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Ripensare lo sviluppo. Etnografia del Plan Turquino Manati a Cuba.

Il presente lavoro nasce da un duplice incontro con una disciplina, la socio-antropologia dello sviluppo, e con un paese, Cuba. Oggi la nuova sfida è rappresentata dall’esigenza di rivedere il paradigma stesso dello sviluppo, i presupposti teorici sui quali si è basato e proporre soluzioni nuove che trovino nelle realtà locali la loro base teorica e applicativa.
Tale tesi intende analizzare un modello di sviluppo alternativo che si sta realizzando in un piccolo paese del centro America: Cuba. La struttura di questo lavoro vuole riprendere i passaggi stessi che mi hanno portato a realizzare la mia analisi sul campo. Il primo capitolo riguarda le concezioni teoriche relative allo sviluppo, critiche e nuovi paradigmi (Escobar, Sachs, Latouche, Illich, Rahnema). Il secondo capitolo riguarda l’analisi storica del cambiamento del concetto di sviluppo a Cuba attraverso l’analisi del plan Turquino Manatì ( piano integrale dello sviluppo dell’area montana) mentre nel quarto l’analisi si concentra in un’area specifica del piano ( Topes de Collantes) con un’analisi socio-economica della zona e in particolare con un’analisi socio-antropologica dei contadini coltivatori di caffè. Nell’ultimo capitolo esposizione dei risultati dell’analisi comparati con i risultati del Plan Turquino come esempio di ricerca di metodi di sviluppo alternativi al modello dominante.

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- 8 - Introduzione Il presente lavoro nasce da un duplice incontro con una disciplina, la socio- antropologia dello sviluppo, e con un paese, Cuba. Olivier de Sardan1 definisce la socio-antropologia dello sviluppo come: “ L‟étude empirique multidimensionelle de groups sociaux contemporains et de leurs interactions, dans une perspective diachronique, et combinant l‟analyse des pratiques et celles des representacions”. Lo sviluppo, come insieme di processi sociali indotti da operazioni volontarie di trasformazione del contesto sociale e come risultante di molteplici interrelazioni fra diversi attori sociali, è il terreno privilegiato di questa disciplina. Come scrive Marc Augé infatti: “ Il solo oggetto sociologico possibile dello studio di un‟azione detta di sviluppo, è quest‟azione medesima, nelle sue modalità: cioè nell‟insieme complesso formato da sviluppati e sviluppatori. E ciò implica che ci si interessi ai modi come un‟operazione di tal genere è stata concepita dai suoi promotori e diffusa dai suoi tecnici, alla maniera nella quale è stata percepita da coloro che, nell‟ottica del progetto, sono presentati a volte come beneficiari a volte come oggetti ”.2 Rist sottolinea come l‟applicazione del termine sviluppo ai fenomeni sociali conduca ad una comparazione fra fenomeni sociali e naturali “facendo come se quel che è vero per l‟uno deve esserlo necessariamente anche per l‟altro”3. In questo modo lo sviluppo di una società viene paragonato a quello di un organismo vivente e viene definito sulla base di quattro caratteristiche fondamentali: la direzionalità, la continuità, la cumulatività e l'irreversibilità. Secondo questa visione, che è stata definita e sostenuta dalle potenze occidentali, lo sviluppo è la 1 J.P. Olvier de Sardan: 1995. “ Lo studio empirico multidimensionale di gruppi sociali contemporanei e delle loro interazioni, in una prospettiva diacronica, combinando l’analisi delle pratiche e quella delle rappresentazioni”. Traduzione dell’autrice. 2 M. Augè 1972: p.208 in A. Colajanni 1994 p.61 3 G. Rist 1996: p.34

Tesi di Laurea

Facoltà: Sociologia

Autore: Silvia Berini Contatta »

Composta da 209 pagine.

 

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