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Crisi economica globale ed efficacia dei sistemi di controllo esterno

Dall'analisi condotta nel presente lavoro è emerso che l'impatto della crisi è riconducibile, tra le altre cause, anche ad evidenti vuoti nell'attività di regolamentazione promossa dal legislatore e dalle autorità di vigilanza sul sistema creditizio.
Per avvalorare le considerazioni emerse dall‟analisi della normativa e dell‟attività di controllo esterno è stata fatta una ricerca empirica su un gruppo significativo di banche quotate americane e italiane a maggior capitalizzazione.
In particolare si intende porre alcune considerazioni in merito all'efficacia di: la regolamentazione del settore del credito nel periodo antecedente e concomitante la crisi; i controlli esterni promossi dalle relative Autorità di vigilanza.
Si analizzano, poi, le funzioni e il ruolo svolto durante il periodo di crisi dagli attori che vigilano e, in parte regolano, le banche quotate.

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6 Introduzione L‟attuale crisi economico-finanziaria ha avuto il suo epicentro negli Stati Uniti ed è stata innescata dalle insolvenze dei mutui subprime dell‟estate del 2007, con la successiva profonda trasformazione della struttura finanziaria mondiale. Rappresenta la prima crisi globale nella storia del sistema economico internazionale, che dopo anni di forti tensioni nei mercati finanziari, è sfociata in una rilevante recessione mondiale. Gli Stati Uniti, nel 2007, presentavano un saldo negativo crescente delle transazioni correnti con l‟estero, mentre i paesi asiatici presentavano un saldo sempre più positivo. La convinzione dell‟insostenibilità di lungo periodo di tali squilibri si era fatta strada già negli anni 2005-2006; per risolvere la situazione i paesi con saldi positivi avevano richiesto un aggiustamento (aumento del risparmio) a carico degli Stati Uniti, mentre questi ultimi contrariamente, hanno continuato a promuovere maggiori consumi interni nei paesi loro creditori. Diversamente dalla crisi economica del ‟29, la quale si era diffusa esclusivamente entro i confini americani, quella attuale ha coinvolto anche altri paesi (fra i più colpiti i sistemi finanziari della Gran Bretagna, dell‟Irlanda e della Spagna). Una considerazione generale riguarda l‟estrema complessità della crisi stessa, il suo muoversi su diversi piani e il suo interessare non solo aspetti economici, ma anche equilibri sociali, politici e strategici. Tale complessità è un fattore distintivo del fenomeno che induce a classificarlo come “crisi di sistema” con conseguenti problemi anche di tipo qualitativo. Una simile crisi richiede un ridisegno globale della regolamentazione dei mercati finanziari e una definizione più precisa dei compiti delle Autorità di controllo. Il carattere sistemico della crisi risulta chiaro se si guarda ai meccanismi della sua propagazione, basata sulla rottura del circuito mutuatario banca-mutuante, in favore di un più complesso meccanismo che ha ad oggetto l‟inclusione dei mutui in titoli confezionati su misura per clienti (quali i fondi comuni di investimento). In realtà, questo meccanismo, caratterizzato dalla diffusione a livello planetario - attraverso le grandi banche sistemiche e gli hedge funds - di una quantità smisurata di titoli ad alto rischio, è fallito con l‟inversione del ciclo mobiliare con la conseguenza

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Economia

Autore: Denise Rassega Contatta »

Composta da 240 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.