Questo sito utilizza cookie di terze parti per inviarti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più clicca QUI 
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie. OK

I sarcofagi paleocristiani nella ''Roma sotterranea'' di Antonio Bosio

“La storia dei sarcofaghi è talora così avventurosa che meriterebbe bene la pena di essere raccontata; invece d'ordinario i loro illustratori appena la toccano di sfuggita, sia che stimino tali ricerche troppo lunghe e per loro troppo faticose, sia che le tengano in poco conto a petto delle disquisizioni di ordine artistico ed estetico di cui sogliono riempire i loro libri.” (A. Ferrua, 1956)
Nel presente studio si cercherà di raccontare la storia di una particolare serie di monumenti, i sarcofagi paleocristiani illustrati da Antonio Bosio nella sua Roma sotterranea, pubblicata postuma nel 1632. Si tratta in parte di monumenti famosi, già molto studiati. In questa sede si tenterà però di ricostruirne le vicissitudini, dal momento della scoperta ad oggi.
Punto di partenza saranno le preziose didascalie delle illustrazioni della Roma sotterranea, in cui Antonio Bosio indicò per ciascun monumento la provenienza, talvolta persino la data e le circostanze del rinvenimento, e per molti anche le misure e la collocazione.
Si cercherà dunque di studiare queste notizie di Bosio e di comprendere i suoi riferimenti a luoghi e personaggi del tempo, per ricavarne informazioni sulla storia dei sarcofagi e sul collezionismo delle “antichità” paleocristiane nel XVII secolo.
Nel Primo Capitolo si tratterà brevemente della Roma sotterranea.
Nel Secondo Capitolo si accennerà alla fortuna dei sarcofagi paleocristiani in generale.
Nel Terzo Capitolo si studieranno i singoli sarcofagi, seguendo lo stesso ordine topografico tenuto dal Bosio. Per ciascun cimitero si darà una introduzione in cui verrà posta particolare attenzione alle notizie di scavi effettuati nel corso dei secoli XVI e XVII. Si tenterà di ricostruire la storia di ciascun sarcofago incrociando i dati desunti dai diversi repertori e da pubblicazioni più recenti, dal confronto dei disegni del Bosio con quelli dei suoi contemporanei e dall'osservazione diretta dei monumenti conservati.
Infine si porranno degli Indici dei sarcofagi per provenienza e per collocazione al tempo del Bosio, una tavola delle collocazioni attuali e una tavola delle concordanze.

Mostra/Nascondi contenuto.
49 - Fronte di sarcofago a fregio continuo Marmo Misure: h 0,29 x l 1,37; Bosio 0,34 x l 1,34 Provenienza: Cimitero di S. Agnese Collocazione attuale: Museo Pio Cristiano n.31511 (Lat.162) Al centro Cristo seduto sul Monte Paradisiaco, la mano destra in gesto di trionfo, nella mano sinistra il rotolo nella posizione “della lettura interrotta”; a sinistra Paolo, a destra un personaggio di profilo barbato in tunica, e Pietro, insolitamente imberbe e con i capelli. Da sinistra Martirio di Paolo; Ingresso a Gerusalemme 1 ; oltre la scena centrale, Daniele tra i leoni; Resurrezione di Lazzaro. SARCOPHAGI MARMOREI E COEMETERIO S.AGNETIS EFFOSSI Il primo di questi due Pili fu trovato l'anno 1603. appresso alla Chiesa di Santa Costanza, quando Papa Leone Undecimo, essendo Cardinale, fece cavare intorno a quella Chiesa: è lungo palmi sei; & alto uno e mezo. Il sarcofago è dunque rinvenuto nel 1603 durante i lavori di sterro intorno alla chiesa di S. Costanza, quando era commendatario della basilica il card. Alessandro Ottaviano De' Medici (1535-1605) 2 . Secondo Bottari è ancora presso la chiesa di S. Costanza nel 1633 3 . Ritengo di poterlo identificare con il “Bassorilievo in marmo lungo due braccia illustrato nella Roma Sotterranea dell'Aringhi” che compare nell’elenco di gioie ed altri oggetti provenienti dall’eredità del Barone Stosch, comprati a Firenze da Zanobi M. Zurli per conto di Francesco Vettori nel 1758 4 . L’antiquario e collezionista barone Philipp Von Stosch era morto l’anno prima. Le misure grosso modo corrispondono, e il Von Stosch aveva vissuto a lungo a Roma, dal 1715 al 1731, dove aveva raccolto una notevole collezione di antichità ed era stato grande 1 MARUCCHI 1898, p.51, n.162, e MARUCCHI 1922, p.130, n.162, non riconosce la scena del martirio di Paolo, e scambia Paolo e il soldato per due discepoli che seguono Cristo nell'ingresso a Gerusalemme. In MARUCCHI 1910, p.20 però ipotizzava che si trattasse dell'arresto di Pietro perché l'Apostolo sarebbe reso come il Pietro della scena centrale. 2 Alessandro Ottaviano de' Medici, nipote di Leone X Medici (cfr. 51), fu nominato cardinale il 2 Dicembre 1583. Sotto Clemente VIII (1592-1605) fu commendatario di S. Agnese f.l.m.. Aveva una proprietà all'inizio di via dei Banchi. Fu papa col nome di Leone XI nel 1605 per soli 27 giorni. Ebbe elogio funebre da Pompeo Ugonio e monumento nella Basilica Vaticana, commissionato all'Algardi dal pronipote card. R. Ubaldini (cfr. 13). 3 BOTTARI 1737-1754, III, p.21 4 L’elenco è in MORELLO 1981, doc.4, pp.85-86. Oppure potrebbe essere uno dei rilievi venduti a Vettori da Alesio del Ferro nel 1763, menzionati in GENNACCARI 1996, p.267, di cui non si ha descrizione ma che erano però “frametati”, mentre questo è intero. Per lo Stosch, cfr. BORRONI SALVADORI 1978

Tesi di Specializzazione/Perfezionamento

Autore: Flavia Vittucci Contatta »

Composta da 433 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 663 click dal 29/11/2012.

 

Consultata integralmente 3 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.