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L'inserimento lavorativo dei disabili: la disciplina del collocamento mirato ai sensi della legge 12 marzo 1999, n. 68

L'inserimento lavorativo dei disabili rappresenta oggigiorno una tematica dotata di emergenza sociale. Secondo le ultime stime Istat, nel nostro Paese sarebbero quasi 450.000 le persone in età da lavoro gravate da disabilità, di cui meno del 27% risulta concretamente occupato. La legge n. 68 del 12 marzo del 1999, intitolata "norme per il diritto al lavoro dei disabili", rappresenta il primo vero tentativo del legislatore di dare risposta all'esigenza di compromesso tra diritto all'iniziativa economica privata e diritto al lavoro del disabile. Questa legge va a sostituire al vecchio concetto di collocamento obbligatorio istituito dalla legge previgente, la legge 482 del 1968, la nuova idea di un collocamento "mirato", fondata sulla valutazione delle concrete capacità lavorative e relazioni del soggetto e crea quella serie di strumenti tecnici e di supporto necessari al fine di associare lavoratore adatto a posto di lavoro adatto.

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Introduzione L’obiettivo che questo nostro lavoro persegue è quello di affrontare una tematica oggi dotata di una sua emergenza sociale. L’importanza di un intervento di normazione non è certamente valutabile attraverso il numero di persone a cui si rivolge, ma di sicuro attraverso questo dato si percepisce quale sia la portata che il problema dell’inserimento dei soggetti disabili nel mondo del lavoro ha assunto ai giorni nostri. Utilizziamo quindi, quale punto di partenza della nostra trattazione, le ultime stime Istat, relative al 2004, svolte in collaborazione con il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali nell’ambito del progetto “Sistema di informazione statistica sulla disabilità” 1 , volte a individuare il numero di persone con disabilità nel nostro Paese. L’indagine ha evidenziato che in Italia vi è una popolazione con disabilità pari a circa 2 milioni e 800 mila, di cui 449.000 sono persone che hanno età compresa tra i 15 e i 64 anni. Di questi soggetti in età lavorativa solo il 26,5% è occupato. Muovendo dalla convinzione di partenza che per poter parlare di integrazione lavorativa dei disabili è necessario in primo luogo comprendere come nel tempo si sia evoluto a riguardo l’atteggiamento dell’organizzazione sociale, descriveremo la “via italiana all’attenzione all’ handicap ” e quello che è stato il percorso di sviluppo delle risposte istituzionali al problema cercando di sottolineare, di volta in volta, come tali risposte non siano altro che l’espressione di un determinato periodo storico e della cultura dell’ handicap vigente nel periodo. Il primo capitolo offre una panoramica del lento processo di maturazione in ambito di integrazione sociale e lavorativa dei disabili svoltosi in Italia a partire dal periodo pre-costituzionale sino ai giorni nostri. L’analisi quindi parte da un periodo in cui gli unici interventi normativi a riguardo si limitavano a riconoscere benefici previdenziali e assistenziali. Solo la Costituzione Repubblicana porrà le basi istituzionali per un pieno riconoscimento dei diritti delle persone con disabilità, chiarendo il ruolo dello Stato nel guidare le istituzioni verso un pieno riconoscimento di questi soggetti. Questo lungo cammino vede quale tappa fondamentale del percorso la legge 482 del 1968, che istituirà il sistema del collocamento obbligatorio. Ma tale normativa, avente natura impositiva, impersonale e ispirata prettamente a ragioni burocratiche, 1 Su sollecitazione dell'art. 41-bis della l. n.162/1998, all’inizio del 2000 il Dipartimento per gli Affari Sociali della Presidenza del Consiglio ha assegnato all’ISTAT il compito di costituire un insieme coordinato e integrato di fonti statistiche sulla disabilità che consenta di fare programmazione sulla base di dati completi e affidabili. Il progetto nel suo complesso è finalizzato a fornire, mediante l’analisi dei bisogni, delle condizioni sociali e di salute della popolazione con disabilità, un supporto per le politiche e per la programmazione delle attività di assistenza, sostegno ed integrazione, nonché per il monitoraggio dello stato di attuazione della normativa sul territorio con particolare attenzione ai più recenti interventi legislativi. In particolare, l’obiettivo principale dell’indagine è l’analisi del livello di integrazione sociale delle persone con disabilità e l'analisi dei fattori che ne ostacolano la piena partecipazione. 1

Laurea liv.I

Facoltà: Giurisprudenza

Autore: Claudia Montis Contatta »

Composta da 65 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 2330 click dal 27/04/2011.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.