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Insediamenti eremitici e monastici della costa ligure tra V e XI secolo

La tesi affronta il problema dell'eremitismo insulare sviluppatosi in Liguria tra età tardoantica ed altomedievale e il fenomeno del monachesimo benedettino limitatamente alla metà dell'XI secolo. Vengono analizzate le realtà insulari dell'isola del Tino e del Tinetto, di Bergeggi, della Gallinaria e delle isole di Lérins. Un capitolo più vasto è dedicato ai cenobi benedettini sviluppatisi in territorio genovese (San Fruttuoso, San Siro, Santo Stefano e Santa Sabina) e alle testimonianze artistiche ad essi collegate, mentre un capitolo introduttivo focalizza l'attenzione sulle figure dei santi eremiti e su alcuni concetti introduttivi fondamentali inerenti l'eremitismo e il monachesimo

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2 PREMESSA Questo lavoro prende avvio da uno di quei temi che, da sempre, è stato in grado di attirare le mie attenzioni: i primi sviluppi della religione cristiana, ancora vicini a forme semplici e primigenie di spiritualità ed ancora abbastanza lontani dalle forme via via più rituali e complesse. All‟interno di questo sconfinato argomento, il mio sguardo (ispirato da una “scintilla” indispensabile, quale il corso di Archeologia e Storia dell‟Arte Paleocristiana, tenuto dalla Professoressa Alessandra Frondoni) si è rivolto, non tanto alla dimensione comunitaria e sociale dell‟argomento, quanto a quella più intima, solitaria e profonda, che ha trovato la sua massima espressione nelle esperienze più radicali dell‟eremitismo e in quelle meno intransigenti del monachesimo. Facilmente, tuttavia, si potrà comprendere, leggendo le pagine seguenti, come questi due fenomeni, spesso considerati quasi antitetici tra loro, abbiano, in realtà, contorni che tendono, frequentemente, a dissolversi gli uni negli altri. Ovviamente, sviluppare un discorso articolato su queste tematiche richiederebbe un tempo ed un‟estensione che mal si concilierebbero con la natura dell‟elaborato richiestomi: per questi motivi, la decisione presa è stata quella di limitarsi (mai termine, comunque, si è rivelato meno appropriato nel corso della stesura) al territorio ligure costiero, concedendosi un breve sconfinamento in territorio francese: le isole di Lérins, infatti, non potevano essere ignorate, soprattutto in relazione alla grande influenza che esse avrebbero esercitato nei confronti della nostra regione e ai rapporti che avrebbero intrapreso con importanti complessi liguri, San Michele di Ventimiglia in primis. Già Jean Guyon, d‟altronde, nel 2006, aveva fatto notare il rapporto osmotico che lega la Provenza cristiana alla nostra regione. Ecco quindi che, specialmente nel caso delle isole (Tino e Tinetto, per il Levante - “il miracolo panoramico”, come le definì nel lontano 1338 il Petrarca - ; Bergeggi e Gallinaria, per il Ponente), quelle piccole porzioni di terra che emergono dal mare e che, spesso, capita di osservare con sguardo rapido e disattento, si impongono alla nostra attenzione per la ricchezza di vicende di cui sono state protagoniste, vicende in cui storia e leggenda si intersecano a tal punto da rendere difficile la distinzione dell‟una dall‟altra (“non è sempre facile separare il grano dalla paglia […]” sosteneva, non a caso, il Calzamiglia).

Laurea liv.I

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Valeria Fusco Contatta »

Composta da 149 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 555 click dal 27/10/2011.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.