato, sta al centro della riflessione nelle scienze sociali, poichØ la cultura permette all’uomo non soltanto di adattarsi al proprio ambiente, ma anche di adattare quest’ultimo a sØ, ai propri bisogni e progetti; in altre parole, la cultura rende possibile la trasformazione della natura. Per Tylor, la cultura è l’espressione della totalità della vita sociale dell’uomo; essa si acquisisce e non dipende dall’eredità biologica. Pochi anni dopo, negli anni Trenta, l’antropologa statunitense Margaret Mead scelse di orientare le sue ricerche verso il modo in cui un individuo riceve la cultura e le relative conseguenze sulla formazione della