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Voli low cost e voli di linea: emozioni a confronto

Analizzare la diversa struttura delle emozioni provate da due campioni formati da:
Clienti dei voli di linea
Clienti dei voli low cost

Verificare la relazione esistente tra le emozioni provate e la probabilità di riacquisto del servizio e/o l’affiliazione.

Modello teorico di riferimento:“Pad’s scale” Mehrabian e Russell (1974). Si compone di tre dimensioni:
- Il piacere (pleasure) riferito a sensazioni di felicità, piacevolezza e soddisfazione
- L’eccitazione (arousal) che riguarda sensazioni legate alla stimolazione e all’euforia
- Il dominio (dominance), che attiene al grado di controllo e di potere sull’ambiente
Contributo rilevante alla comprensione della relazione tra store environment e consumer behavior.

Metodologia: Strumenti di tipo quantitativo per raccogliere i dati.
Elaborazione con il sistema completo e flessibile per la gestione dei dati e l’analisi statistica: SPSS (Statistical Package for the Social Sciences). Campionamento casuale semplice.
Due campioni indipendenti a cui sarà somministrato lo stesso questionario.

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Introduzione 9 INTRODUZIONE Sono solo due piccole parole in inglese ma racchiudono molteplici significati e la loro traduzione è in continua evoluzione. Il «low cost», che letteralmente vuol dire a basso costo, prima è entrato nel nostro vocabolario come sinonimo di volo aereo a prezzi stracciati poi si è diffuso in moltissimi altri ambiti e ora sta diventando uno stile di vita. Il primo complice sarà stata sicuramente la crisi, l‟attenzione, la parsimonia, tutte queste cose ora cominciano a fare tendenza, proponendo però un nuovo paradigma (anche questo in inglese): «Low cost, high value». Non bastano più soltanto i prezzi bassi, quello che i consumatori si aspettano è oggi la qualità a basso costo. Anche se la necessità di risparmiare è impellente per molte famiglie, spendere meno non necessariamente vuol dire vivere peggio o accontentarsi. E a dimostrare che non si tratta solo di un fenomeno legato alla contingenza economica negativa, ma di una vera e propria trasformazione sociale e culturale, intervengono i numeri. «Il low cost di qualità in Italia nel 2008 ha fatturato 55 miliardi di euro» calcola Andrea Baracco, vicepresidente della Assolowcost, l‟associazione che riunisce aziende che producono beni «low cost high value», come i mobili Ikea, le auto Dacia e le attrezzature sportive Decathlon, insieme con quelle che erogano servizi a prezzi competitivi, come per esempio Mutuionline o le assicurazioni sul web come Genialloyd e Dialogo. «L‟incidenza sul pil degli acquisti low cost nel 2008 è stata del 3,5 per cento, pari appunto a 55 miliardi di euro. Dato destinato a crescere nel 2009» prevede Baracco: «Il fatturato del settore salirà a 61 miliardi di euro, ossia quasi il 4 per cento del pil».

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Scienze della Comunicazione

Autore: Elisa Pacchioni Contatta »

Composta da 150 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.