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La tipologia dei luoghi di presenza di Carlo Magno, nella sua mobilità europea

La ricerca ha voluto individuare i luoghi di residenza del sovrano franco Carlo Magno. L’arco temporale esaminato va dal 768 all’814, coprendo così tutta la sua vicenda politica. Innanzitutto si è visto come il luogo primario di presenza sia il palazzo. Si sono evidenziate le caratteristiche sia fisiche, che sociali di questo edificio, in rapporto ai principali palazzi, dislocati in tutta Europa. Nel secondo capitolo, si percepisce come il palazzo sia inserito in una cornice più ampia, infatti i palazzi regi di Carlo si trovavano nelle "villae" e nelle città. È stato spiegato il significato del termine "villa", constatando che è presente per questo vocabolo una polisemia, infatti può significare sia villaggio, che azienda fondiaria e poi sono state citate le "villae" in cui la presenza di Carlo è attestata nelle fonti. Analogamente, oltre a spiegarne il significato, sono state analizzate le principali città toccate da Carlo durante i suoi viaggi. Per quanto riguarda il terzo capitolo, sono stati presi in esame i monasteri. Visionando i complessi monastici in cui il re Carlo si fermò, si è constatato che il "monasterium" può assumere sia la funzione di un palazzo che di una città o di una "villa". Nel quarto capitolo si sono presi in esame i "castra" e i "loca". Si è potuto rilevare la polivalenza del termine "castrum" per indicare sia fortificazioni militari stabili, sia accampamenti provvisori. Per "loca" si è voluto intendere i luoghi senza edificio. Però è stato anche rilevato che il termine "locus" può essere attribuito a più tipi di residenze, complicando così la determinazione vera e propria di una data località.
L’indagine è stata compiuta, grazie al lavoro di ricerca svolto sulle fonti cronachistiche e sui diplomi regi del tempo, tratti tutti dai "Monumenta Germaniae Historica".

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3 Introduzione “Qui cum tantus in ampliando regno et subigendis exteris nationibus existeret et in eiusmodi occupationibus assidue versaretur, opera tamen plurima ad regni decorem et commoditatem pertinentia diversis in locis inchoavit, quædam etiam consummavit.” 1 Eginardo incomincia così il suo capitolo destinato alle opere fatte costruire da Carlo Magno, descrivendole come abbellimento e comodità del Regno; parla della basilica della Santa Madre ad Aquisgrana, del ponte sul Reno, presso Magonza e poi cita alcuni “palatia operis egregii”: “unum haud longe a Mogontiaco civitate, iuxta villam cui vocabulum est Ingilenheim, alterum Noviomagi super Vahalem fluvium, qui Batavorum insulam a parte meridiana præterfluit” 2 . Se esaminiamo questa frase, notiamo subito la presenza di tre termini: “palatia”, “civitas” e “villa”. È da questi tre vocaboli che la nostra indagine prende spunto. Attraverso di essi riusciamo a farci una prima idea di dove Carlo Magno soggiornava quando si muoveva in Europa. Dapprima ci soffermeremo sui palazzi e sul loro significato all’interno della logica di potere del regno; vedremo come questi siano inseriti in una cornice più ampia che è rappresentata dalle “villæ” e dalle città. Dopo aver esaminato un luogo particolare, il monastero, verranno analizzati i “castra”. Infine si noterà come anche delle “località naturali” possano avere una certa rilevanza. 1 Eginardo, Vita di Carlo Magno, a cura di V. Marucci, Roma 2006, pp. 88-89: “mentre si occupava in modo così continuo dell’ampliamento del regno e della sottomissione dei popoli stranieri, tuttavia diede inizio a molte opere destinate all’abbellimento e alla comodità del regno in diversi luoghi.” 2 L. cit.

Laurea liv.I

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Dario Caneparo Contatta »

Composta da 86 pagine.

 

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