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La città sostenibile: il progetto di insediamento eco-sociale di Cherbonhof, Bamberg

La Germania è una delle nazioni più densamente popolate dell’Europa,sebbene le tendenze attuali attestino una diminuzione della popolazione, come in tutti i paesi industrializzati. Al momento, circa la metà della popolazione vive in spazi urbani, è possibile così poter parlare di un’urbanizzazione in espansione secondo le attuali tendenze nello sviluppo delle aree e degli insediamenti abitativi. Ne consegue che l’obiettivo centrale della Repubblica Federale Tedesca è quello di perseguire uno sviluppo urbano sostenibile per ciascuna regione. Parallelamente non ci si deve dimenticare che il processo di sub-urbanizzazione continua ad espandersi dalle zone centrali alle zone periferiche per la crescita della domanda abitativa, e ciò comporta una distribuzione dispersiva e dispendiosa in termini di consumi energetici, di territorio e un allungamento nei tempi al fine di sbrigare le questioni pratiche e fondamentali della vita quotidiana .Uno sviluppo urbano incontrollato ed inefficiente, infatti, richiede un maggior dispendio di energie, di materiali, di sfruttamento territoriale, d’ infrastrutture e lo stanziamento di mezzi finanziari per le stesse abitazioni e di quelli relativi alla circolazione che sono causa poi di congestione nelle città; inoltre, comporta un incremento anche dei problemi sociali.
L’insediamento eco- sociale di Cherbonhof, oggetto del presente lavoro di ricerca, vuole essere un piccolo contributo nell’ambito di progetti di sostenibilità urbana e rappresenta il primo progetto pilota nella regione Bavarese, realizzato nella città di Bamberg, all’interno del quartiere denominato Gaustadt (al momento si contano 150 siti di questo tipo, nell’intera nazione tedesca); si inserisce nella cornice del progetto denominato "Città del futuro" – "Zukunfts Städte" all’interno del progetto di ricerca "Abitazioni e urbanistica sperimentale" – "Sperimentell Wohnungen und Urbanistik".
Il progetto consta di strutture abitative compatte e con una funzionale mescolanza delle infrastrutture di base, realizzate secondo il modello delle "città dalle vie brevi" o della "concentrazione decentrata", che consentono di rispondere adeguatamente al soddisfacimento delle diverse esigenze di abitare, di cura ed educazione dei figli, del tempo libero, del sostentamento e attualmente solo in minima parte per le postazioni di lavoro. E’ stato realizzato attraverso uno sviluppo interno e concentrato che comporta una relazione efficiente tra lo spazio libero, il consumo di energia (le strutture abitative seguono i principi della bioarchitettura) e la mobilità a livello locale (bus, piste ciclabili); al suo interno si è sviluppata una rete di vicinato a sostegno delle persone diversamente abili e delle persone in età più avanzata e in quanto tali più bisognosi di cure.
Nell’insieme, i risultati rilevati ed elaborati dalle interviste alle famiglie proprietarie delle "case per più generazioni", spiegano che la felicità e il benessere degli abitanti è da rintracciarsi nel fatto di aver avuto la possibilità di partecipare alla pianificazione e strutturazione del sito e quest’aspetto ha naturalmente ampliato il consenso verso iniziative di stampo ecologico così come la corresponsabilità per la cura ed il rispetto degli spazi comuni, effetto positivo di una maggior identificazione con i luoghi di residenza e sviluppo della propria personalità; inoltre, ha permesso loro di conoscersi e scambiarsi informazioni ancor prima che abitassero li; è stato rilevato anche che un buon collegamento con i mezzi pubblici e le piste ciclabili, così come un buon equipaggiamento infrastrutturale di base potrebbero avere un effetto positivo sui comportamenti di mobilità e la riduzione dei livelli di inquinamento, sebbene gli abitanti siano comunque in possesso di mezzi individuali motorizzati; rimane da sottolineare il fatto che la scelta di trasferirsi in questo tipo di insediamenti libero dalle auto è stata compiuta da soggetti aventi nella maggioranza dei casi un elevato livello di istruzione e capacità di spesa e che la nuova generazione vede in questa tipologia di siti, ma solo in un futuro prossimo un luogo ideale dove crescere la propria famiglia, mentre attualmente si sente più attratta dalle grandi città per esigenze di studio e /o lavoro.
Proprio per questo motivo, gli aspetti da prendere più in considerazione, sono gli attuali cambiamenti strutturali familiari insieme ai comportamenti individualistici legati ai consumi e al tempo libero, rispetto ai quali andrebbe invertita la tendenza per incentivare invece stili di vita più sobri, meno dispendiosi, volti al contenimento dei costi di mobilità e più rispettosi della dimensione umana, in modo da poter guardare sereni ad una prospettiva di lungo periodo.

