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Dinamica di popolazione della specie Cerastoderma glaucum

I bivalvi fossori ed in particolare C.glaucum, sono spesso utilizzati per valutare la contaminazione ambientale sono, infatti, considerati dei buoni bioindicatori per le loro caratteristiche di sedentarietà e perché vivono infossati nei sedimenti dove la maggior parte di contaminanti si accumula. Tuttavia recenti studi, che hanno utilizzato contemporaneamente un elevato numero di biomarkers molecolari, hanno dimostrato che la specie ha accumulato metalli pesanti in misura maggiore là dove gli stessi erano meno concentrati. Nonostante, quindi, C. glaucum possa essere considerata una buona specie sentinella andrebbe utilizzata con cautela quando si analizzano siti caratterizzati da bassi o anche moderati livelli di contaminazione. (Velez C. et al 2016).

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Cerastoderma glaucum nella laguna di Santa Gilla 3 INTRODUZIONE Gli ambienti di transizione costituiscono il passaggio naturale tra l’ambiente terrestre e l’ambiente marino e comprendono un sistema complesso che riveste un ruolo basilare sia per aspetti ecologici sia per aspetti socio-economici. Tra gli ambienti di transizione, le lagune rappresentano uno dei siti di maggiore importanza dal punto di vista biologico, sono infatti, caratterizzate da una vasta eterogeneità di flora e fauna e da un delicato equilibrio ecologico perché sono soggette a diverse tipologie di stress, sia di origine naturale sia antropica. La laguna è un bacino costiero separato dal mare da un cordone litoraneo, caratterizzato da acqua salmastra e influenzato dalle maree e dalle acque continentali. Infatti, l’incontro tra acque continentali e acque marine determina condizioni di grande instabilità di parametri come la salinità, la temperatura dell’acqua e l'ossigeno disciolto, che possono subire modificazioni importanti in periodi di tempo estremamente brevi in relazione alle maree, alle piogge, alle mareggiate, alle piene dei fiumi e all’evaporazione (Cognetti, 1999). Gli ambienti più influenzati sono quelli caratterizzati da bassa profondità, dove gli animali devono convivere con improvvisi cambiamenti. La laguna di Santa Gilla (Fig.1) ha un’ estensione di circa 13 km 2 ed è ubicata nelle vicinanze della città di Cagliari, anche se i suoi confini naturali sono stati alterati soprattutto a causa dell'urbanizzazione, ricade territorialmente nei comuni di Cagliari, Assemini, Elmas e Capoterra. La laguna potrebbe essere divisa in due differenti aree per la presenza di strutture fisse legate alla pesca: una zona più interna, caratterizzata da un basso ricambio d’acqua con il mare aperto, e una pre-laguna, caratterizzata da flussi di marea e acque eutrofiche provenienti dal porto di Cagliari (Masala Tagliasacchi et al., 1992; Serra, 1984). Nella parte Sud la laguna comunica con il Mar Mediterraneo attraverso la ampia bocca che consente un discreto ricambio delle acque del bacino.

Laurea liv.I

Facoltà: Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali

Autore: Marisa Piras Contatta »

Composta da 25 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.