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Il modello coloniale italiano in Africa. Analisi dell'insediamento e dell'operato dell'Italia in Somalia

Informazioni tesi

  Autore: Valerio Maria Paolozzi
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2018-19
  Università: Università degli Studi Niccolò Cusano - Telematica Roma
  Facoltà: Scienze Politiche
  Corso: Scienze politiche e delle relazioni internazionali
  Relatore: Silvio Berardi
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 73

Tesi in Storia Contemporanea, che si propone di analizzare il modello coloniale italiano in Africa, confrontandolo con quello inglese e francese.
Tema centrale è l'insediamento italiano in Somalia, il lavoro svolto dalle varie amministrazioni dal XIX secolo fino all'A.F.I.S.

Informazioni tesi

  Autore: Valerio Maria Paolozzi
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2018-19
  Università: Università degli Studi Niccolò Cusano - Telematica Roma
  Facoltà: Scienze Politiche
  Corso: Scienze politiche e delle relazioni internazionali
  Relatore: Silvio Berardi
  Lingua: Italiano
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INTRODUZIONE Il presente elaborato è il frutto di un’accorta ed attenta ricerca in merito all’esperienza coloniale italiana in Somalia. Al contrario di ciò cui si è abituati a credere, il fenomeno del colonialismo italiano non è coniugabile esclusivamente al fascismo, tanto meno lo si può riassumere in 5 o 6 anni di storia citando solo alcuni episodi. Il colonialismo italiano in Africa è un progetto che inizia nel 1858 con Camillo Benso Conte di Cavour, e che termina con l’Amministrazione Fiduciaria Italiana della Somalia (AFIS) nel 1960, per un totale di quasi un secolo di tempo di legami, rapporti, scontri ed incontri fra popoli. D’altro canto, se dovessimo individuare i “colpevoli” di tali manchevolezze, questi, non potrebbero essere riconducibili esclusivamente agli appartenenti della storiografia ufficiale: se è vero che quest’ultima è stata viziata, e tutt’ora lo è, da pregiudizi politici ed ideologici, bisogna fare i conti anche con le molte persone abituate a dividere il mondo in oppressi ed oppressori, schiavo e padrone, destra e sinistra, alle quali è stata azzerata la coscienza critica. Il lavoro in questione, propone di eliminare le inutili divisioni citate poc’anzi, abbattendo dunque il muro pregiudizievole che manipola il corso degli eventi, e che non consente di narrare quest’ultimi in modo imparziale ed eterogeneo ma anzi, in un’ottica spesso accusatoria. Ragion per cui <<Quando lo storico ha raccolto e soppesato le sue fonti, non ha che da raccontare “ciò che fu”>>, giudizi, pareri e opinioni prettamente personali, alienano costui dal ruolo di narratore della storia. 1 Da qui, si può intendere il metodo applicato per strutturare l’elaborato; un’accurata lettura ed analisi delle fonti, una meticolosa ricerca delle testimonianze di chi ha vissuto la colonizzazione in prima persona da ambo i lati, dell’operato svolto delle varie amministrazioni, senza mai introdurre opinioni personali che possano compromettere la veridicità dei documenti in questione e l’imparzialità del lavoro. Tornando ai temi affrontati in questo percorso, si è preferito inquadrarli in periodi storici, sociali ed economici ben definiti; nel I Capitolo si è trattato della questione coloniale, mettendo a confronto il metodo italiano, inglese e francese di amministrare i territori occupati. Oggetto di studio sono state anche le tematiche relative agli esordi della penetrazione italiana in Somalia, del passaggio a protettorato di questa, e dell’analisi dell’operato del Governatorato De Martino, forse la più interessante tra le reggenze succedutesi dall’inizio del XX secolo sino al 1922. Nel II Capitolo invece, si è parlato del passaggio dall’età liberale a quella fascista, con i conseguenti cambiamenti attuati nella Somalia italiana: speciale menzione hanno occupato le infrastrutture, le opere irrigue e sociali, l’istruzione ed il rapporto tra colonizzatori e colonizzati. Quest’ultimo è forse il punto più importante: l’idea che i popoli colonizzati si creano dei colonizzatori, ne stabilisce difatti le relazioni future con questi, la riconoscenza o meno, il buon convivio. Le dinamiche che interesseranno i rapporti fra somali ed italiani, come vedremo nel corso dell’elaborato saranno complesse e spesso spinose, arrivando in molti casi al conflitto armato da ambedue le parti. Rimanendo sul tema del conflitto, nel III Capitolo trova menzione un episodio cruento che vide parte della popolazione e degli occupanti inglesi, compiere crimini contro gli italiani, parliamo dell’Eccidio di Mogadiscio. L’evento in questione sarà una delle tappe cruciali poste in essere da questa ricerca storica, dal momento che si tratta di una vicenda a 1 March Bloch, Apologia della Storia, Einaudi, 2009 4

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