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Il movimento operaio a Spezia nel tramonto dell'età giolittiana (1910-1914)

Informazioni tesi

  Autore: Diego Ravera
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 1999-00
  Università: Università degli Studi di Pisa
  Facoltà: Lettere e Filosofia
  Corso: Storia
  Relatore: Lorenzo Gestri
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 306

Ancora nella prima metà del XIX secolo Spezia era poco più di un grosso borgo, amministrativamente sotto la giurisdizione di Genova, situata in una zona di confine tra la Liguria, la Toscana e l'Emilia, culturalmente e storicamente appartenente alla Lunigiana, "ovvero la regione comprendente le valli della Magra e della Vara e il litorale tirrenico dal Golfo de La Spezia alle coste della Versilia".
Il suo territorio era ed è caratterizzato da una limitatissima fascia costiera "che, quasi per magia, si eleva a valori altimetrici assai rilevanti in pochi chilometri di profondità verso l'interno". Il borgo di Spezia era racchiuso all'interno delle mura trecentesche, di poco modificate nel Seicento, e si ergeva su una piana situata "ai piedi del castello genovese di S. Giorgio, posto alla sommità della collina del Poggio, fra il torrente Lagora ad ovest e il colle dei Cappuccini ad est, che degradava allora fino al mare". "L'asse urbano prevalente era la Via del Prione che suddivideva la città in due settori: uno collinare culminante con il Castello di San Giorgio ed il quartiere del Poggio, l'altro piano imperniato sulla piazza Civica". L'impianto urbano rimase sostanzialmente inalterato sino al 1840, quando avvenne un ingrandimento oltre le mura nel fronte a mare. A levante del colle la piana, solcata da torrenti, rigagnoli e contrassegnata da cospicue estensioni acquitrinose (localmente dette stagnoni) era coltivata ad orti, che alimentavano il mercato locale e l'autoconsumo dei contadini; inoltre erano presenti abitazioni sparse e i piccoli aggregati abitativi di Migliarina e del Marcantone. I percorsi più rilevanti erano due: uno giungeva da est, da Sarzana e dalla Lunigiana, attraverso Lerici, Buonviaggio e Melara; l'altro da nord, tramite la Foce, congiungendo Spezia con il genovese attraverso la Val di Vara. Assai meno rilevante era il percorso costiero.
Dopo il periodo dell'occupazione francese (1805-1814), come è noto, l'antica repubblica marinara genovese era stata cancellata ed il suo territorio inglobato nel Regno di Sardegna. Nel 1819 la regione veniva articolata in due divisioni: l'una con Nizza capoluogo, l'altra affidata a Genova. Spezia apparteneva alla divisione di Genova, ed era inserita nella provincia del Levante.
Il riordino amministrativo del 1859-60 divise la Liguria in due provincie, Porto Maurizio e Genova, articolate a loro volta in circondari; Spezia si trovò a far parte della provincia di Genova, all'interno del circondario del Levante. Nel corso della prima metà del XIX secolo la popolazione del circondario passò dai 61.943 abitanti del censimento del 1805 ai 83.480 di quello del 1861.

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3 Capitolo 1) ALCUNI CENNI SULLA STRUTTURA ECONOMICA E SOCIALE DELLO SPEZZINO. Spezia prima della costruzione dell'Arsenale Ancora nella prima metà del XIX secolo Spezia 1 era poco più di un grosso borgo, amministrativamente sotto la giurisdizione di Genova, situata in una zona di confine tra la Liguria, la Toscana e l'Emilia, culturalmente e storicamente appartenente alla Lunigiana, "ovvero la regione comprendente le valli della Magra e della Vara e il litorale tirrenico dal Golfo de La Spezia alle coste della Versilia" 2 . Il suo territorio era ed è caratterizzato da una limitatissima fascia costiera "che, quasi per magia, si eleva a valori altimetrici assai rilevanti in pochi chilometri di profondità verso l'interno" 3 . Il borgo di Spezia era racchiuso all'interno delle mura trecentesche, di poco modificate nel Seicento, e si ergeva su una piana situata "ai piedi del castello genovese di S. Giorgio, posto alla sommità della collina del Poggio, fra il torrente Lagora ad ovest e il colle dei Cappuccini ad est, che degradava allora fino al mare" 4 . "L'asse urbano prevalente era la Via del Prione 1 Ritengo opportuno usare la dizione Spezia, e non La Spezia, in quanto sino al 1930 era quella la denominazione ufficiale; fu il R.D. 1402 del 2 ottobre 1930 ad introdurre il nome La Spezia. 2 R. MORI, La lotta sociale in Lunigiana, (1854-1904), Firenze, Le Monnier, 1958, p. IX. 3 F. MARMORI, La struttura urbanistica della Spezia e le sue emergenze monumentali, in "Conversazioni su la storia della Spezia", a cura del Centro Italiano Femminile, Sarzana, Zappa, 1982, p. 49. 4 F. MACCIONE, Lineamenti di storia dell'economia spezzina dall'inizio dell'ottocento ai giorni nostri, a cura della Provincia della Spezia e dell'Unione Regionale delle Province Liguri in occasione del 70° della provincia, p.17.

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