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La presupposizione e i contratti di lunga durata

La trattazione si compone di tre capitoli.
Nella prima parte si affronta il tema della figura dottrinale e giurisprudenziale della presupposizione, la quale consente di trovare un rimedio al caso in cui manchi una circostanza di fatto o di diritto presupposta al contratto, ma non esplicitata nello stesso regolamento contrattuale.
In particolare, viene percorsa l'evoluzione storica della fattispecie, evidenziando le differenze tra la costruzione originaria e quella che è attualmente in uso nella dottrina e nella giurisprudenza.
Sulle orme di tale ricostruzione storica, si apre, nella seconda parte, la riflessione sul fondamento normativo della presupposizione, in quanto fattispecie non prevista dal legislatore.
Successivamente, si analizza l'approccio giurisprudenziale sul tema della presupposizione, con particolare riferimento alla mancanza sopravvenuta del presupposto contrattuale nei contratti di lunga durata.
Di qui, nella terza parte della trattazione, si analizza l'opportunità socioeconomica e giuridica, nei contratti di lunga durata, del rimedio della risoluzione, che peraltro è previsto dalla giurisprudenza per la presupposizione. Il risultato di tale riflessione porta alla presa di coscienza della insufficienza del rimedio della risoluzione e spinge verso l'elaborazione di un rimedio alternativo, basato sulla manutenzione degli effetti del contratto. In tale prospettiva, la disamina della dialettica dottrinale sul tema del rimedio manutentivo, nonché dei progetti normativi sovranazionali, è determinante per il raggiungimento dello strumento più soddisfacente sul piano giuridico ed economico.

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1 CAPITOLO PRIMO: NOZIONE ED EVOLUZIONE STORICA DELLA TEORIA DELLA PRESUPPOSIZIONE 1. La questione Nell’ambito dei loro rapporti, i contraenti regolano i loro interessi alla luce delle rispettive sfere patrimoniali, le quali si devono rapportare con la dimensione naturalistica cui ap- partengono tutti i beni, materiali o immateriali. I diritti, i beni o i servizi che sono oggetto di scambio contrattuale non possono mai dirsi completamente sotto il controllo di ciascun consociato: si pensi a come il possesso di un bene o l’organizzazione dei mezzi produttivi possano essere esposti al mutare della realtà che li circonda, a causa dell’incidenza della stessa sul loro valore economico, inteso sia in relazione agli interessi dei contraenti, sia a livello assoluto. A maggior ragione, la recente evoluzione tecnologica contribuisce a ren- dere ancora più complesse le operazioni contrattuali, e ancora più esposte alle circostanze, agli atti e alle vicende che interferiscono con la loro esecuzione 1 . I problemi che si atteggiano in tal maniera riguardano, oltre gli istituti codificati che per- mettono di reagire al mutamento o alla falsa percezione delle circostanze 2 , la c.d. «pre- supposizione», la quale trova il suo riconoscimento in dottrina e giurisprudenza. Tale fi- gura ricorre nel momento in cui un determinato presupposto di fatto o di diritto, riferibile a una situazione (passata, presente o futura) di carattere oggettivo – la cui esistenza o meno non deriva dalla volontà dei contraenti e non costituisca oggetto delle loro specifi- che obbligazioni –, può essere ritenuto come comune ai contraenti e determinante ai fini 1 Vedi BESSONE, A. D’ANGELO, voce Presupposizione, in Enc. Dir., XXXV, 1986, pag. 347. 2 Si pensi alla risoluzione per eccessiva onerosità sopravvenuta e per impossibilità sopravvenuta, nonché all’errore per falsa rappresentazione della realtà.

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Informazioni tesi

  Autore: Mario Castoldi
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2018-19
  Università: Università degli Studi di Pavia
  Facoltà: Giurisprudenza
  Corso: Giurisprudenza
  Relatore: Umberto Stefini
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 175

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Parole chiave

causa
errore
exceptio doli generalis
presupposizione
condizione
risoluzione per eccessiva onerosità sopravvenuta
impossibilità sopravvenuta
contratti di lunga durata
obbligo legale di rinegoziazione
contratto di appalto

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