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La gestione delle alleanze ''orizzontali''

La tesi analizza le mutazioni avvenute nel sistema di produzione e distribuzione di valore, si è passati dalla catena del valore, in cui le attività erano sequenziali e le aziende puntavano ad una autonomia produttiva, infatti le relazioni con l’esterno erano limitate e nella maggior parte dei casi avevano come obiettivo la minimizzazione dei costi di transazioni, alla costellazione del valore in cui esistono rapporti più intensi tra le imprese finalizzate all’utilizzo di risorse, conoscenze e competenze complementari utili a raggiungere un vantaggio competitivo durevole. All’interno della costellazione del valore si sono selezionate le alleanze strategiche come oggetto di studio evidenziandone le caratteristiche che le rendono interessanti, si è proseguito ad una classificazione delle stesse dal punto di vista economico, considerando il loro posizionamento nel mercato, strategico ovvero gli obbiettivi che la partnership intende raggiungere, ed infine seguendo l’organizzazione giuridica dell’alleanza. Il prosieguo del lavoro si è concentrato sulle alleanza orizzontali finalizzate alla coproduzione di valore tralasciando la configurazione giuridica in quanto essa non influisce sul risultato delle strategie attuate. Nel secondo capitolo si sono analizzate i rischi provenienti dall’esterno attraverso lo studio di casi aziendali che hanno evidenziato l’influenza reciproca fra il contesto in cui opera l’alleanza e l’alleanza stessa. La teoria dei giochi non cooperativi è stata la base di partenza per analizzare e le strategie attuate dalle imprese che inducono al fallimento delle alleanze, tali scelte sono guidate dalla teoria dei costi di transazione e dall'obiettivo di sottrarre vantaggio competitivo all'impresa partner. Al termine del capitolo è presentato il caso dell’alleanza tra il gruppo Fiat e quello capeggiato da General Motors. Il terzo capitolo si sviluppa sulla falsa riga di quello precedente elencando però le modalità secondo le quali il contesto in cui operano le imprese possa creare le opportunità per favorire lo sviluppo dell’alleanza e le capacità di queste di usufruire delle opportunità createsi all’interno del contesto. Il capitolo approfondisce altresì le strategie da attuare per conseguire gli obiettivi di coproduzione e distribuzione del valore prefissati dall’alleanza, anche in questo caso la teoria dei giochi fornisce un utile base di partenza per comprendere le condizioni necessarie a garantire la cooperazione tra le imprese. Il capitolo si chiude con lo studio del caso Changan Ford Mazda Engine Company Ltd in cui si evidenzia come la fiducia tra le imprese alleate abbia facilitato una pianificazione dell’alleanza sul lungo periodo, trasformando una partnership non equity in una con scambio di azioni ed infine in una joint venture capital, il mutamento nella governance formale dell’alleanza è dovuto soprattutto al comportamento delle imprese interessate che hanno tenuto comportamenti in linea con le straegie condivise, contribuendo all’incremento di fiducia reciproca che a sua volta ha avuto ripercussioni positive sull’impegno dei partner, questa situazione ha portato a raggiungimento di risultati positivi che hanno spronato le parti a intensificare i propri rapporti prima attraverso lo scambio di azioni e poi con la costituzione di una nuova società.

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- 3 - Introduzione Analizzando le molteplici alleanze orizzontali che stanno nascendo nel mercato globale, molti vedono questo fenomeno come una risposta alla crisi economica mondiale, usufruendo delle economie di scala che ne derivano. Certamente questa può essere una chiave di lettura interessante dei motivi che spingono verso determinate scelte, come insegna la teoria dei costi di transazione (Tce) di Williamson: 1 l‟obiettivo è quello di minimizzare tali costi, somma dei costi di produzione e dei costi di governo della collaborazione, rispetto alla opzione di produzione interna. Questa interpretazione resta riduttiva per definire un fenomeno che sta cambiando il modello competitivo, rovesciando quelle che sono state finora le teorie gestionali che hanno guidato le scelte dei manager. Per questo motivo gli studiosi del fenomeno hanno messo a punto ulteriori teorie che focalizzano il loro studio sulle risorse in possesso delle imprese più che sui vantaggi di costo, da questa consapevolezza nascono le teorie evolutive dell‟impresa, che si sviluppano in modo sequenziale secondo la logica evolutiva che ha accompagnato i cambiamenti avvenuti nel mondo del business. Così come per comprendere quello che accade oggi nel mondo bisogna analizzare gli avvenimenti precedenti, queste teorie, nate negli anni novanta, sono la base da cui partire per comprendere la coopetition che sarà il tema centrale del lavoro; infatti, si può affermare che la conoscenza delle teorie sviluppate in passato ci aiutino a comprendere come si arrivi a una tale rivoluzione del mondo degli affari, che porta due o più aziende concorrenti ad unirsi per investire in un'unica attività. Negli anni novanta, dopo il boom economico che ha caratterizzato il decennio precedente con una corsa verso l‟integrazione verticale di tutte le imprese, si è ritornati a disinvestire, affidando all‟esterno le attività che non fanno parte del 1 Cantone L., Outsorcing e creazione del valore. Ridisegnare i modelli di business per conseguire il vantaggio competitivo, Il Sole 24 Ore Milano 2003 p. 9-19

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Economia

Autore: Mario Perillo Contatta »

Composta da 175 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.