Il ''Metodo Piesco'', un esperimento di Comunicazione Alternativa

Laurea liv.I

Facoltà: Lingue e Letterature Straniere

Autore: Julian Iuliano Contatta »

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La comunicazione linguistica è influenzata dal contesto comunicativo, dal codice, dal canale e naturalmente dalla qualità e dalle caratteristiche del mittente e del destinatario. [..]
In ognuno di loro infatti hanno luogo specifiche reazioni psichiche che attivano il meccanismo di ricezione, osservazione, elaborazione e produzione del linguaggio. Il processo fisico è quello secondo il quale il cervello trasmette agli organi fonatori un impulso (una immagine verbale, un concetto) che provoca la fonazione; in seguito le onde sonore si propagano dalla bocca di A all’orecchio di B provocando in quest’ultimo un processo inverso che vede la conduzione di uno stimolo dall’orecchio al cervello. Se B parla a sua volta questo nuovo atto seguirà, dal suo cervello a quello di A, esattamente lo stesso cammino del primo. Tutto questo in modo simultaneo, senza alcuna differita temporale (che come vedremo è invece presente in altri tipi di comunicazione). [..]
Qualora la comunicazione non fosse possibile mediante elementi fisici (quali la produzione orale) è possibile dar vita ad una comunicazione basata sui segni. Molte discipline oggi si occupano di questa “comunicazione alternativa” ed utilizzano simboli di ogni tipo per significare le attività di routine della vita quotidiana. Mediante quei simboli i parlanti riescono ad interloquire in maniera semplice e spontanea su molte questioni più o meno importanti. A differenza delle altre discipline, che trovano soluzione a questo problema mediante l’indicazione di segni e figure, il nostro studio si propone di dar vita ad una comunicazione mediante l’indicazione di una griglia fonetica che presenta tutti i fonemi della lingua italiana.
Se oggi si può parlare di un grande balzo e di un quasi totale allontanamento dalle basilari nozioni linguistiche, il merito lo si deve all'avvento di tecnologia informatica d’avanguardia che oltre a semplificare molte funzioni, da vita a nuove possibilità lavorative una volta impensabili. [..]
Oggi la comunicazione di un paziente disabile può avvenire mediante un computer (eye-tracker). Questa pratica cambia nel profondo il rapporto comunicativo che fino ad ora abbiamo tenuto in considerazione creando un legame che può essere sintetizzato in PAZIENTE - COMPUTER oppure in PAZIENTE - COMPUTER - DESTINATARIO, stravolgendo il precedente rapporto paziente-messaggio-destinatario e tutti gli elementi che entravano in gioco (fisici, psichici e fisiologici).

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5 Introduzione “Linguista sum; linguistici nihil a me alienum puto.” 1 Così Roman Jakobson, parafrasando Terenzio, trasporta il concetto su un piano scientifico più che umanistico e si riferisce alla proprietà della linguistica di non essere una disciplina chiusa in se stessa, bensì da essere intesa come “pensiero linguistico ricco di aperture conoscitive le più varie e perfino disparate, e tali tuttavia da raccogliersi sempre sotto qualcosa che ha intimamente a che fare col linguaggio” 2 . Il linguaggio è infatti la parola d’ordine di questo nostro studio. Citando de Saussure, esso comporta un’analisi distinta in due parti: «[..] l’una, essenziale, ha per oggetto la lingua; l’altra, secondaria, ha per oggetto la parte individuale del linguaggio, vale a dire la parole, ivi compresa la fonazione.» 3 Appare subito chiaro che lingua e linguaggio debbano essere considerate in maniera diversa. «Cos’è la lingua? Per noi, essa non si confonde col linguaggio. [...] Essa è al tempo stesso un prodotto sociale della facoltà del linguaggio ed un insieme di convenzioni necessarie. [...] Il linguaggio è multiforme ed eteroclito; a cavallo di parecchi campi. La lingua, al contrario, è in sé una totalità e un principio di classificazione. *...+ L’esercizio del linguaggio poggia su una facoltà che ci deriva dalla natura, mentre la lingua è alcunché d’acquisito e convenzionale, che dovrebbe esser subordinato all’istinto naturale invece d’avere la precedenza su questo. Non è provato che la funzione del linguaggio, quale si manifesta quando noi parliamo, sia interamente naturale, nel senso che il nostro apparato vocale sia fatto per parlare come le nostre gambe per camminare.» 4 Consideriamo la lingua come il sistema di segni che gli uomini utilizzano per comunicare tra loro, secondo delle convenzioni che sono state consolidate negli anni. La lingua è pur sempre il più importante ed il più interessante dei linguaggi, con la particolarità di basarsi sull’apparato fonatorio umano e di garantire una comunicazione estremamente efficace. Il linguaggio invece, pur essendo un sistema di segni, non appartiene solo all’uomo e non ha una specifica “collocazione”. Tutto ciò che si fa portatore di significato può essere considerato linguaggio (dalla gesticolazione dei sordomuti al volo delle api 5 ). Mentre la lingua è la capacità tipica dell’uomo di trasmettere un testo – e dunque, di creare una comunicazione basata su una convenzione tra gli uomini – il linguaggio è la naturale capacità di comunicare ed appartiene anche agli animali; tant’è vero che il termine linguaggio racchiude in se numerose altre classificazioni. Saussure ha ulteriormente precisato questo aspetto: 1 Terenzio diceva: “Homo sum: humani nihil a me alienum puto” intendendo dire che come uomo, nulla di tutto quel che è umano poteva essergli estraneo. Con questo il commediografo romano introduceva la sua idea di humanitas, il rispetto che ogni uomo deve avere nei confronti degli altri. 2 Recensione all’opera: R. Jakobson, Autoritratto di un linguista, Retrospettive, da parte del Prof. P . Montani, su L'Indice 1987, n. 8. 3 F. de Saussure, Corso di linguistica generale, Roma-Bari, Editori Laterza, 2010, p. 29. Ed. originale: Cours de linguistique générale, Paris, Editions Payot, 1922. 4 F. de Saussure, ibidem, p. 19 5 Le lingue dei sordi (altamente formalizzate) prevedono articolazioni e unità diverse, anche se parallele a quelle delle lingue fono-acustiche. La comunicazione degli animali è caratterizzata da movimenti e comportamenti atti a trasmettere informazioni. In linguistica è consuetudine portare l’esempio del volo delle api, le quali volano in una tipica forma ad 8 in modo da scambiarsi informazioni sulla distanza e la direzione della fonte di cibo.