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Capitolo I - Dalla città moderna alla città sostenibile e nuovi modelli sperimentali Introduzione Nello sgretolamento dei blocchi internazionali, nella perdita di identità degli schieramenti politici che per decenni avevano regolato l'agire collettivo, l'ambientalismo si è offerto come un possibile nuovo punto di riferimento, bandiera di aggregazione carica di inflessioni etiche, interclassista e alternativa, capace di rimescolare istanze diversissime tra loro. Ecologia, salute, verde, disinquinamento, semplicità invece di sofisticazione, qualità invece di quantità: queste idee e scelte rappresentano nuovi modelli, nuovi stili di vita, spinte e malesseri a cui le vecchie formule politiche non sanno rispondere adeguatamente. Negli ultimi anni , la sensibilità verso i problemi ecologici e ambientali si è diffusa nella società, e non è più esclusivo patrimonio di alcuni gruppi di interesse politici e culturali . Le opinioni generalmente espresse a favore dell'intervento ecologico e i comportamenti reali dei soggetti sociali, economici e istituzionali, non sono sempre coerenti. Questa frattura costituisce un serio ostacolo nell'attuazione delle politiche ambientali , da qui la necessità di valutare tali comportamenti per evitare che le indicazioni programmatiche restino lettera morta. Come tutti i nuovi fenomeni collettivi , l' ambientalismo è cambiato velocemente, ma negli ultimi anni ha mostrato la tendenza a stabilizzarsi , passando dalla fase eroica della protesta a quella di un movimento ormai destinato ad avere un ruolo attivo nell'orizzonte politico, benché sempre minacciato e ostacolato dagli interessi economici. I mass media hanno trovato nelle cronache ' verdi ' un nuovo argomento con cui intrattenere il pubblico; molte pubbliche amministrazioni hanno preso iniziative: le direttive e le campagne di opinione in materia ecologica sono diventate uno dei cardini dell'attività istituzionale eurocomunitaria; anche nel mondo industriale hanno preso avvio numerosi e articolati processi di rinnovamento, basati essenzialmente su due specifiche modalità: da un lato prodotti meno inquinanti, dall'altro procedimenti che abbiano un minor impatto ambientale; sono apparsi sul mercato , conquistandone una quota considerevole, i 'prodotti ecologicì . Nonostante ciò, gli ambientalisti eletti hanno potuto raggiungere risultati generalmente inferiori alle aspettative, la questione ambientale è conosciuta e percepita, ma nel ruolo di un'emergenza secondaria, consapevolezza che cresce parallelamente al crescere del reddito e del grado di istruzione. È opinione ormai diffusa che la domanda ambientale ha ormai largamente perduto i connotati anti- industriali che l'avevano caratterizzata al suo emergere negli anni '70, sostituita negli '80 dalla protesta contro il nucleare in seguito all'episodio di Cêrnobil e dal problema per lo smaltimento dei rifiuti , mentre oggi viene generalmente attribuita alla massa dei comportamenti diffusi. Ecco perchè si rende sempre più necessario incentivare dei comportamenti corretti. Per gli 'addetti ai lavorì, l'interesse si esprime soprattutto sotto forma di preoccupazione , ora per le trasformazioni ambientali ,ora per i mancati interventi di tutela, e si sovrappone e si coniuga con le emergenti richieste in tema di qualità della vita , tra le quali uno 1 spazio notevole si è ormai garantita la complessa domanda di genuità. Inoltre la nozione di sviluppo sostenibile è stata formalizzata dalle Nazioni Unite con la “Conferenza di Rio de Janeiro su Ambiente e Sviluppo”, assumendo una prospettiva multidisciplinare ed interdisciplinare tra le scienze ecologiche, incluse quelle sociali ed umane. Il rapporto definisce lo sviluppo sostenibile, come un diritto da realizzare in modo da soddisfare con 2 equità le esigenze di sviluppo ed ambiente delle generazioni presenti e future . Tale diritto, come viene successivamente discusso, non è uno stato predeterminato, 1 Ist. per l’ambiente ‘ Secondo natura’ Rizzoli Ed. 2 U. N . 1992 1

Tesi di Laurea

Facoltà: Sociologia

Autore: Oriana Casini Contatta »

Composta da 147 pagine.

 

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