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La pista ciclabile come strumento di riqualificazione: il lungarno a Gallarate

Informazioni tesi

  Autore: Francesca Cassaro
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2000-01
  Università: Università degli Studi di Pavia
  Facoltà: Ingegneria
  Corso: Ingegneria Edile
  Relatore: Augusto Mercandino
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 342

L’idea per la redazione della tesi è nata da un concorso di idee indetto da IN/ARCH sezione regionale lombarda e dal Comune di Gallarate, ad ottobre del 2000, dal titolo Identità urbana: spazi pubblici ed elementi naturali.
Il concorso, animato da “uno spirito di valorizzazione culturale e di aggregazione sociale”, come afferma nella presentazione l’allora Assessore all’Urbanistica Nicola Mucci, si poneva come obiettivo la riprogettazione di spazi ritenuti importanti per la città, quali l’Asse del Sempione, il corso del Torrente Arno, i ponti urbani, le piazze ed i sagrati.
Per la tesi si è scelto il tema relativo al corso del torrente Arno, il quale, in particolare, “concerne la reinterpretazione progettuale del rapporto tra il corso del Torrente Arno, che attraversa il territorio comunale in direzione N/S, e l’insediamento urbano”, come recita il documento di concorso.
“Le relazioni storicamente istituitesi tra città e acqua – continua il documento -appaiono oggi fortemente compromesse sia per il deterioramento delle condizioni biologiche del torrente sia per la sua progressiva perdita di significato alla scala urbana.
La realizzazione attualmente in corso di interventi di risanamento della qualità delle acque costituisce … un’occasione per recuperare la consapevolezza dell’importanza del corso d’acqua nel paesaggio, urbano e non, ristabilendo lungo il suo tragitto un insieme di connessioni secondo cui gli elementi della città e del paesaggio circostante ritrovano una propria specifica identità.
Obiettivo del concorso è quello di “restituire” il corso d’acqua alla città tramite un insieme di interventi sul disegno degli spazi aperti ad esso connessi che sappiano reinventarne il ruolo e valorizzarne le potenzialità e le possibilità di fruizione.”
Il concorso individuava quattro sottosistemi, ciascuno caratterizzato da un diverso rapporto tra il torrente suddetto ed il territorio gallaratese: il Parco di Cedrate, il Parco di Arnate, l’Arno in città, i ponti urbani e l’area di via Rosnati.
In merito al Parco di Cedrate, il documento di concorso recita: “Nella parte nord del territorio comunale, in località Cedrate, l’Arno scorre a cielo aperto attraversando vaste aree a verde agricolo; è una zona di confine tra città e campagna in cui assumono rilievo gli aspetti paesaggistici e ambientali oltre che le relazioni con il significativo insediamento seicentesco della Cappella del Lazzaretto.”
Per il Parco di Arnate: “Nella zona sud del territorio comunale il tracciato dell’Arno presenta un corso sinuoso attraverso un “paesaggio” definito dalla presenza di ampie zone agricole relazionate con alcuni tracciati storici legati alla città preindustriale.”
Il terzo aspetto riguarda invece l’Arno in città: via Monsignor Macchi e via Colombo. “Il corso dell’Arno all’interno della città consolidata si svolge, dopo le opere di deviazione eseguite ai primi del secolo, prevalentemente all’interno di isolati edificati, disgiunto quindi dal sistema della viabilità. Le aree dove viceversa il rapporto tra corso d’acqua e percorsi urbani risulta preminente e consolidato sono sostanzialmente due: lungo la via Monsignor Macchi e lungo la via Colombo”. La prima è “una strada di accesso alla città dalle autostrade e risulta fiancheggiata dal corso dell’Arno lungo il suo intero sviluppo; gli argini verso la strada sono in parte murati e in parte liberi, seguendo il profilo a scarpa del terreno, mentre verso l’interno sono definiti dal muro di cinta dell’area industriale/artigianale retrostante.” Invece “il tratto del torrente che va dalla via Colombo alla via Pastori risulta essere fiancheggiato in maniera costante dalla via Colombo, arteria secondaria a sezione ridotta che si attesta su di una vasta area a verde all’interno del comparto edilizio definito dalle vie Ferrario, Leonardo da Vinci, Pietro da Gallarate.”
E, da ultimo, i ponti urbani e l’area di via Rosnati: “Gli attuali ponti di attraversamento dell’Arno … costituiscono un patrimonio sottovalutato di realizzazioni legate alla presenza del corso d’acqua, in grado di identificarne la presenza all’interno del corpo urbano. Lo stato di conservazione, nella maggior parte dei casi degradato, e la localizzazione in posizioni particolarmente significative, consentono di individuare due linee prioritarie di intervento: la prima legata al restauro/riqualificazione dei ponti come manufatti, la seconda incentrata sulla valorizzazione del ponte come luogo di attraversamento e di affaccio sul corso d’acqua .”
La tesi si è posta come obiettivo quello di contribuire a risolvere il rapporto tra torrente Arno e città di Gallarate, sviluppando il sottotema legato al percorso dell’Arno in città.
Si è infatti cercato di rivitalizzare il corso di tale torrente in modo che non apparisse più agli occhi dei cittadini come un qualunque “accidente” collocato in quel punto per la sola opera del fato, ma in modo che diventasse un elemento leggibile per la città di Gallarate.

