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La successione necessaria tra diritto sostanziale e tutela processuale

Informazioni tesi

  Autore: Karin Sangiorgio
  Tipo: Tesi di Master
Master in Scuola di Specializzazione per le Professioni Legali
Anno: 2018
Docente/Relatore: Clemente Mazzù
Istituito da: Università degli Studi di Reggio Calabria
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 109

La dissertazione ha ad oggetto la successione necessaria, cosiddetta ‘dei legittimari’.
Si affronta l’argomento in tutti i suoi aspetti, da quelli più generali a quelli particolari e più specifici, attraverso l’analisi delle varie problematiche dottrinali e giurisprudenziali, sviluppandoli in tre capitoli.
Il primo capitolo introduce genericamente le tre fattispecie successorie; il secondo capitolo è un focus sull’argomento principale di questa tesi; il terzo ed ultimo capitolo, si occupa specificamente della Tutela della legittima, in ogni suo aspetto.
in linee generali, possiamo dire che, la successione mortis causa sia quel fenomeno per cui un soggetto subentra ad un altro, non più in vita, in tutte le situazioni giuridiche patrimoniali di quest’ultimo e che non si sono estinte con la sua morte. Essa rinviene il suo fondamento nella legge, la quale fa esplicito riferimento alle uniche due fattispecie di successione disciplinate normativamente: la successione testamentaria e la successione legittima. Il rapporto tra queste ultime è un rapporto sussidiario, conformemente a quanto previsto pure dalla legge; perciò la successione può essere interamente legittima, interamente testamentaria o in parte legittima e in parte testamentaria, in presenza di determinate condizioni e statuizioni del de cuius.
Il suddetto rapporto ha posto sia in dottrina che in giurisprudenza alcune questioni circa la prevalenza e il concorso delle due fattispecie successorie; risolvendosi la prima questione, nel senso della precedenza della successione testamentaria su quella legittima, conformemente alla legge; la seconda, nel senso che non è possibile parlare di concorso di delazioni, perché la delazione ereditaria è sempre unica a prescindere dal titolo successorio, sia esso testamentario ovvero ex lege.
Per quanto riguarda, specificamente e dettagliatamente, la successione dei legittimari, specie la loro posizione giuridica, sono state elaborate tre teorie in seno alla dottrina, ciascuna delle quali ha suscitato delle critiche, opportunamente scansionate nel presente lavoro.
La legge disciplina puntualmente le varie categorie di successibili legittimari; a ciascuno di essi spetta una determinata quota di legittima, disciplinata normativamente dagli artt.537 ss. c.c. La legittima è la parte di eredità che spetta di diritto al legittimario; essa è calcolata in base al numero dei legittimari, tenuto conto anche delle attribuzioni compiute in vita dal de cuius ed in base al disposto dall’art.556 c.c. Il diritto alla legittima è intangibile, poiché in alcun modo può essere sacrificato dal defunto. L’intangibilità può essere quantitativa e qualitativa. Il codice vigente ha adottato il principio dell’intangibilità quantitativa o di valore, per cui il de cuius può liberamente scegliere quali beni attribuire al legittimario.
L’ordinamento ha apprestato due forme di tutela del principio in argomento: la prima è il divieto di imporre pesi e condizioni sulla quota spettante al legittimario, a pena di nullità; la seconda forma di tutela è l’azione di riduzione. Anche queste debitamente approfondite nella tesi, così come anche i modi di estinzione della suddetta azione, con le relative critiche e soluzioni poste sia dalla dottrina che dalla giurisprudenza.
Altre forme di tutela del legittimario leso sono costituite dall’azione di restituzione, la quale può essere esperita dopo aver ottenuto la riduzione delle disposizioni lesive; e dalla reintegrazione della legittima, mediante accordi perfettamente validi tra i legittimari lesi e o preteriti e i beneficiari delle disposizioni ridotte. Anche di tali ulteriori forme di tutela si dà ampiamente conto nel corso della trattazione.

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66 CAPITOLO 3 TUTELA DELLA LEGITTIMA 3.1 L’azione di riduzione: natura, funzione ed effetti L’azione di riduzione è lo strumento di tutela specifico, e più importante, a disposizione del legittimario che sia stato pretermesso o leso, per ottenere, nei propri confronti, “l’inefficacia delle disposizioni testamentarie e delle donazioni che hanno leso i suoi intangibili diritti alla quota di legittima” 264 . La sua funzione, in altre parole, è quella di consentire al legittimario di ottenere, mediante la sentenza di accertamento costitutiva conclusiva del giudizio di riduzione, “una quota di eredità di valore corrispondente alla sua riserva o, rispettivamente, di ottenere un’integrazione della quota di eredità già attribuitagli, per legge o per testamento, in modo che il suo valore raggiunga quello della riserva” 265 . Per quanto riguarda la sua natura giuridica, essa è, quindi, un’azione di accertamento costitutivo, poiché non solo accerta la sussistenza della lesione della quota di legittima e delle condizioni di esperibilità dell’azione, ma comporta anche “automaticamente la modificazione giuridica del contenuto del diritto del legittimario” 266 ; è, altresì, un’azione di inefficacia relativa e sopravvenuta o, secondo la dottrina più esperta in merito, “di inefficacia successiva, totale o parziale” 267 . La sentenza che dispone 264 G. CAPOZZI, op. cit., 529-530; CHINÈ, FRATINI, ZOPPINI, op. cit., 397; CUFFARO, DELFINI, Delle successioni. Artt.456-564 cit., 638 ss.; F. PENE VIDARI, op. cit., 272 ss. 265 G. CAPOZZI, op. cit., 562-563; CICU, Successione legittima e dei legittimari cit., 160 e 269; PINO, op. cit., 126; MENGONI, Successione necessaria cit., 232 ss.; CHINÈ, FRATINI, ZOPPINI, op. cit., 397; CUFFARO, DELFINI, Delle successioni. Artt.456-564 cit., 638 ss.; F. PENE VIDARI, op. cit., 272 ss. 266 G. CAPOZZI, op. cit., 531; anche, MONCALVO, Sulla natura giuridica dell’azione di riduzione in Familia, 2004, 177; Cass., 26 novembre 1987, n.8780; CHINÈ, FRATINI, ZOPPINI, op. cit., 397; CUFFARO, DELFINI, Delle successioni. Artt.456-564 cit., 638 ss.; F. PENE VIDARI, op. cit., 272 ss. 267 G. CAPOZZI, op. cit., 531; così, PINO, op. cit., 78 ss.; SANTORO-PASSARELLI, Dei legittimari cit., 331; MENGONI, Successione necessaria cit., 232 ss.; CHINÈ, FRATINI, ZOPPINI, op. cit., 397; CUFFARO, DELFINI, Delle successioni. Artt.456-564 cit., 638 ss.; F.

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successione dei legittimari
quota di legittima
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