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Cyberantropologia: Identità e comunicazione on-line

La ricerca etnografica in rete è possibile anche senza riferimenti contestuali off-line:è infatti possibile riuscire a definire la cultura che accomuna lo scambio di informazioni sulla rete attraverso la lettura della storia di Internet e l'osservazione delle pratiche comunicative, legando tale osservazione alla ricerca dei meccanismi interni al capitaliamo contemporaneo che in rete trova una sua avanguardia. In tal modo l'antropologia può essere impegnata nella scoperta e nella descrizione di pratiche e rituali non più legati al territorio, ma centrali nella definizione di umanità che si va formando nel ventunesimo secolo.

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Marco Ferrieri Cyberantropologia: Introduzione INTRODUZIONE Il lavoro è stato diviso in tre parti: nella prima parte ho provato ad affrontare il problema metodologico della ricerca etnografica in rete; la questione è legata, secondo quanto abbia potuto vedere e seguendo le indicazioni ricavate dalla letteratura (Escobar 1996, Hakken 2000, Miller e Slater 2003, Boellstorf 2008; ma anche Tosoni 2004, Paccagnella 2000) il problema nel fare ricerca on-line, e quindi nel cercare di trovare spinti utili al proseguimento della accumulo di sapere della disciplina, è che ci si pone difronte ad una scelta dicotomica, un out – out che deriva dalla risposta a questa domanda: il Web è anche cultura nel senso antropologico del termine? Senza saper (o poter) dare una risposta definitiva, credo che l'antropologia possa procedere alla ricerca in questo campo utilizzando gli strumenti messi a disposizione dalla cosiddetta antropologia post-moderna o multisituata (Clifford, Marcus 2001) e cioè cercando di giustificare le proprie scelte di indagine alla luce di una interpretazione critica dell'oggetto di indagine stesso, cercando di mettere in luce la scelta del “confine” , di ciò che definisce cosa fa parte dell'indagine e cosa invece ne esula. In questo senso ho cercato di definire una (brevissima) “storia culturale” del Web, seguendo il libro di P. Castellucci “Dall'ipertesto al web: storia culturale dell'informatica” per cercare di chiarire quali discorsi (di tipo politico, economico e sociale) siano associabili alla tecnologia informatica e come tali discorsi, con un accento particolare sul postmodernismo, si possano sfruttare per costruire una descrizione antropologica della rete. Ho poi proceduto ad analizzare due modi di giustificare il proprio indagare etnografico nel (o sul) Web che ho arbitrariamente posto in contrapposizione: legare il lavoro a tematiche che esulano dalla rete, e che la coinvolgono, per così dire, in conseguenza; e fare invece la rete, o una parte di essa, la totalità del proprio campo di indagine. Cercando di mettere in luce i punti in comune a questi due metodi, ho provato a definire da quale idea di uomo l'etnografo della rete debba partire e come possa essere pensata quel che viene definita “Cyberantropologia” (Guigoni 2001 ma il termine è di origine, a quanto abbia potuto osservare, incerta): l'uomo, pur non avendo possibilità di un contatto fisico, ha comunque necessità di “incorporare” la tecnologia e quindi di poterla usare come estensione del proprio sistema nervoso (come diceva 5

Tesi di Laurea Magistrale

Facoltà: Scienze della Formazione

Autore: Marco Ferrieri Contatta »

Composta da 115 pagine.

 

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