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''La chiave dell'esistenza'' Analisi critica degli oggetti ne La nausée di Sartre

Informazioni tesi

  Autore: Daniela Manzoni
  Tipo: Laurea I ciclo (triennale)
  Anno: 2018-19
  Università: Università degli Studi di Bologna
  Facoltà: Lingue e Letterature Straniere
  Corso: Lingue e letterature straniere
  Relatore: Maria Chiara Gnocchi
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 52

Questo elaborato ha voluto provare che gli oggetti, spesso tralasciati negli studi di critica letteraria, possono suggerire interpretazioni del testo interessanti e in linea con altre teorie critiche.
La lettura della Nausée attraverso il prisma degli oggetti si è rivelata ricca di spunti. Le liste di oggetti che si possono trarre dal testo sono davvero numerose e la loro classificazione è garanzia di interesse. Alcuni di questi oggetti sono stati selezionati per essere analizzati utilizzando gli strumenti offerti nei saggi dei critici letterari Francesco Orlando e Massimo Fusillo.
In conclusione, La Nausée si è prestata in modo molto soddisfacente a questo tipo di analisi. Gli oggetti che compaiono nel testo svolgono un ruolo fondamentale nell’economia della narrazione, così da rispecchiare, o implementare, le idee espresse dai due critici.
Durante tutto il suo viaggio interiore per trovare “la chiave dell’Esistenza”, Antoine è stato accompagnato da oggetti che opponendosi a lui, passo dopo passo lo hanno messo di fronte al proprio malessere, ma lo hanno condotto anche ad una possibile soluzione.

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  Anno: 2018-19
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  Lingua: Italiano
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9 Introduzione L’obiettivo di questo elaborato è quello di dimostrare la valenza che gli oggetti possono assumere all’interno di una narrazione, in questo caso La Nausée di Jean-Paul Sartre. I critici Francesco Orlando e Massimo Fusillo, nei loro rispettivi saggi Gli oggetti desueti nelle immagini della letteratura (1993) e Feticci (2012), affrontano questa tematica e forniscono diversi esempi di come la letteratura possa valorizzare “le cose”. Il primo saggio constata che non solo la letteratura lascia spazio agli oggetti, ma sembra privilegiare quelli caduti in disuso offrendo loro una possibilità di “riscatto”; il secondo invece verte sul feticismo degli oggetti e sulla loro “animazione” tramite strumenti come la forza mitopoietica o la rêverie. Nessuno dei due testi è stato pensato per esaminare gli oggetti che compaiono ne La Nausée, romanzo che Jean-Paul Sartre pubblica nel 1938 sotto forma di diario fittizio. Ciononostante, la convergenza riscontrata nel confronto tra i due saggi costituisce una griglia d’analisi utile per approfondire il rapporto che Antoine Roquentin instaura con gli oggetti e le funzioni che questi ultimi assumono all’interno del romanzo. Non è affatto scontato parlare di oggetti in un testo del ’38 come La Nausée, sia per la sua natura di impronta filosofica che generalmente conduce ad uno studio riguardante in primo luogo un aspetto trascendente, sia per il periodo in cui è stato scritto, ossia precedente agli anni ’60-70 nei quali il boom economico e l’inizio della cultura consumistica hanno spinto diversi autori – in primis Perec – ad includere lunghe liste di oggetti nelle proprie opere (pensiamo a Les Choses, ad esempio). Il presente studio si limita invece al ’38 e al periodo in cui Sartre sperimenta una prima presa di coscienza dell’assurdo che lo condurrà alla ricerca di una salvezza personale e all’esistenzialismo individualista riscontrabile nel saggio ontologico L'Être et le Néant (1943). La tesi è articolata in tre capitoli. Il primo capitolo concerne la parte metodologica, si sofferma sui due saggi critici e sugli strumenti d’analisi che essi forniscono. Nel secondo capitolo questi espedienti vengono utilizzati per esaminare concretamente gli oggetti all’interno de La Nausée e la loro interazione negativa con il personaggio. Infine, nell’ultimo capitolo viene rilevata una nuova funzione inerente alcuni oggetti che porteranno ad una svolta decisiva nel viaggio interiore di Antoine Roquentin.

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