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La Divina Commedia nella musica di Gioacchino Rossini

Informazioni tesi

  Autore: Giuseppe Marino
  Tipo: Laurea I ciclo (triennale)
  Anno: 2015-16
  Università: Università degli Studi di Milano
  Facoltà: Lettere
  Corso: Lettere
  Relatore: Giuliana  Nuvoli
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 64

Gioacchino Rossini è stato un maestro all’avanguardia, anello di congiunzione tra i due grandi contesti operistici del Settecento e dell’Ottocento. Ha saputo cogliere le esigenze delle platee italiane del primo Risorgimento, presentando uno spettacolo nuovo, distinto dalle tematiche settecentesche, ma che allo stesso tempo presenta tratti convenzionali. Il successo ottenuto grazie all’Opera buffa non ha fatto altro che acuire la sua vena eclettica, spingendolo ad abbracciare nella propria produzione generi ad essa antitetici, dimostrando di saper trattare in maniera mirabile anche l’Opera seria. Sarà per l’ascendente shakespeariano, o forse per l’impatto straordinario che il Terzo Atto dell’opera ha avuto a livello internazionale, ma l’Otello di Rossini è stata una delle opere serie più vitali del maestro pesarese e una delle prime a essere recuperate all’interno di quella che viene definita la “Rossini Renaissance”, la cui portata epocale non sarà mai abbastanza sottolineata.
L’obiettivo di questo elaborato è quello di fornire un’analisi degli elementi del poema dantesco presenti all’interno della produzione rossiniana, cercando di approfondire gli episodi che il compositore ha amato e rappresentato, quali siano state le convinzioni che lo hanno spinto ad affidarsi ai divini versi e quali le sue scelte stilistico-musicali, sempre preservando un occhio di riguardo nei confronti del significativo contesto storico italiano dell’epoca.
Siamo partiti dal rapporto del Sommo Poeta con la materia musicale, argomento al quale il primo capitolo è dedicato e che è stato spesso soggetto nel corso dei secoli ad equivoci e interpretazioni fantasiose.
Nella seconda parte, invece, abbiamo preso in esame il secolo della riscoperta di Dante, l’Ottocento, in cui la figura del Poeta, definito “Padre della Patria”, diviene esempio per i più illustri personaggi, pensatori ed artisti che contribuiscono alla lunga e impervia corsa verso l’Unità d’Italia. All’analisi del contesto storico è stata aggiunto un breve excursus sulle celebrazioni del sesto centenario della nascita del Poeta, che hanno rappresentano il culmine della manifestazioni musicali risorgimentali a tema dantesco, ed una breve rassegna delle composizioni più stimate.
Il cuore dell’elaborato è rappresentato dagli ultimi due capitoli, entrambi incentrati sulla figura di Rossini. Ad una presentazione accurata della sua produzione, segue il focus sui due componimenti a tema dantesco, con un’analisi delle tecniche, dei tempi e dell’armonia scelti dal compositore marchigiano.

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  Tipo: Laurea I ciclo (triennale)
  Anno: 2015-16
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7 Dante e la Musica <<Ancora la Musica trae a sé li spiriti umani, che quasi sono principalmente vapori del cuore, sì che quasi cessano da ogni operazione: sì e l'anima intera, quando l'ode, e la virtù di tutti quasi corre allo spirito sensibile che riceve lo suono>>. [6] Il più antico ritratto di Dante, di pittore ignoto, affrescato a Firenze nel Palazzo dell'Arte dei Giudici e Notai. Il Poeta regge nella mano sinistra un libro spalancato al cui interno è ben visibile uno spartito musicale. [6] D. Alighieri, Convivio, II – XIV

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