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Analisi della distribuzione del rapporto tra i sessi alla nascita nella Asl 5 della Liguria 1960-2000

Informazioni tesi

  Autore: Alessandra Rosa
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2008-09
  Università: Università degli studi di Genova
  Facoltà: Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali
  Corso: Statistica
  Relatore: Vincenzo Fontana
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 45

E' stata effetuata un'analisi sulla distribuzione geografica e temporale del SR (Rapporto di Sesso alla nascita) nelle aree (comuni e circoscrizioni) della ASL 5 di La
Spezia, nel periodo 1960-2000. Quest’area è stata caratterizzata per quasi un secolo da fonti puntuali e diffuse di inquinamento ambientale (in parte ancora presenti). Tale analisi è stata effettuata per verificare la presenza di una tendenza geografico-temporale epidemiologicamente significativa tra questo indice di possibile effetto sanitario e gli indici di inquinamento ambientale, come IBL (Indice di Biodiversità Lichenica), GUR (Gradiente Urbano-Rurale). Inoltre, sulla base di informazioni fornite dall’ARPAL (Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente Ligure) riguardo alla ricaduta dei fumi di una centrale ENEL a carbone, è stato creato un ulteriore indice di inquinamento ambientale suddividendo il territorio
interessato in due parti: una direttamente esposta all’inquinamento, cioè la Zona A, composta dalla 5° Circoscrizione di La Spezia (che contiene la centrale) e dal Comune di Portovenere (interessato dall’inquinamento a causa dei venti prevelenti); l’altra comprendente tutte la altre aree (Zona B). E’ stato infine considerato l’Indice Di Deprivazione (IDD), come fattore di stato socio-economico e quindi potenzialmente in relazione a effetti sanitari avversi.
Per l’analisi del trend temporale del SR sono state utilizzate due distinte metodologie: il lowess e lo spline quadratico, in grado di catturare il segnale epidemiologico presente nella serie osservata e di controllare, anche se in vario modo, il relativo rumore statistico.
Trattandosi di uno studio che coinvolge popolazioni di piccola taglia e effettuato in un periodo di tempo ragionevolmente breve, sorgono problemi di inferenza statistica. Per questo motivo si tratta di uno studio di epidemiologia descrittiva, utile per produrre indicazioni aggiuntive a quelle già presenti in letteratura, e quindi in grado di corroborare o meno possibili relazioni causali tra inquinamento ambientale e salute umana.
I dati sono stati analizzati utilizzando il software statistico STATA e sono state realizzate delle cartografie con il software WINBUGS.

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4 1 – Introduzione 1.1 – Effetti ambientali Dal secondo dopoguerra in poi sono stati sintetizzati e immessi nell’ambiente una quantità rilevante di nuovi composti chimici (xenobiotici) il cui impatto ambientale e soprattutto sanitario è spesso solo marginalmente conosciuto [1]. I livelli di inquinamento dovuti a molti di questi composti sono stati, e sono, decisamente bassi, sia perché sono rilasciati nell’ambiente a modeste concentrazioni, sia a causa dei fenomeni di diluizione. Inoltre, lo scenario ambientale futuro sarà verosimilmente caratterizzato da una drastica riduzione delle zone ad elevato inquinamento ambientale (aree ad alto rischio), a causa della dismissione e modificazione di impianti e istallazioni industriali (fonti puntuali di inquinamento, come fabbriche, discariche, inceneritori, centrali, ecc.), e da un parallelo aumento di aree a basso inquinamento (fonti diffuse di inquinamento, come emissioni da traffico auto-veicolare, chimica in agricoltura). Accanto a questo va anche considerato che basse concentrazioni di residui chimici riescono a raggiungere grandi quote di popolazioni, oltre che attraverso l’aria, anche attraverso l’acqua e gli alimenti. E’ plausibile quindi che nel prossimo futuro si assisterà a una diminuzione di quelle condizioni sanitarie che in passato hanno caratterizzato le popolazioni residenti in aree ad alto rischio e/o appartenenti a determinati gruppi socio-economici (addetti a vari processi industriali). Dall’altro lato è però altrettanto plausibile che le basse esposizioni sortiranno comunque un effetto sanitario, noto o ignoto che sia, prevalentemente a carico dei soggetti più suscettibili per propensione genetica [2], che si trovano in condizioni fisiologiche particolarmente sensibili (sviluppo, riproduzione) [3, 4] o che sono già portatori di patologie croniche (immuno depressione, diabete, ecc.). In questo quadro, l’attività riproduttiva ed embriogenetica rappresenta certamente un punto critico in quanto è una funzione particolarmente sensibile alle alterazioni che l’esposizione chimica, ma non solo chimica, a basse dosi può produrre [5]. Inoltre, è stato più volte confermata la correlazione positiva che lega i disordini riproduttivi e fetali (determinazione del sesso inclusa) con la frequenza di condizioni sanitarie molto gravi, quali i tumori [6]. E’ noto che la suscettibilità ai tossici è funzione della velocità di divisione cellulare per cui le cellule che si trovano in questa condizione, come quelle dello sviluppo embrionale e della riproduzione, mostrano un’enorme potenzialità ad assimilare tossici e, a subire da questi, danni che possono essere più facilmente trasmessi alle successive generazioni cellulari, causando alterazioni, disfunzioni e gravi danni sanitari a breve, medio e lungo termine [7]. Questo rilievo diviene ancora più importante se si considera la funzione riproduttiva in senso lato, e cioè non

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Parole chiave

asl5
epidemiologia
gradiente urbano-rurale
inquinamento
lowess
odds ratio
spline
statistica
stato socio-economico

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