Questo sito utilizza cookie di terze parti per inviarti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più clicca QUI 
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie. OK

Valore azionario, M&A e Joint Venture nel settore bancario: risultati di un'indagine empirica sulle operazioni di crescita

Scopo di questa tesi è quello di studiare le operazioni di joint venture come possibile alternativa all’acquisizione nell'ambito di operazioni di crescita esterna nel settore bancario. L’interesse verso gli istituti bancari deriva dal dinamismo mostrato negli ultimi anni e dal trend di allargamento del loro raggio di azione che dovrebbe favorire l’uso della joint venture.

Il tema è analizzato dalla prospettiva dell’acquiror al fine di valutare la creazione di valore per gli azionisti originati dalla crescita. Finora, la letteratura sull’argomento era giunta alla conclusione che, per i suoi azionisti, la crescita per vie esterne fosse raramente un buon affare. Con questo studio si intende fornire sostegno empirico alla possibilità di una crescita alternativa e vantaggiosa per gli investitori.

Per misurare il valore creato è stato utilizzato il metodo dell’event-study, con un campione di 309 operazioni globali nell’arco temporale 2001-2009. Gli “abnormal return” a breve termine registrati sulle quotazioni azionarie dell’azienda acquirente riflettono il cambio di aspettative da parte dei mercati sulla futura profittabilità. Di conseguenza, tale strumento è stato utilizzato per verificare la “qualità” delle operazioni effettuate.

La scelta dello strumento da adottare deve essere coerente con i benefici ricercati dalla strategia di crescita. Nell’espansione verso ambiti vicini al core business dove si intendono sfruttare sinergie l’acquisizione è più efficace. Diversamente, quando l’operazione prevede un significativo bisogno di apprendimento di conoscenza non posseduta, la joint venture risulta più indicata.

L’event study dimostra che l’acquisizione è più efficace nelle strategie di rafforzamento del core business, di espansione verso nuovi prodotti e verso nuovi mercati. Al contrario la joint venture è vincente per la diversificazione verso altri settori del mondo finanziario, ma solo se il partner è un’azienda estera.

Mostra/Nascondi contenuto.
Page 8 of 87 Introduzione: elementi di novità e struttura del lavoro La tesi si prefigge tre obiettivi principali. Il primo è rinnovare i risultati empirici sulla creazione di valore nella crescita nel settore bancario, tutti datati allo scorso millennio, alla luce delle profonde trasformazioni che stanno avvenendo. Secondo, dare un respiro geografico più ampio all’analisi: gli studi precedenti erano focalizzati su singole macro aree, che per le loro peculiarità politico/economiche possono differire nei risultati. Terzo, misurare quale sia lo strumento di crescita migliore per una banca in funzione della strategia che intende perseguire. Gli strumenti scelti per l’analisi sono l’acquisizione e la joint venture. Quest’ultimo punto è l’elemento di maggiore novità della tesi, dal momento che i precedenti studi si sono focalizzati solo sulla quantificazione della creazione di valore delle M&A. Si vuole colmare questo gap presente in letteratura, verificando se le joint venture possono essere una valida alternativa per operazioni per le quali l’acquisizione non è efficace. Il lavoro è strutturato in quattro capitoli, fino a giungere alle conclusioni finali. Il primo capitolo fornirà una descrizione storica dei movimenti di crescita esterna nel settore bancario negli ultimi decenni per arrivare a comprendere quali siano le prospettive future. Proseguirà, poi, aprendo una finestra sulla teoria della crescita: le direzioni di crescita, le strategie possibili, la descrizione dei benefici ricercati attraverso quest’ultime e gli strumenti dell’acquisizione e della joint venture. Lo schema di questo capitolo, le variabili descritte e le dimensioni di analisi saranno i medesimi dei capitoli successivi, dove si descriveranno sia il campione che i risultati empirici. A chiusura del primo capitolo, saranno presentati gli studi sull’argomento o su temi affini che hanno preceduto questo lavoro, dando luce a suggerimenti su quanto ci si può attendere in termini di risultati finali. Il secondo capitolo presenterà il modello di event study utilizzato: come sono calcolati i “cumulated average return” – che rappresentano il risultato ultimo dell’analisi - i procedimenti usati per i test statistici e le criticità legate agli event study con relative soluzioni. In seguito saranno descritte le linee guida per

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Economia

Autore: Alessandro Ravagnolo Contatta »

Composta da 87 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 1530 click dal 19/04/2011.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.