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Marche e tessuto sociale: un approccio interdisciplinare. Dall'analisi dei valori di marca, all'ipotesi di una successione postmoderna delle istituzioni sociali.

L’ambiente sociale che ci circonda ed in cui siamo immersi sta cambiando, l’evoluzione tecnologica fa balzi tripli in avanti; nel motore delle società occidentali sale il numero di giri. L’entità impresa, inizialmente per motivi di sopravvivenza, riveste di enorme importanza attività fino a poco tempo fà marginali quali la Corporate Social Responsibility e il Social Commitment. Ciò determina un nuovo ruolo extra-mercato delle organizzazioni produttive e commerciali, un ruolo postmoderno di emittenza valoriale, che spesso supera l’anacronismo dei dettami istituzionali tradizionali. La creazione di valore aziendale diventa non più solo qualcosa di materiale ma qualcosa di intangibile, astratto, fatto di idee, immagini, parole, metafore, desideri, aspettative, emozioni, comportamenti e, solo infine, azioni. La marca crea ed emette valore e valori come nuove forme di oggetti culturali. L’organizzazione-impresa evolve da attore a protagonista sociale: il nostro studio interdisciplinare segue tale movimento.
Dall’ipotesi di una nuova emittenza valoriale della marca, si parlerà di nuove “grandi narrazioni”, di nuove forme postmoderne di “religione” di marca e si analizzerà la sua evoluzione attraverso il ruolo di vera e propria istituzione sociale, con orizzonti temporali e spaziali estesi. L’istituzione-marca si fa gatekeeper della vita contemporanea svolgendo funzioni di indirizzo, di guida, di interpretazione della realtà e dello spirito del tempo, di cui si fa miglior portatrice sfruttando un occhio “sauroniano” sistematicamente puntato sull’evolversi quotidiano della società. Si creano comparti aziendali forniti solo di orecchie per ascoltare, carpire ogni singolo cambio di frequenza nel gran concerto che ogni giorno la postmodernità fornisce loro: questi comparti con le loro attività assumono la funzione di “lacci”. Questi lacci non solo evitano uno scollamento dalla realtà ma attraverso la vicinanza ed il contatto con essa, la rendono più intelligibile: capendola, le marche sanno come soddisfarla. Tutto questo, consapevolmente o inconsapevolmente, viene percepito dalla società: essa realizza che le marche, più dei “concorrenti” istituzionali tradizionali, riesce a soddisfare i suoi bisogni. E’ la società stessa ad ergere la marca ad istituzione sociale. Tale funzionalismo è la nostra risposta a processi quali la purificazione del mercato e è possibile che tale processo abbia come effetto collaterale una già avviata destituzione degli organismi guida tradizionali.
A questo kernel della tesi si aggiungono spunti originali attraverso nuove definizioni e letture (l’Ambient Marketing), nuovi parallelismi ed associazioni tra categorie esistenti nonché nuove categorie (l’identità valoriale di marca e l’Enjoy Related Marketing). Tutto ciò si è sviluppato sulla base del pensiero di diversi autori, sia favorevoli sia critici specialmente riguardo il concetto di marca, attore protagonista di questa tesi nonché fonte di notevoli controversie contemporanee. I differenti orientamenti degli autori di riferimento si spera abbiano rimosso qualsiasi forma di ametropia intellettuale dal nostro lavoro.
La struttura logica del lavoro prevede una possibile suddivisione della tesi in un “centro” ed in una “periferia”. Le nostre argomentazioni, partendo dalla periferia del tema, lo scenario attuale (capitolo primo) e l’organizzazione-impresa (capitolo secondo), si avventurano verso il centro della tesi raccogliendo durante il percorso gli strumenti necessari; lo studio della CSR – SC (capitolo terzo) sarà il ponte con cui si giungerà a parlare del ruolo extra-mercato di istituzione sociale oggigiorno attribuibile alla marca (capitolo quarto).
Usufruendo largamente delle note a piè pagina e delle appendici, il lavoro è stato quanto più possibile puntellato di esempi pratici reali, riscontrabili, per tenere il discorso ancorato alla realtà: solamente nelle conclusioni si è lasciato che la “betoniera salita sulla mongolfiera” fosse libera di seguire le più stimolanti rotte delle correnti ascensionali e prendere il volo libero. Questi ancoraggi sono stati necessari per ovviare, almeno in parte, alla monumentalità dell’argomento ed alla mancanza di un unico caso specifico d’analisi, che tuttavia, vista la dinamica di ampio respiro, avrebbe mutilato il nostro scopo.

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VII PREMESSA Come è nata questa tesi? Fondamentalmente si deve la genesi di questo lavoro a tre fattori: 1. la curiosità che ha accompagnato lo studio del concetto di “oltremodernità”, inizialmente attraverso il corso accademico di Sociologia dei Processi Culturali; 2. l’interessamento per il concetto di “marca come emittente di valori” incontrato durante il corso accademico di Analisi e Gestione del Valore della Marca; 3. la riflessione scaturita giovedì 11 marzo 2004 dalla lettura dell’articolo “L’ateismo militante cede il posto all’indifferenza verso Dio” di O. Petrosillo pubblicato su Il Messaggero di Roma. A questi tre fattori d’importanza primaria si unisce lo studio universitario dell’organizzazione- impresa, svolto per tre anni in un’istituzione universitaria cattolica. Ancora si somma l’abitudine della grande betoniera di orientamenti, idee, pensieri e riflessioni che ha guidato questo lavoro a soffermarsi di tanto in tanto per “guardarsi intorno”. Immersa nell’esperienza quotidiana twentyfour/seven, più volte la grande betoniera si è imposta una pausa; una sosta per “tirarsi fuori”, per “stare a guardare” per un momento, per riflettere su ciò che ci gira intorno. Spesso è stato chiesto sinteticamente su cosa verte questo lavoro: “capire cosa ci stia succedendo intorno” è forse la risposta più corretta. Studiare questo argomento e darne una lettura personale ci ha infatti dato la possibilità di farci un’idea della direzione verso cui la nostra società nel nostro tempo si avventura. I tre fattori fondamentali, uno specifico ambiente di studio e delle provvidenziali “boccate d’aria” si sono unite alla voglia di trattare, in un opera importante dal punto di vista personale come la tesi di laurea, un argomento che sia giovane, fresco e vivo: qualcosa di contemporaneo, che esprima lo spirito del tempo e che contribuisca a renderlo più intelligibile e, contemporaneamente, qualcosa che sappia dimostrare la formazione intellettuale specifica, scientifica, spirituale, politica ed umana acquisita. Avendo soddisfatto tali aspettative iniziali consideriamo questo lavoro un processo intellettuale di impollinazione, un attivazione del metabolismo intellettuale (Eco 1995), un processo che ci auguriamo diverrà sempre più veloce, senza nulla perdere in assimilazione. Questa attivazione ci ha portato a studiare in casa, in una nuova casa provvisoria e in nuova casa definitiva; ci ha fatto leggere in autobus, in treno ai laghi, in via dei Giubbonari ed a Villa Pamphili in Roma; ci ha fatto consultare testi nelle biblioteche comunali romane Morante, Pasolini e Marconi, nella biblioteca nazionale centrale di Roma, nella biblioteca alessandrina nonché lateranense, nella biblioteca della facoltà di Scienze della Comunicazione dell’Università La Sapienza in Roma e nella biblioteca della facoltà di Scienze della Formazione e di Lettere e Filosofia dell’Università Lumsa, attraverso

Tesi di Laurea

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Luca Carboni Contatta »

Composta da 212 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.