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La segmentazione del ciclo produttivo aziendale attraverso il trasferimento di ramo d'azienda

Col presente elaborato si tratta il fenomeno del decentramento di attività aziendali dalla prospettiva del diritto del lavoro, ovvero se ne analizzano le conseguenze sui rapporti di lavoro alle dipendenze dell’ impresa decentrante, le esigenze di tutela dei lavoratori, che vanno bilanciate con altri interessi coinvolti nell’ operazione, e altresì si esamina la normativa regolante le fattispecie negoziali relative alla modalità con cui più frequentemente si realizza il decentramento.
Nel primo capitolo si descrive il fenomeno del decentramento, le ragioni economiche che inducono un’ azienda ad affidare ad imprese terze attività del proprio ciclo operativo, le modalità di realizzazione dell’ operazione e le sue conseguenze sui rapporti di lavoro.
In particolare si è voluto evidenziare come il decentramento, che rappresenta oramai una normale forma di organizzazione aziendale, di norma realizzato per rafforzare le capacità concorrenziali dell’ azienda nel mercato globalizzato, abbia come risultato una maggiore efficienza del sistema economico nel suo complesso.
Gli interessi dei lavoratori impiegati nell’ attività decentrata, oltre a dover essere bilanciati con quelli dell’ azienda decentrante, in particolare devono fare i conti con l’ efficienza complessiva del sistema economico, che corrisponde ad un’ interesse dell’ intera collettività.
Quando invece l’ operazione, realizzata mediante la stipulazione di contratti commerciali, ha come scopo quello di una mera riduzione dei costi di organizzazione della forza lavoro, il bilanciamento coinvolge gli interessi dei lavoratori dell’ azienda potenziale fornitrice e quelli dei consumatori/utenti, sui quali può essere scaricato il costo del lavoro attraverso un incremento del prezzo del prodotto/servizio.
Il secondo capitolo è dedicato alla modalità con cui di norma si realizza il decentramento di attività aziendali, ossia il trasferimento di ramo d’ azienda seguito dalla stipulazione di un contratto d’ appalto, con cui l’ impresa decentrante riacquista il prodotto o servizio che in precedenza realizzava direttamente.
Prima di procedere all’ individuazione del ramo d’ azienda si deve definire il concetto trasferimento d’ azienda, consistente in una successione nella titolarità di un’ attività economica organizzata di cui il ramo d’ azienda costituisce una parte. Il legislatore delegato del 2001 ha introdotto una definizione di trasferimento d’ azienda e di una sua parte a misura del diritto del lavoro; il trasferimento ha ad oggetto un’organizzazione ceduta in funzione dell’ esercizio dell’ impresa e quanto si tratta di ramo d’ azienda questo deve presentare il requisito dell’ autonomia funzionale, ovvero autonomia di risultato produttivo.
Nei decentramenti in cui il ramo d’ azienda trasferito non viene dislocato all’ esterno della struttura produttiva del cedente vi è il rischio che si realizzi una fattispecie interpositoria. Viene illustrato il contenuto del divieto d’ interposizione sia sotto il vigore della precedente disciplina che secondo la normativa attualmente vigente e se ne evidenziano le differenze; in particolare si osserva che già la giurisprudenza formatasi sotto la vigenza della L. n. 1369/1960 aveva accolto una nozione di azienda smaterializzata.
L’ ultimo paragrafo è dedicato al trattamento economico-normativo riconosciuto ai lavoratori esternalizzati. Si esaminano le differenze tra l’ abrogata normativa della L. n. 1369/1960 e quella attualmente vigente, in particolare si evidenzia come quest’ ultima, non prevedendo la parità di trattamento tra dipendenti dell’ appaltante e dell’ appaltatore, abbia reso l’ operazione di esternalizzazione economicamente vantaggiosa sotto il profilo in esame. E’ stato invece mantenuto in vigore il regime di solidarietà tra appaltante ed appaltatore ed è espressamente previsto per l’ ipotesi tipica di decentramento produttivo, in cui cedente e cessionario, a seguito del trasferimento di ramo di azienda, stipulano un contratto d’ appalto che il cessionario-appaltatore eseguirà mediante l’ impiego del segmento produttivo ceduto.

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2 - CAPITOLO I - LA SEGMENTAZIONE DEL CICLO OPERATIVO AZIENDALE 1. Il fenomeno del decentramento Nel corso degli ultimi due decenni i sistemi produttivi degli stati industrializzati hanno subito una notevole trasformazione. In principio il sistema di ciascuno stato era basato sull’ integrazione verticale, ossia le attività del ciclo produttivo di beni o di servizi si svolgevano prevalentemente all’ interno dell’ azienda interessata e il decentramento produttivo, consistente nell’ affidamento ad aziende terze di singoli segmenti del ciclo operativo, nell’ ambito della stessa impresa rappresentava un’ eccezione, giacché l’ attività produttiva continuava a svolgersi in prevalenza al suo interno. Inizialmente il decentramento riguardava attività marginali rispetto al c.d. core business ( espressione che denota le attività caratterizzanti la capacità competitiva dell’ impresa, ovvero il nucleo duro dell’ attività aziendale non assoggettabile a decentramento ) quali la gestione della mensa aziendale, la manutenzione ordinaria e straordinaria degli impianti, il servizio di sorveglianza, di pulizie etc. (1). A partire dalla seconda metà degli anni 80’ si è assistito ad una sistematica segmentazione del processo produttivo della singola impresa in fasi distinte, ciascuna delle quali è affidata ad un soggetto diverso, col risultato di una disintegrazione verticale del sistema produttivo (2); il decentramento ha cominciato ad investire funzioni di maggiore centralità, sempre più vicine al core business, quali la gestione dei sistemi informatici, le operazioni di amministrazione e controllo, la selezione, formazione e amministrazione del personale, la gestione degli investimenti mobiliari e immobiliari etc. (3). Le nuove forme di decentramento differiscono dalle precedenti anche sul piano qualitativo: lo scorporo di segmenti del processo produttivo riguarda anche la c.d economia della conoscenza, ossia un complesso sistema di relazioni in cui il fattore della produzione è rappresentato dall’ apporto conoscitivo ed intellettuale dei lavoratori. Per tali ragioni, oramai, si parla di decentramento di attività d’ impresa (4). Con la disintegrazione verticale del ciclo operativo aziendale, l’ organizzazione produttiva (1) De Luca Tamajo R. (2002), Le esternalizzazioni tra cessione di ramo d’ azienda e rapporti di fornitura, in R. De Luca Tamajo (a cura di), I processi di esternalizzazione. Opportunità e vincoli giuridici, Esi, Napoli, p. 12 (2) Corazza L., “Contractual integration e rapporti di lavoro”, Padova, Cedam, 2004, p. 6 (3) De Luca Tamajo R. , Le esternalizzazioni tra cessione di ramo d’ azienda e rapporti di fornitura ,cit. , p. 12 (4) Corazza L., “Contractual integration e rapporti di lavoro”, cit., p. 7

Laurea liv.I

Facoltà: Giurisprudenza

Autore: Massimiliano Desogus Contatta »

Composta da 32 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.