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2 1.LA NASCITA DI UNA IDEA L‟idea per la redazione della presente tesi è nata prendendo spunto da un concorso di idee indetto da IN/ARCH sezione regionale lombarda e dal Comune di Gallarate, ad ottobre del 2000, dal titolo Identità urbana: spazi pubblici ed elementi naturali. Il concorso, animato da “uno spirito di valorizzazione culturale e di aggregazione sociale”, come afferma nella presentazione l‟allora Assessore all‟Urbanistica Nicola Mucci, si poneva come obiettivo la riprogettazione di spazi ritenuti importanti per la città, quali l‟Asse del Sempione, il corso del Torrente Arno, i ponti urbani, le piazze ed i sagrati. Per la presente tesi si è scelto il tema relativo al corso del torrente Arno, il quale, in particolare, “concerne la reinterpretazione progettuale del rapporto tra il corso del Torrente Arno, che attraversa il territorio comunale in direzione N/S, e l’insediamento urbano”, come recita il documento di concorso. “Le relazioni storicamente istituitesi tra città e acqua – continua il documento - appaiono oggi fortemente compromesse sia per il deterioramento delle condizioni biologiche del torrente sia per la sua progressiva perdita di significato alla scala urbana. La realizzazione attualmente in corso di interventi di risanamento della qualità delle acque costituisce … un’occasione per recuperare la consapevolezza dell’importanza del corso d’acqua nel paesaggio, urbano e non, ristabilendo lungo il suo tragitto un insieme di connessioni secondo cui gli elementi della città e del paesaggio circostante ritrovano una propria specifica identità. Obiettivo del concorso è quello di “restituire” il corso d’acqua alla città tramite un insieme di interventi sul disegno degli spazi aperti ad esso connessi che sappiano reinventarne il ruolo e valorizzarne le potenzialità e le possibilità di fruizione.” Il concorso individuava quattro sottosistemi, ciascuno dei quali è caratterizzato da un diverso rapporto tra il torrente suddetto ed il territorio gallaratese: il Parco di Cedrate, il Parco di Arnate, l‟Arno in città, i ponti urbani e l‟area di via Rosnati. In merito al Parco di Cedrate, il documento di concorso recita: “Nella parte nord del territorio comunale, in località Cedrate, l’Arno scorre a cielo aperto attraversando vaste aree a verde agricolo; è una zona di confine tra città e campagna in cui assumono rilievo gli aspetti paesaggistici e ambientali oltre che le relazioni con il significativo insediamento seicentesco della Cappella del Lazzaretto.” Per il Parco di Arnate: “Nella zona sud del territorio comunale il tracciato dell’Arno presenta un corso sinuoso attraverso un “paesaggio” definito dalla presenza di ampie zone agricole relazionate con alcuni tracciati storici legati alla città preindustriale.” Il terzo aspetto riguarda invece l‟Arno in città: via Monsignor Macchi e via Colombo. “Il corso dell’Arno all’interno della città consolidata si svolge, dopo le opere di deviazione eseguite ai primi del secolo, prevalentemente all’interno di isolati edificati, disgiunto quindi dal sistema della viabilità. Le aree dove

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domanda spostamento
gallarate
piste ciclabili
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