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I biocombustibili in Brasile: un potenziale contributo alla soluzione della questione energetica del terzo millennio

Negli ultimi anni, le politiche internazionali dirette al contenimento dei consumi di idrocarburi e alla diversificazione delle fonti energetiche hanno rivolto una crescente attenzione verso i biocombustibili. La portata del fenomeno impone un’analisi globale. Ciononostante, particolare attenzione verrà data a quanto occorre in Brasile in virtù della sua condizione tanto di riferimento mondiale nella produzione dei biocombustibili e nella tecnologia ad essa associata quanto di principale attore del biotrade, il nascente mercato di energia rinnovabile. Coerenze e contraddizioni rilevate nel paese assumono, in tal modo, grande valore in considerazione del suo speciale status internazionale, emergente potenza energetica “rinnovabile” e modello di sviluppo per vari paesi del Terzo Mondo. In un primo momento quanto osservato in Brasile ci permetterà di esprimere un giudizio sulla portata destabilizzante o viceversa stabilizzatrice dei biofuels nei confronti del sistema energetico basato sugli idrocarburi. Su tali basi sarà successivamente possibile valutare se l’attuale processo di decarbonizzazione del sistema economico stia mettendo in discussione o meno quel legame finora ritenuto necessario tra consumo di energia, crescita economica e progresso sociale. Nell’analisi delle relazioni esistenti tra affermazione dei biocarburanti nel sistema energetico, sviluppo rurale e tutela dell’ambiente sarà necessario fare riferimento al dibattito attualmente in corso. Si analizzeranno in tal modo tanto le potenziali competizioni food/fuel, forest/fuel, quanto le conseguenze dell'espansione dell'agricoltura-energia sull'attuale status internazionale del Brasile.

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INTRODUZIONE Le forme in cui gli esseri umani si rapportano all’ambiente naturale per ricavarne energia e garantire la loro sopravvivenza costituiscono la base della struttura economica su cui si regge ogni società. Nel corso del tempo, l’uomo è stato ripetutamente costretto a cambiare le risorse da cui dipendeva e i metodi che utilizzava per sfruttarle. Si è dovuto progressivamente impegnare in tecniche di trasformazione e di produzione sempre più complicate, passando dalle risorse più facilmente sfruttabili a quelle meno accessibili. L’era moderna e i profondi mutamenti in campo economico, politico e sociale avvenuti negli ultimi due secoli sono legati, in qualche misura, allo straordinario aumento della disponibilità di energia determinato dallo sfruttamento dei combustibili fossili. La crescita del flusso energetico attraverso la vita individuale e collettiva è causa di una crescente complessità ed ha imposto il ricorso a istituzioni via, via più accentrate per governare e gestire il processo. Le istituzioni economiche e politiche infatti non sarebbero altro che convertitori di energia il cui compito è facilitarne il flusso attraverso il contesto socio-culturale, allo scopo di contenere l’incalzante disordine sociale ed economico. La storia umana sarebbe così segnata da un processo di accentramento decisionale caratterizzato dallo sviluppo di strutture sociali sempre più gerarchizzate, una più accentuata specializzazione dei compiti dell’uomo e concentrazione di potere al vertice 1 . Se si accetta la tesi secondo la quale il livello di una civiltà è almeno in parte commisurato alla quantità di energia che la attraversa, allora la civiltà dei combustibili fossili rappresenta un vertice, giacché più di ogni altra ha consumato energia. Gli enormi costi associati alla scoperta ed allo sfruttamento del petrolio richiedono investimenti di capitale imponenti. Le economie di scala caratteristiche 1 Jeremy Rifkin (2002). 4

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Scienze Politiche

Autore: Ermanno Panta Contatta »

Composta da 151 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.