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Un giardino per malati

Le persone affette da Alzheimer sono sottoposte a processi di progressiva riduzione delle capacità cognitive, dovuti alla degenerazione delle facoltà celebrali, e a perdita della memoria verso sia la propria realtà umana che l'ambiente.
La strutturazione dell'ambiente terapeutico per gli affetti da Alzheimer costituisce, parallelamente alle ricerche mediche e farmacologiche, un obiettivo teso a determinare condizioni di rallentamento dei processi involutivi e degenerativi specifici.
Lo spazio, quindi, diventa una pertinenza fondamentale, considerando che il comportamento dei malati è basato su una forte pulsione alla deambulazione e al tempo stesso è necessario contenere (e controllare) l'ambito di deambulazione. Per questo i criteri di progettazione devono essere ricondotti ad un'integrazione organica tra spazi interni e spazi esterni, considerando la struttura degli spazi esterni funzionale al programma terapeutico specifico ai malati.

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5 INTRODUZIONE Le molteplici relazioni che intercorrono fra il mondo vegetale e il genere umano hanno giocato e giocano un ruolo integrale sullo sviluppo della nostra civiltà, che va al di là degli aspetti meramente produttivi, interessando anche altri settori scientifici come l’antropologia, l’etnobotanica, la geografia, l’arte e le scienze ambientali e soprattutto quelli del gruppo delle scienze sociali e della comunicazione, come la psicologia e la sociologia. Infatti, la comprensione delle risposte psicologiche, fisiologiche e sociali delle persone nei confronti delle piante può costituire uno strumento valido per il miglioramento delle condizioni fisiche e psichiche, sia di individui singoli, sia di intere comunità. Si trovano riferimenti anche molto antichi sullo studio delle relazioni uomo-pianta e sugli effetti che le piante e le operazioni connesse con la loro coltivazione, esercitano sulla psiche umana. Tuttavia è stato soprattutto negli ultimi 10-15 anni che questi aspetti hanno stimolato l’interesse di numerosi ricercatori in particolare nei paesi anglosassoni e negli Stati Uniti. Ciò che emerge dagli studi è che l’uomo del 2000, in una società sempre più tecnologica e virtuale, sente il bisogno di un rapporto più stretto con la natura per raggiungere maggiore benessere fisico e psicologico. Il mondo che cambia così rapidamente, con il processo di globalizzazione che è in atto, e che sta ridisegnando la società in cui viviamo, non risparmia la salute dell’uomo, per cui si rende necessario un drastico mutamento di rotta nell’atteggiamento tradizionale con cui la consideriamo.

Tesi di Laurea

Facoltà: Agraria

Autore: Laura Nardini Contatta »

Composta da 183 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.